Recensione Nothing Ear (3) (2026): il design trasparente cresce ancora
Analisi completa dei Nothing Ear (3), usciti a settembre 2025: driver da 12 mm, ANC adattiva, Super Mic nella custodia, LDAC e LHDC 5.0, 10 ore per auricolare. Cosa funziona e cosa no a otto mesi dal debutto.
Alessandro Riva
Editorial Columnist
Recensione Nothing Ear (3) (2026): il design trasparente cresce ancora
Chiarimento necessario prima di iniziare, perché in rete la confusione regna: "Nothing Ear 4" non esiste. Dal 2024 Nothing ha rinominato l'intera linea togliendo i numeri tra parentesi tonde prima di ripensarla di nuovo, e il modello attuale di punta — quello che molti cercano come "Ear 4" — si chiama ufficialmente Ear (3), presentato il 22 settembre 2025 a 179 dollari/euro. È questo il prodotto che recensiamo, dopo mesi di uso quotidiano.
Nothing ha costruito la propria reputazione sul design trasparente e sull'interfaccia Glyph degli smartphone. Con gli Ear (3) la casa di Carl Pei porta quella filosofia a maturazione: stesso DNA estetico, ma sotto il guscio c'è una piattaforma audio ridisegnata e una delle idee più semplici e utili degli ultimi anni nel campo delle chiamate.
Design: la trasparenza che funziona
Il trucco visivo è sempre quello: gusci trasparenti che mostrano magneti, bobine e circuiti, con il punto rosso caratteristico sul perno. Rispetto alla generazione 2024 la forma interna è leggermente più compatta e la superficie opaca dei punti di contatto riduce le impronte. Gli auricolari si indossano con l'abituale sensazione "da studio": leggeri (circa 5 grammi l'uno), con ali e punte in silicone di due misure nella scatola.
La vera novità è la custodia: più squadrata, sempre trasparente, e dotata di Super Mic — un microfono aggiuntivo integrato nel coperchio con il relativo pulsante. L'idea è brutale nella sua semplicità: quando parlate al telefono, la custodia non resta in tasca, si tiene in mano davanti alla bocca come un microfono da intervista e la qualità della voce migliora sensibilmente, grazie a un doppio microfono dedicato con cancellazione del vento. In un'epoca in cui tutte le marche litigano su algorithmi di isolamento vocale, Nothing ha risolto il problema con hardware fisico. Funziona: in chiamata dal traffico urbano la voce arriva chiara, e il pulsante fisico fa anche da scorciatoia configurabile (congelare il microfono per la privacy, avviare l'assistente vocale).
Qualità audio
I driver passano a 12 mm con membrana a schema, rispetto agli 11 mm della generazione precedente, e il tuning resta la firma Nothing: bassi presenti ma controllati, medi avanti e puliti, alti che non graffiano. Il profilo di default è piacevole per l'ascolto generico, e l'app Nothing X permette di intervenire con un equalizzatore a bande e con profili salvati.
Sul fronte codec gli Ear (3) supportano LDAC e LHDC 5.0 oltre ad AAC e SBC, quindi il possibile lossy hi-res c'è sia per Android (LDAC) sia per i dispositivi che parlano LHDC. Non c'è aptX Lossless: chi vuole il bit-perfect con un Pixel di ultima generazione dovrà accontentarsi. La scena sonora è ampia per la categoria e la separazione strumentale buona, con la riserva che il profilo ad alta fedeltà si esprime solo con sorgenti di qualità: da codec base il salto di qualità si sente poco.
Cancellazione attiva del rumore
Qui gli Ear (3) mostrano il limite principale. L'ANC è adattiva e in tempo reale, con trasparenza naturale e riduzione delle raffiche di vento che funziona bene, ma in assoluto la cancellazione dei rumori bassi e continui — motore d'autobus, condizionatore, cabina di aereo — resta un gradino sotto i leader di categoria (Bose, Sony). Su voci e rumori improvvisi si difende, e per l'ufficio o la caffetteria è più che sufficiente. PCMag, nella sua prova, ha indicato ANC e autonomia come i due punti che frenano un prodotto per il resto eccellente: condividiamo pienamente il giudizio.
Batteria e ricarica
La generazione precedente durava poco; questa è la correzione principale che Nothing ha fatto. Gli auricolari arrivano a 10 ore per carica senza ANC (circa 5-6 con ANC attiva), e la custodia porta il totale dichiarato a 38 ore; con cancellazione attiva ininterrotta si scende intorno alle 22 ore complessive, un valore comunque solido. La ricarica è USB-C e wireless, con la funzione di ricarica inversa della custodia che permette di recuperare gli auricolari sul posto, e un top-up di 10 minuti restituisce diverse ore di ascolto. Il chip interno passa a 55 mAh per auricolare, e la custodia ricarica senza cavi grazie alla piastra integrata.
App e funzioni
Nothing X resta una delle app migliori della categoria: interfaccia pulita, equalizzatore con profili, gestione dei gesti tattili personalizzabili, rilevamento auricolare (pausa automatica quando li togliete), localizzazione della custodia e integrazione con l'assistente vocale. La modalità a bassa latenza per i giochi è presente, così come il multipoint su due dispositivi, stabile e ben gestito.
Specifiche tecniche
| Caratteristica | Dettaglio |
|---|---|
| Driver | 12 mm dinamici, membrana a schema |
| Codec | LDAC, LHDC 5.0, AAC, SBC |
| ANC | Adattiva in tempo reale + trasparenza |
| Microfono chiamate | 3 per auricolare + Super Mic nella custodia |
| Bluetooth | 5.3 con multipoint |
| Autonomia | ~10 h (auricolare, ANC off) / fino a 38 h con custodia |
| Ricarica | USB-C + wireless, top-up 10 min |
| Peso | ~5 g per auricolare |
| Uscita | 22 settembre 2025 |
| Prezzo | 179 € |
Pro e contro
| Pro | Contro |
|---|---|
| Super Mic: la migliore qualità voce della categoria | ANC sotto i leader (Bose, Sony) |
| Suono maturo con LDAC e LHDC 5.0 | Niente aptX Lossless |
| Autonomia finalmente adeguata (38 h totali) | Custodia ingombrante per le tasche piccole |
| Design unico e ben costruito | Prezzo in crescita di generazione in generazione |
| App Nothing X eccellente | Punti tattili sensibili al tocco involontario |
FAQ
Nothing Ear (3) sono meglio degli AirPods Pro 2? Su Android sì per suono e qualità voce; con iPhone gli AirPods restano più integrati. L'ANC degli AirPods è comunque superiore.
Perché non si chiamano Ear 4? Nothing ha cambiato nomenclatura nel 2024 (Ear, Ear (a)) e nel 2025 è tornata ai numeri con Ear (3) ed Ear (3a). Il "4" che trovate nelle ricerche non corrisponde a nessun prodotto esistente.
Quanto dura la batteria con ANC sempre attivo? Circa 5-6 ore per auricolare e 22 ore totali con la custodia, contro le 10 e le 38 ore senza ANC.
Sono comodi per uso prolungato? Sì: leggeri e bilanciati, si tengono indossati per 2-3 ore senza fastidio. Le punte in silicone incluse coprono le misure più comuni.
Vale la differenza di prezzo con gli Ear (3a)? Gli Ear (3a), arrivati a luglio 2026 a 99 euro, condividono gran parte dell'esperienza con driver da 12 mm e ANC da 45 dB dichiarati; gli Ear (3) aggiungono Super Mic, finiture superiori e tuning più raffinato. Per le chiamate la differenza si sente; per la sola musica, meno.
Chiamate e Super Mic in pratica
Il Super Mic merita un approfondimento perché è la feature che differenzia gli Ear (3) da tutto il mercato. Il caso d'uso tipico: siete in camminata, arriva una chiamata importante, e con i true wireless tradizionali il microfono del minuscolo auricolare lotta contro il vento e il traffico. Con gli Ear (3) aprite la custodia, la tenete davanti alla bocca — il microfono del coperchio si attiva automaticamente in chiamata — e la conversazione assume la qualità di una chiamata con auricolare a filo. Il doppio microfono della custodia ha una cancellazione del vento dedicata, e nelle prove in riva al mare con raffiche forti la voce è rimasta comprensibile dove i concorrenti diventavano inutilizzabili.
Il pulsante sul coperchio è configurabile con tre funzioni: toggle microfono (per silenziare la conversazione senza toccare l'auricolare), avvio assistente vocale, o avvio di una app scelta dall'utente. La seconda funzione meno pubblicizzata ma più usata nella nostra prova: usare la custodia come microfono di registrazione per memo vocali e videoconferenze da laptop, dove la qualità è sufficiente per riunioni professionali.
Per le chiamate senza custodia, i tre microfoni per auricolare con beamforming si difendono bene in ambiente interno e in citta con rumore moderato; il salto di qualità del Super Mic si apprezza soprattutto in esterno.
Giudizio finale
Gli Ear (3) sono il prodotto più maturo di Nothing nel campo audio: risolvono il difetto storico della serie (l'autonomia), aggiungono una funzione che nessun altro offre (Super Mic) e mantengono la personalità estetica che li distingue. La cancellazione del rumore è il un gradino sotto i campioni di categoria, e il prezzo si è alzato; ma chi cerca auricolari con una voce cristallina in chiamata e un suono curato a 179 euro oggi ha un'opzione seria che non si chiama Sony o Bose.
Voto: 8,5/10
Un'ultima nota pratica: la custodia trasparente si graffia più in fretta della media, quindi conviene la pellicola protettiva inclusa in scatola prima di buttarla in tasca con le chiavi. Con quella cura, gli Ear (3) promettono di durare anni senza perdere il fascio del design che li rende riconoscibili a chilometri.
Per alternative nella stessa fascia, leggete la Recensione di Sony WF-1000XM6 per la migliore ANC e la Recensione di Nothing Ear (3a) per la versione economica della stessa famiglia.