tecnologia 2026-07-17

Recensione ASUS ROG Ally 2 (2026): ROG Xbox Ally alla prova

Il modello spesso chiamato ROG Ally 2 è arrivato come ROG Xbox Ally. Analizziamo chip Ryzen Z2 A, display, autonomia, prezzo e confronto con Steam Deck.

Autore Alessandro Riva

Alessandro Riva

Editorial Columnist

Recensione ASUS ROG Ally 2 (2026): il portatile che tutti chiamano così, ma non si chiama così

Chi cerca il ROG Ally 2 su un motore di ricerca trova quasi sempre lo stesso risultato, ovvero un dispositivo che si chiama in un altro modo. ASUS ha presentato la nuova generazione del suo handheld insieme a Microsoft, con il nome ROG Xbox Ally e la variante superiore ROG Xbox Ally X. Il progetto che circolava online da mesi con il nome in codice Project Kennan, e che molte fonti indicavano genericamente come Ally 2, è diventato commercialmente questo prodotto. Non è un dettaglio da appassionati di nomenclatura: cambia le aspettative, perché il dispositivo porta il marchio Xbox su un'interfaccia costruita sopra Windows 11, non su un sistema chiuso pensato solo per giocare.

In questa recensione parliamo soprattutto del modello base, il ROG Xbox Ally, disponibile dall'autunno 2025 a un prezzo di listino di 599 euro. Quando serve un confronto lo affianchiamo alla variante Ally X da 899 euro, più potente e più cara. L'obiettivo è capire se questo handheld merita l'attenzione che il nome Ally 2 si è guadagnato nei mesi di attesa, o se le aspettative erano semplicemente troppo alte.

Design e costruzione

Il corpo è stato ridisegnato rispetto al primo ROG Ally, con impugnature più profonde che richiamano la forma del controller Xbox Wireless. Si sente subito nella mano, soprattutto durante sessioni lunghe, perché il peso si distribuisce meglio rispetto a un blocco piatto. Il modello standard pesa circa 670 grammi, la variante X arriva a circa 715 grammi per via della batteria più grande e del dissipatore maggiorato. Non sono numeri leggeri se paragonati a una console portatile tradizionale, ma nella fascia dei PC handheld sono nella media.

Gli stick analogici sono a corsa piena, i grilletti posteriori assegnabili sono due e i grilletti principali usano sensori a effetto Hall, una tecnologia che riduce l'usura nel tempo e limita il drift che ha afflitto molti controller negli anni. È bene essere precisi però: questa caratteristica riguarda i grilletti, non necessariamente gli stick analogici, che vanno valutati a parte e restano un potenziale punto debole nel lungo periodo.

Sul fronte connettività il salto rispetto al primo Ally è concreto. Ci sono due porte USB-C 3.2 Gen 2 con supporto DisplayPort e Power Delivery, uno slot microSD UHS-II e il classico jack audio da 3,5 millimetri. Si può quindi ricaricare mentre si collega un monitor esterno o una periferica, senza dover scegliere. Per i giochi più pesanti conviene comunque affidarsi all'SSD interno piuttosto che alla microSD, che resta più lenta e variabile a seconda della scheda usata.

Display

Il pannello è un IPS da 7 pollici, risoluzione Full HD, refresh rate fino a 120 Hz e luminosità dichiarata di 500 nit, con supporto FreeSync Premium per ridurre tearing e scatti quando il frame rate oscilla. Non è un OLED, quindi i neri restano neri scuri più che assoluti, ma nell'uso quotidiano la fluidità del pannello si nota più della qualità del contrasto. Il vetro Gorilla Glass con trattamento antiriflesso aiuta in ambienti luminosi, anche se in piena luce solare diretta la leggibilità cala comunque.

Va detto che la risoluzione 1080p su schermo da 7 pollici è nitida ma pesante da gestire per una GPU integrata. Nei titoli AAA più recenti spesso conviene scendere a 720p o 900p con upscaling FSR attivo, mentre nei giochi indipendenti o negli sparatutto competitivi il pannello mostra tutto il suo potenziale a risoluzione piena. I 120 Hz sono un margine, non una promessa che ogni gioco li raggiunga davvero.

Prestazioni e chip Ryzen

Il modello base monta il Ryzen Z2 A, quad core con otto thread e grafica Radeon integrata, pensato per restare in un involucro termico contenuto. La variante Ally X sale al Ryzen AI Z2 Extreme, otto core, sedici thread e una GPU sensibilmente più capace, abbinata a 24 GB di memoria contro i 16 GB del modello standard. La differenza di prezzo tra i due, circa 300 euro, riflette in buona parte questo salto.

Nell'uso reale, il Ryzen Z2 A se la cava bene con titoli indipendenti, giochi meno recenti e la maggior parte dei titoli online più leggeri, arrivando spesso a 60 fps stabili con impostazioni corrette. Sui giochi tripla A più recenti la storia cambia, e serve accettare compromessi su risoluzione e dettagli. Alcuni motori grafici più pesanti costringono a scendere sotto i 30 fps anche con preset bassi, altri invece scalano meglio. La generazione dei fotogrammi via software può gonfiare il numero mostrato a schermo, ma introduce input lag percepibile in alcuni giochi d'azione, quindi non è sempre la soluzione giusta.

Il vantaggio più concreto resta l'accesso a Windows 11 con tutti i launcher, non solo Steam. Game Pass, Epic Games Store, GOG e Battle.net funzionano come su un normale PC, ampliando molto la libreria rispetto a un dispositivo legato a un solo negozio digitale. Il rovescio della medaglia è che Windows resta visibile in più momenti di quanto si vorrebbe, tra aggiornamenti che partono da soli, notifiche di sistema e finestre progettate per mouse e schermi grandi.

Autonomia e ricarica

La batteria da 60 Wh del modello base è più capiente di quella del primo Ally, ma l'autonomia reale dipende moltissimo dal profilo energetico scelto. In modalità Turbo, con un gioco pesante, ci si aggira su un paio d'ore di gioco continuato. Passando a un profilo Silenzioso o riducendo luminosità e refresh rate si può arrivare oltre le quattro ore, soprattutto con titoli meno esigenti o mentre si guarda contenuti in streaming. La variante Ally X, con batteria da 80 Wh, guadagna qualche ora in più negli stessi scenari, ma non stravolge il quadro complessivo.

Il caricatore incluso da 65 W permette di sfruttare i profili di potenza più alti anche mentre si gioca collegati alla corrente, opzione consigliata per le sessioni più lunghe nei giochi pesanti. Usare un caricatore più debole limita le prestazioni disponibili o allunga i tempi di ricarica completa. In sintesi la batteria è migliorata rispetto alla prima generazione, ma resta il vero limite quando si esce di casa senza alimentatore al seguito.

Windows 11 e interfaccia Xbox

ASUS e Microsoft hanno costruito un'interfaccia a schermo intero pensata per essere navigata con i pulsanti, che nasconde il desktop di Windows dietro una schermata più simile a quella di una console. È un passo avanti reale rispetto a un desktop lasciato semplicemente su uno schermo piccolo, con accesso rapido a libreria, impostazioni rapide e Game Bar adattata al formato portatile.

Armoury Crate e il Command Center restano gli strumenti per regolare profili energetici, luminosità, refresh rate e mappatura dei comandi. Funziona meglio se si dedica qualche minuto a configurare ogni gioco con il proprio profilo, cosa che chi arriva da una console tradizionale potrebbe trovare macchinosa all'inizio. Chi si aspetta l'immediatezza di una Nintendo Switch o di SteamOS incontrerà più menu e più momenti in cui il sistema operativo si fa sentire, mentre chi vuole mod, emulatori ed è abituato a gestire un PC troverà tutta la libertà che cerca.

Confronto con Steam Deck e Legion Go

Rispetto a Steam Deck OLED, il ROG Xbox Ally offre un'interfaccia meno rifinita ma un accesso diretto e nativo a Windows, cosa che semplifica l'uso di launcher esterni, mod e software che su SteamOS richiedono passaggi aggiuntivi. Steam Deck resta però più coerente nell'esperienza quotidiana, con un pannello OLED superiore nel modello di punta e un prezzo di ingresso più contenuto.

Con Lenovo Legion Go il confronto è più diretto sul fronte hardware, perché entrambi girano su Windows e puntano a un pubblico simile. Legion Go offre uno schermo più grande e stick removibili, ma pesa di più e ha un ingombro superiore in tasca o zaino. La scelta tra i tre finisce per dipendere dal catalogo personale di giochi, dal peso che si è disposti a portare in giro e da quanto valore si dà a un'interfaccia già ottimizzata come quella di SteamOS.

Va menzionato anche un fatto emerso più di recente: ASUS ha mostrato al Computex 2026 un ROG Xbox Ally X20, pensato come edizione celebrativa con pannello OLED Nebula HDR da 7,4 pollici e joystick a effetto magnetico TMR, abbinato in bundle a occhiali gaming XREAL. Al momento non ci sono una data di lancio né un prezzo confermati, quindi resta un prodotto da osservare più che da considerare per un acquisto imminente.

Limiti reali

Il limite più evidente resta l'autonomia nei giochi pesanti, che non supera le due o tre ore anche con la batteria più capiente. Windows è il secondo compromesso strutturale, perché la compatibilità ampia si paga con una gestione meno immediata rispetto a un sistema chiuso. Il display, per quanto fluido, non ha il contrasto di un pannello OLED. La memoria è saldata e non espandibile, mentre lo storage lo è solo tramite lo slot M.2 interno, un'operazione che comunque annulla la garanzia se fatta da soli. Infine la ventola si fa sentire quando il profilo energetico sale, un rumore che in ambienti silenziosi diventa comunque percepibile.

A chi è consigliato

Il ROG Xbox Ally ha senso per chi vuole un PC da gioco portatile con accesso a più negozi digitali, mod e Game Pass, e che accetta la gestione di un sistema Windows in cambio di questa libertà. È una scelta sensata anche per chi preferisce impugnare un handheld dedicato piuttosto che collegare un notebook da gaming a una TV. Ha meno senso per chi gioca quasi solo a titoli indipendenti già ben ottimizzati su SteamOS, o per chi cerca la semplicità immediata di una console senza aggiornamenti di sistema tra i piedi.

Pro e contro

Pro Contro
Accesso nativo a Game Pass, Steam, Epic e altri launcher Windows resta meno immediato di SteamOS
Display Full HD a 120 Hz con FreeSync Premium Pannello IPS, non OLED
Grilletti Hall effect e impugnature ergonomiche Autonomia limitata nei giochi pesanti
Due USB-C con Power Delivery e microSD UHS-II Memoria RAM saldata e non espandibile
Prezzo di ingresso contenuto rispetto ad altri handheld Windows Ventola udibile sotto carico

Domande frequenti

Il ROG Ally 2 esiste davvero con questo nome? No, non con questo nome commerciale. Il dispositivo che i rumor chiamavano Ally 2 è arrivato sul mercato come ROG Xbox Ally, con la variante più potente ROG Xbox Ally X.

Quanto costa il ROG Xbox Ally? Il modello base ha un prezzo di listino di 599 euro, mentre la variante Ally X con chip più potente e batteria maggiore costa 899 euro.

Quanto dura la batteria durante il gioco? In un titolo pesante con profilo Turbo si arriva intorno alle due ore. Con giochi più leggeri o un profilo a basso consumo si può superare abbondantemente le quattro ore.

Ha gli stick analogici a effetto Hall? ASUS conferma questa tecnologia sui grilletti principali. Non va data per scontata anche sugli stick, che restano un componente separato.

È meglio di uno Steam Deck? Dipende dall'uso. Offre più compatibilità software grazie a Windows, ma Steam Deck OLED resta più coerente come esperienza console e ha un prezzo di ingresso più basso.

Specifiche tecniche

Specifica ROG Xbox Ally ROG Xbox Ally X
Sistema operativo Windows 11 Home Windows 11 Home
Processore AMD Ryzen Z2 A, 4 core / 8 thread AMD Ryzen AI Z2 Extreme, 8 core / 16 thread
Memoria 16 GB LPDDR5X 24 GB LPDDR5X
Storage SSD PCIe 512 GB SSD PCIe 1 TB
Display IPS 7", 1920x1080, 120 Hz, 500 nit IPS 7", 1920x1080, 120 Hz, 500 nit
Batteria 60 Wh 80 Wh
Peso Circa 670 g Circa 715 g
Connettività Wi-Fi 6E, Bluetooth 5.2 Wi-Fi 6E, Bluetooth 5.2
Prezzo di listino 599 euro 899 euro

Verdetto

Il ROG Xbox Ally non è il ROG Ally 2 che molti si aspettavano di trovare con quel nome sulla scatola, ma è comunque il vero successore del primo ROG Ally. Offre un'ergonomia migliorata, un display fluido, una batteria più capiente e l'accesso completo all'ecosistema Windows, con tutti i vantaggi e le seccature che questo comporta. Le prestazioni bastano per la maggior parte dei giochi meno recenti e indipendenti, mentre sui titoli tripla A più pesanti servono compromessi su risoluzione e dettagli.

Per chi cerca un PC da gioco portatile con la massima libertà software e non teme di dedicare qualche minuto alla configurazione, resta una scelta valida a un prezzo onesto. Per chi vuole solo accendere e giocare senza pensieri, uno Steam Deck resta probabilmente la strada più semplice. Il compromesso principale, oggi come nella prima generazione, rimane l'autonomia nei titoli più esigenti.

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