videogiochi 2026-03-30

Recensione Days Gone (2019): il survival zombie sottovalutato

Days Gone di Bend Studio è un open world post-apocalittico con orde di Freaker e la moto di Deacon St. John. Critiche miste al lancio, un'esperienza profonda dopo le patch.

Autore Matteo Ricci

Matteo Ricci

Editorial Columnist

Recensione Days Gone (2019): il survival zombie sottovalutato

Recensione Days Gone (2019): il survival zombie sottovalutato

Days Gone è uno dei giochi più divisivi della scorsa generazione. Bend Studio ha creato un open world post-apocalittico con orde di infetti, motociclette e una storia personale, ma il gioco ha ricevuto critiche miste al lancio del 26 aprile 2019 su PS4. Col senno di poi, con le patch che hanno risolto i problemi tecnici e con l'arrivo su PC nel maggio 2021, Days Gone merita una seconda possibilità, e si rivela un'esperienza più profonda di quanto le recensioni d'uscita avessero detto. Non è un capolavoro netto, ma la sua formula ha un pubblico che il pacchetto al lancio non ha trovato.

L'Oregon post-apocalittico e le orde

L'Oregon di Days Gone è un personaggio a sé. Il mondo è vasto e variegato, con foreste, montagne, laghi e città abbandonate due anni dopo l'inizio della pandemia che ha trasformato una parte dell'umanità in Freaker. Il ciclo giorno/notte influenza il comportamento dei nemici, le condizioni meteo cambiano visibilità e mobilità, e i campi abbandonati raccontano la caduta senza cinematografica.

La cosa più impressionante sono le orde. Gruppi che vanno da alcune decine fino a centinaia di Freaker che si muovono insieme e rappresentano la sfida più grande del gioco. Affrontare un'orda richiede preparazione, trappole, esplosivi e una strategia di fuga chiara. La sensazione di scappare da centinaia di nemici che ti inseguono è adrenalinica, e poche esperienze regalano la stessa tensione. Le orde sono il punto in cui Days Gone funziona al massimo, e il momento in cui una orda emerge dal bosco resta una delle immagini più memorabili del gioco.

La gestione del territorio passa anche attraverso i campi dei nemici umani. Le fazioni ostili, dal culto dei Ripper ai predoni, controllano zone e tunnel, e il conflitto tra infetti e umani aggiunge strategia agli spostamenti. Le missioni secondarie spingono sugli accampamenti e sui nuclei infetti, e la pulizia del territorio è il loop principale tra le missioni di storia.

Deacon e la motocicletta

Il protagonista Deacon St. John è un personaggio complesso. Ex membro di un club di motociclisti, cerca la moglie Sarah, scomparsa all'inizio dell'apocalissa e data per morta, quando emerge l'indizio che potrebbe essere viva. La performance di Sam Witwer è eccellente, e la relazione con il suo amico Boozer è uno dei punti forti della narrazione. I registi John Garvin e Jeff Ross hanno costruito la storia su un rapporto personale, e chi cerca un'epopea globale rimarrà deluso.

La motocicletta di Deacon non è solo un mezzo di trasporto, è un personaggio a sé. Va curata, rifornita e potenziata. La gestione del carburante aggiunge un elemento strategico agli spostamenti, e le stazioni di servizio abbandonate sono i punti caldi della mappa. Migliorare la moto con nuovi motori, sospensioni e componenti richiede risorse e pianificazione, e rende l'esplorazione molto più piacevole. Il sistema funziona perché la moto è il ponte tra il gioco e il suo mondo, e chi la cura ne esce con un ritmo migliore.

La mosca nel cerchio è la trama di Sarah, che si svela a colpi di flashback. La narrazione alterna il presente ai ricordi, e le rivelazioni sulle origini dell'epidemia danno alla storia un peso che la prima ora non prometteva.

Crafting e progressione

Il sistema di crafting è basilare ma funzionale. Si raccolgono materiali nell'ambiente per creare kit di cura, molotov, trappole e munizioni. La scarsità di risorse nelle prime ore obbliga a scelte difficili su cosa costruire e cosa conservare, e il ritmico consumo dei materiali tiene l'inventario sotto pressione.

L'albero delle abilità è diviso in tre rami, combattimento, sopravvivenza e moto. Ogni ramo offre potenziamenti utili, e la specializzazione permette di costruire un Deacon adatto al proprio stile. Il sistema è soddisfacente senza eccellere, e ogni livello sblocca opzioni interessanti. Le armi si trovano nel mondo e si potenziano con le officine dei campi, e la gestione delle riparazioni aggiunge un passo strategico ai duelli.

I Freaker, un'ecologia che conta

I Freaker di Days Gone non sono zombie statici. Sono una popolazione che vive, caccia e reagisce, e il mondo li simula come un'ecologia. Si muovono in branchi, cacciano gli animali, evitano il fuoco e reagiscono ai rumori, e il conflitto tra gruppi diversi genera scontri che il giocatore può usare a proprio vantaggio. Innescare un branco di Freaker contro un accampamento umano è una tattica che il gioco supporta, e le missioni la sfruttano.

La NERO, l'organizzazione federale rimasta in piedi, controlla i punti di controllo e i bunker della mappa, e la sua presenza dà alla storia un peso geopolitico che la prima ora non prometteva. I bunker della NERO sono i punti di salvataggio e di potenziamento, e la loro apertura progressiva accompagna la crescita di Deacon.

L'attenzione all'ecologia è la differenza tra Days Gone e gli altri open world zombie. I nemici non appaiono per spawn scriptato, vivono nel mondo, e chi li osserva impara a leggerli. Il branco che caccia al mattino, l'orda che si muove di notte, i Newt più agili nelle fasi iniziali. Il mondo reagisce, e il gioco premia chi lo legge.

Comparto tecnico e performance

Il comparto tecnico al lancio era il bersaglio principale delle critiche, con pop-in, frame drops e caricamenti lunghi. Le patch hanno sistemato gran parte, e su PC il gioco gira bene con dettagli alti. Il remaster PS5, arrivato il 25 aprile 2025, porta il gioco con 60 fps e tempi di caricamento ridotti, ed è la versione migliore per approcciare il gioco oggi.

La direzione artistica fa molto del suo mondo. Le foreste dell'Oregon, la neve, la pioggia, i campi abbandonati. La colonna sonora di Nathan Whitehead accompagna l'esplorazione con toni cupi e percussivi, e il doppiaggio inglese è di alto livello. I testi sono localizzati in italiano, con un'attenzione ai dialoghi che sorprende.

Contenuti e durata

La campagna principale dura circa 25-30 ore, e il completamento con missioni secondarie, accampamenti e nuclei infetti va ben oltre le 40. La mappa è grande e la progressione delle zone la apre a colpi di missioni.

Caratteristica Valore
Piattaforme PS4 (26 apr 2019), PC (18 mag 2021), PS5 (25 apr 2025)
Durata campagna 25-30 ore
Completamento oltre 40 ore
Orde fino a centinaia di nemici
Difficoltà media

Per un open world single-player è una durata onesta, e la densità di contenuti è costruita sul territorio. Chi ama pulire la mappa troverà molto, chi cerca un ritmo narrativo salterà i secondari.

Limiti reali

I limiti di Days Gone sono quelli che le recensioni d'uscita avevano sottolineato. La trama principale parte lenta, e le prime ore sono un'introduzione lunga a personaggi e sistemi. La varietà delle missioni secondarie è limitata, con obiettivi che si ripetono. Il crafting è basilare, e chi cerca profondità di build resta a metà strada. I nemici umani sono meno interessanti degli infetti, con IA che negli accampamenti restano semplici.

Anche la struttura del mondo pesa. L'apertura progressiva delle zone guida il ritmo dell'esplorazione, e la mappa è più piccola di quanto sembri. Le orde, il punto forte, arrivano tardi nelle prime ore, e chi non arriva alle orde non vede il gioco al massimo.

Pro e Contro

Pro - Le orde di Freaker, uniche nel genere - La moto come personaggio e sistema di gioco - L'Oregon post-apocalittico credibile - Performance di Sam Witwer e rapporto con Boozer - Remaster PS5 con 60 fps

Contro - Trama principale lenta nelle prime ore - Missioni secondarie ripetitive - Crafting basilare - Problemi tecnici al lancio, sistemati con le patch

A chi è consigliato

Days Gone è per chi ama gli open world post-apocalittici e le orde, per chi ha amato The Last of Us e cerca un ritmo diverso, per chi vuole una storia personale in un mondo che conta. Per chi ha un PS5 e vuole un gioco da 40 ore con il remaster. Sconsigliato a chi cerca un ritmo narrativo teso dall'inizio, a chi vuole profondità di build e a chi non ha pazienza con le prime ore lente.

Domande frequenti (FAQ)

Quanto dura Days Gone?

La campagna principale dura circa 25-30 ore, il completamento con secondari e campi supera le 40.

Days Gone è disponibile su PC?

Sì, dal 18 maggio 2021 su PC via Steam ed Epic Games Store, con supporto a dettagli alti e ultrawide.

Esiste una versione PS5?

Sì, il remaster è arrivato il 25 aprile 2025, con 60 fps, tempi di caricamento ridotti e supporto alle feature della console.

Le orde sono davvero difficili?

Sì, le orde più grandi contano centinaia di nemici e sono la sfida più dura del gioco. Richiedono preparazione, trappole e una strategia di fuga, e non si affrontano a viso aperto.

Il gioco è in italiano?

Sì, con testi localizzati in italiano. Il doppiaggio parlato è in inglese, con la performance di Sam Witwer nel ruolo di Deacon.

Conclusione

Days Gone è un gioco che ha ricevuto il giudizio sbagliato al lancio, e il tempo gli ha dato ragione. Le orde di Freaker restano uniche nel genere, la moto è un sistema di gioco che nessun altro open world ha, e l'Oregon post-apocalittico è credibile in un modo che la cinematografia da blockbuster non riesce a essere. I problemi tecnici al lancio sono sistemati, e il remaster PS5 del 2025 è la versione migliore per approcciare il gioco.

Non è un capolavoro netto, la trama parte lenta e i secondari si ripetono. Ma per chi ama gli open world con un mondo che conta, è un'esperienza che merita le 40 ore che chiede. Bend Studio ha costruito un gioco che al lancio non ha trovato il suo pubblico, e col senno di poi quel pubblico esiste.

#days gone #action adventure #survival #open world #freaker #sony #bend studio #deacon

Continua a leggere

ScontiNinja The Art of Smart Buying
Privacy Policy Cookie Policy © 2026 ScontiNinja