videogiochi 2025-08-18

Recensione Kena: Bridge of Spirits: l'action-adventure che guarda a Pixar

Kena: Bridge of Spirits di Ember Lab, uscito il 21 ottobre 2021 e arricchito dall'Anniversary Update del 2022, arriva ora anche su Xbox e Switch 2. Analisi di combattimento, Rot, boss fight e di un'esordiente che punta alla qualità sopra ogni cosa.

Autore Matteo Ricci

Matteo Ricci

Editorial Columnist

Recensione Kena: Bridge of Spirits: l'action-adventure che guarda a Pixar

Recensione Kena: Bridge of Spirits: l'action-adventure che guarda a Pixar

C'è un motivo per cui Kena: Bridge of Spirits è stato definito "il primo film Pixar diventato giocabile". Ember Lab era fino al 2021 uno studio di animazione e pubblicità — famoso in rete per il fan-film di Zelda Majora's Mask — Terrible Fate — e il suo primo videogioco porta dentro ogni fotogramma quella cultura: luce cinematografica, composizione delle inquadrature, una protagonista che sembra uscita da un lungometraggio d'animazione. Uscito il 21 ottobre 2021 su PS5, PS4 ed Epic Games Store, arrivato su Steam e sul resto dei PC store nel 2022, portato su Xbox Series X|S e Xbox One il 15 agosto 2024 e infine anche su Nintendo Switch 2 nella primavera 2026, Kena è un esordiente che gioca in casa dei grandi action-adventure — e che al primo colpo si rivela molto più duro di quanto l'estetica faccia credere.

La premessa: una guida spirituale con il bastone

Kena è una giovane guida spirituale: attraversa il mondo dei vivi e dei morti per aiutare le anime bloccate a trovare la pace. Il villaggio abbandonato che raggiunge all'inizio è popolato da spiriti irrequieti legati a un mistero centrale, e la struttura della campagna — circa dieci ore alla prima giocata — procede sbloccando zona dopo zona le storie di tre fratelli scomparsi e del padre che li attende.

Il dispositivo narrativo è classico ma gestito con delicatezza: temi di lutto, colpa e perdono raccontati con cinematiche renderizzate in tempo reale che non hanno nulla da invidiare alle cut-scene dei maggiori prodotti Sony. La scrittura è semplice e le scelte morali sono nette, ma l'insieme funziona perché la regia crede in quello che racconta.

I Rot: il sistema di creature più adorabile degli ultimi anni

Il cuore emozionale del gioco sono i Rot: piccole creature d'ombra che rappresentano la decomposizione — necessaria e benefica — del ciclo naturale. All'inizio Kena ne ha poche al seguito, e durante l'avventura se ne raccolgono decine e decine: tengono d'occhio chi le possiede, spostano oggetti pesanti, azionano meccanismi, si accumulano sui rami del bastone per potenziare gli attacchi speciali.

Il design è funzionale oltre che affettivo: il numero di Rot sbloccato determina quanta potenza puoi incanalare nelle abilità principali, quindi collezionarli non è puro compendio ma upgrade di gameplay. E visivamente sono il tratto distintivo del gioco: vederne cento riversarsi su un ponte per trasportarlo è l'immagine che resterà nella memoria di chiunque ci giochi.

Combattimento: guscio gentile, animale feroce

Sotto la patina soave si nasconde un sistema di combattimento serio, attorno a tre pilastri:

  • Il bastone: attacchi leggeri e pesanti, con forme che cambiano durante i combattimenti — il bastone diventa arco per il fuoco a distanza e si carica di energia per i colpi potenziati.
  • Lo scudo-pulso: una barriera energetica che assorbe colpi e respinge con un'onda di forza; la parata perfetta — schivare nell'ultimo istante o assorbire al momento giusto — è la skill che separa i giocatori esperti dai principianti.
  • Le abilità del Rot: i colpi speciali consumano i piccoli spiriti accumulati, con danni che scalano con il numero.

La difficoltà è il grande equivoco da chiarire: Kena sembra un gioco per famiglie e invece è boss-driven e severo. I padroni principali hanno pattern in due o tre fasi, puniscono l'avidità e chiedono letture precise. Molti giocatori del 2021 si sono trovati davanti al primo muro senza aspettarselo; l'Anniversary Update ha poi aggiunto le opzioni di accessibilità che rendono l'esperienza più percorribile senza snaturarla. Chi cerca un soulslike in miniatura lo trova; chi cercava un avventurino rilassante deve esserne consapevole prima di iniziare.

I boss: la vera scuola di combattimento

Se c'è un ambito in cui Kena sorprende chi la sottovaluta, sono i boss: sette-otto scontri principali costruiti con la serietà di un character action, ciascuno con fasi distinte, telegrafo leggibile e una curva di apprendimento che chiede morte e ripetizione. Il boss della foresta — lo scontro che ha definito la reputazione del gioco — dura quattro fasi, mescola attacchi ad area e singoli, e obbliga a padroneggiare parata e schivata prima di procedere: è qui che molti giocatori hanno capito che Kena non era il gioco che sembrava.

Il design è onesto nel senso tecnico: ogni attacco ha il suo avviso — il lampo rosso segnala l'attacco non-parabile, il carico lungo indica la finestra di schivata — e dopo qualche tentativo la lotta diventa una danza leggibile. Le versioni Anniversary hanno aggiustato i bordi più duri: alcuni attacchi che nel 2021 sembravano inganni ora sono giusti, e le opzioni di accessibilità permettono di ridurre la severità senza rimuovere il contenuto.

Le Spirit Guide Trials — le sfide a tempo dell'update — estendono il concetto in modalità score-attack: ripetere le arena con obiettivi di precisione e velocità dà ai fan del combattimento ore extra di longevità, con le classifiche locali a fare da stimolo.

Il mondo: lineare ma sartoriale

La struttura è per aree piuttosto che open world: foreste, un santuario, una miniera, ciascuna con enigmi di ambiente — spostare stanze con il potere spirituale, illuminare percorsi, completare altari con i Rot — e tesori secondari. L'esplorazione ricompensa con la raccolta dei Rot nascosti e con le cappelle che estendono la salute e il potere. Non c'è la libertà di un Zelda, ma la densità è alta e il ritmo tenuto: niente riempitivi degno di nota, e la campagna non tocca mai i bassi dell'ozio.

Anniversary Update e versioni successive

Il 27 settembre 2022 Ember Lab ha pubblicato gratuitamente l'Anniversary Update: New Game+, nuove abilità da sbloccare, gli outfit per Kena, i Charmstone da trovare per personalizzare bonus e malus, e le Spirit Guide Trials come sfide a tempo. Tutto è incluso nelle versioni successive — le porte Xbox del 2024 e la versione Switch 2 del 2026 arrivano feature-complete, con la versione Nintendo che aggiunge una modalità performance a 60 fps.

Sul piano tecnico il gioco era già impressionante su PS5: nel motore Unreal girano materiali, particelle e illuminazione che avevano fatto girare i balli di molti "è un indie?" — la risposta, al tempo, era che il budget di un'esordiente indipendente aveva prodotto una delle vetrine visive del 2021. La porta Switch 2 riesce l'impresa di avvicinarsi alla versione desktop in modalità prestazioni, con la risoluzione che scende in portatile ma il complessivo che resta solido.

Musica e audio: il tratto da studio d'animazione

La colonna sonora di Kena merita un capitolo a sé: composta da Jason Veen — con la collaborazione di un ensemble che mescola archi, strumenti a fiato e percussioni asiatiche — accompagna il viaggio con un linguaggio che cita Joe Hisaishi senza copiarlo. I temi dei villaggi sono ninne nanne orchestrali; i boss virano sul percussivo con cori che gonfiano la tensione; il tema principale, che torna nei momenti emotivi, ha la qualità rara di sembrare scritto per il momento esatto in cui arriva.

L'audio design è alla stessa quota: i Rot comunicano con trilli e bisbigli che danno personalità senza parole, l'ambiente risponde con stratificazioni che raccontano lo stato del mondo, e il mix su cuffie — la modalità consigliata — rivela dettagli che al diffusore si perdono. In un'industria dove l'audio è spesso il primo taglio, Ember Lab ha trattato il suono con la priorità di uno studio che viene dal cinema d'animazione: si sente, e molto.

La storia di Ember Lab: dall'annuncio al gioco

La genesi di Kena è parte del fascino del progetto. Ember Lab — fondata dai fratelli Josh e Mike Grier — aveva costruito la reputazione con spot pubblicitari e il cortometraggio Terrible Fate (2016), il fan-film di Majora's Mask che su YouTube ha superato i dieci milioni di visualizzazioni: una produzione che passava per la qualità di uno studio cinematografico. Quando nel 2020, durante la presentazione PlayStation 5, Kena apparve tra i giochi della nuova generazione, la sorpresa fu doppia: uno studio sconosciuto con un gioco dal look da first-party.

Il ritardo di un anno rispetto alla finestra di lancio — la versione originale era attesa per il novembre 2020 — fu spiegato con la classica frase "il gioco non è ancora pronto", e in retrospettiva la scelta fu vincente: uscire a ottobre 2021, con la console nuova ma un catalogo ancora scarso, diede a Kena una visibilità che in un lancio affollato non avrebbe avuto. Il gioco vinse riconoscimenti per il debutto migliore nelle cerimonie di fine anno, l'edizione PlayStation restò per settimane tra i titoli più venduti del negozio, e la porta Xbox del 2024 — tre anni dopo — confermò la longevità di un titolo che aveva già fatto il suo numero.

La lezione industriale è interessante: in un'epoca in cui gli studi indipendenti cercano finanziatori e publisher, Ember Lab autofinanziò lo sviluppo con i ricavi dell'attività pubblicitaria, mantenendo il controllo creativo totale — un modello raro che spiega sia la coerenza artistica del risultato sia i lunghi tempi. Kena è il gioco di chi non aveva nessuno a cui rendere conto se non a se stesso: si sente, in ogni fotogramma.

Dove il gioiello mostra le giunture

  • Dialoghi funzionali: la scrittura serve la regia più che i personaggi, e le voci sono più corrette che memorabili.
  • Enigmi lineari: gli indovinelli di ambiente sono graziosi ma poco inventivi, e dopo la terza area si riconoscono a colpo d'occhio.
  • Roccia di difficoltà: senza le opzioni di accessibilità post-uscita, alcuni boss erano sbilanciati verso la frustrazione; anche oggi, la curva è ripida nei punti sbagliati.

Verdetto

Kena: Bridge of Spirits è uno dei migliori esordi della sua generazione: un action-adventure che scommette tutto su animazione, regia e un'idea di creature compagne che funziona pienamente. Il combattimento è più profondo di quanto il pacchetto suggerisca e il mondo, pur lineare, è costruito con cura artigianale. Non reinventa la ruota della struttura — lo dichiara apertamente — ma la lucida fino a farla brillare. Cinque anni dopo, con tutte le piattaforme a disposizione e l'Anniversary Update integrato, è il momento migliore per scoprirlo: dieci ore di avventura che uniscono il cuore di un film d'animazione ai nervi di un boss-rush serio.

Voto: 8/10 — Pixar incontra i boss fight, e nessuno dei due viene tradito.

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