Recensione A Plague Tale: Requiem (2022): la fuga diventa tragedia
A Plague Tale: Requiem di Asobo Studio analizzato: Amicia e Hugo nella Provenza sotto i topi, stealth potenziato, doppiaggio italiano eccellente. Verdetto completo nel 2026.
Matteo Ricci
Editorial Columnist
Recensione A Plague Tale: Requiem (2022): la fuga diventa tragedia
Pochi sequel hanno un compito così definito come A Plague Tale: Requiem: il primo capitolo, Innocence, aveva concluso il proprio racconto con un equilibrio — fragile ma conclamato — tra i due fratelli. Requiem, uscito nell'ottobre 2022, parte da quel punto e chiede una domanda più crudele: cosa succede quando la salvezza non arriva, quando la maledizione di Hugo cresce con lui, e quando la persona che proteggi diventa il pericolo che fuggi? Asobo Studio — il team francese che tra un titolo proprio e l'altro coopera con Microsoft sui simulatori di volo — consegna la risposta con un gioco che moltiplica scala e ambizione del primo, senza perdere il cuore: un'avventura narrativa che nel 2026 resta tra le esperienze più complete del genere, disponibile anche via cloud dove le console non reggono.
Storia e personaggi
Sei mesi dopo gli eventi del primo capitolo, Amicia e Hugo — insieme alla madre Béatrice — hanno trovato una tregua relativa nel sud della Francia: la Provenza luminosa, con mercati, feste e una vita che sembra finalmente possibile. La tregua dura un capitolo, perché il potere dentro Hugo — la Macula, la maledizione dei ratti — cresce con il corpo del bambino, e ogni episodio di perdita di controllo attira gli occhi di chi vuole usarla. La fuga riparte: dal sud della Francia al Mediterraneo, su un'isola fortificata, attraverso città in lockdown e foreste divorate dai topi.
La scrittura di Requiem è più matura del primo: la serie aveva già trattato il tema della protezione fratellina, qui lo rovescia — Amicia scopre che per proteggere Hugo deve diventare capace di violenza, e il gioco la guarda farlo senza assolverla. Il dialogo con Lucas, il giovane alchimista, e le nuove figure incontrate nel percorso — Arnaud il mercenario con i suoi motivi, il Conte Vittorio e la corte marittima — costruiscono un racconto che parla di destino, colpa e del prezzo di amare qualcuno che è anche un'arma. Il finale è tra i più discussi dell'anno: brutale, coerente, e disposto a sacrificare l'ottimismo del genere in nome della propria storia.
Il doppiaggio italiano è un punto di orgoglio: inciso con regia attenta, con le performance di Amicia e Hugo che reggono il confronto con gli originali francesi. In un mercato dove le localizzazioni di qualità sono rare, Requiem è un titolo che si gioca in italiano senza nostalgia dell'originale: la recitazione dei momenti drammatici è di livello filmico.
Gameplay: stealth, fionda e ratti
Il loop di Requiem amplia quello di Innocence: stealth nelle aree semi-aperte, fionda di Amicia con tipi di munizioni in crescita, uccisioni silenziose, e la gestione dei ratti — la distruzione di luce e buio che definisce la serie. Le aree sono diventate più grandi e verticali: non è un open world, ma le scene offrono percorsi multipli, e la caccia ai materiali per l'artigianato — torchio, corda, pece, prodotti chimici — dà ritmo all'esplorazione.
Il sistema di armi si arricchisce: la fionda riceve upgrade che la trasformano da strumento di disturbo a arma letale a distanza, la balestra pesante e il coltello introdotti a metà gioco cambiano il rapporto con i soldati, e la catena di abilità di Amicia — che cresce con l'uso, senza alberi di esperienza artificiale — premia gli stili di gioco: la strada furtiva, la strada letale, la strada della distrazione. Hugo, dal canto suo, diventa giocabile in sequenze dedicate: la sua capacità di comandare i ratti trasforma il fragile bambino del primo gioco in una forza che il gameplay usa per capovolgere gli equilibri — quando Hugo smette di essere protetto e comincia a proteggere, il gioco cambia pelle.
I ratti restano lo spettacolo tecnico: orde di decine di migliaia di topi che scorrono come liquido nero, digeriscono la luce e divorano tutto ciò che attraversano. La regia delle sequenze con le maree di ratti — i momenti in cui il gioco abbandona lo stealth e diventa survival puro — è di un impatto che nessun altro gioco del genere raggiunge: la paura dei topi, qui, è fisica.
Una frase di sintesi: Requiem prende la formula del primo e la spinge su scala, violenza emotiva e spettacolo tecnico — senza tradire il cuore della serie, che è il rapporto tra due fratelli.
Direzione artistica e audio
La Provenza di Requiem è una creazione di luce: campi di fiori, mercati colorati, acque turchesi — e la regia usa la bellezza come contrappunto all'orrore. Quando i topi arrivano, il contrasto rende la caduta più dolorosa: la città che era stata vita diventa buco nero in movimento. La direzione artistica lavora su questa alternanza con intelligenza, e le architetture — dalla Provenza medievale alle fortezze marinare — sono ricostruite con rigore storico romanzato.
La colonna sonora di Olivier Derivière è l'altra grande conquista: orchestra, strumenti d'epoca, elettronica di disturbo per le sequenze della Macula. I temi dei fratelli — ricorrenti, trasformati — raccontano la storia quanto le scene, e la musica dei momenti con i ratti ha una qualità organica che mette i brividi. L'audio di scena — i suoni dei topi, il respiro di Hugo, il silenzio prima degli attacchi — completa un pacchetto sonoro che è metà della paura.
Comparto tecnico e performance
Requiem è uno dei titoli più esigenti del 2022: le orde di ratti e le aree dense chiedono hardware. Su PC, con configurazioni adeguate, il gioco offre scene spettacolari a 60 fps; su PS5 e Xbox Series gira a 60 fps in modalità performance con risoluzione dinamica, e le cadute nelle sequenze più affollate esistono ma non rovinano il ritmo. Su PS4 e Xbox One il gioco gira, con compromessi evidenti nelle orde e nei tempi di caricamento: è giocabile ma è l'ultima scelta.
Su Nintendo Switch esiste solo via cloud — lo streaming di GeForce Now-like che richiede connessione eccellente: nelle condizioni giuste è sorprendentemente giocabile, ma la natura in tempo reale del gioco rende ogni instabilità di rete una morte. La raccomandazione netta: per Requiem serve hardware, o pazienza cloud.
I bug al lancio — crash su PC per alcune configurazioni, NPC bloccati — sono stati in gran parte sistemati: nel 2026 il gioco è stabile nelle versioni current-gen.
Contenuti e longevità
La campagna dura 15-18 ore — quasi il doppio del primo — con capitoli che variano ritmo e setting senza cadute di qualità. I collezionibili — i souvenir, i fiori e le piume da trovare, i laboratori dell'alchimia — aggiungono 2-3 ore e contesto storico alla lore. La rigiocabilità è moderata: la struttura narrativa è lineare, ma le aree semi-aperte e i multipli approcci stealth invitano a un secondo giro con uno stile diverso — completo stealth contro azione letale.
I contenuti extra sono assenti: niente DLC narrativi, e la scelta ha senso — la storia di Requiem si chiude definitivamente. Il prezzo attuale, sotto i 25 euro nelle offerte ricorrenti, rende il rapporto contenuto/prezzo eccellente per il genere narrativo.
Limiti reali
Il primo limite è la performance: il gioco ha bisogno di hardware, e chi non lo ha vive un'esperienza degradata o dipendente dalla rete. Il secondo è il bilanciamento della violenza: la trasformazione di Amicia in combattente efficace apre scelte letali che il gioco offre senza chiedersi sempre se serva — chi ha amato la vulnerabilità del primo può trovare il secondo più action. Il terzo è il ritmo: i capitoli mezzi — il mercato, la città marittima — allungano con traversie che il montaggio non comprime. Il quarto è la struttura lineare: niente esplorazione libera, niente scelte ramificate — è un racconto, e chi cerca agenzia reale guarda altrove.
A chi è consigliato
Requiem è consigliato a chi ha amato Innocence — è la continuazione naturale e la sua conclusione; agli amanti delle narrazioni mature che accettano la violenza come tema, non come spettacolo; a chi cerca esperienze italiane di qualità: il doppiaggio è un argomento d'acquisto da solo. È consigliato anche ai fan dello stealth narrativo — la varietà di strumenti è tra le migliori del genere. Non è consigliato a chi ha hardware modesto senza alternativa cloud, a chi cerca open world o scelte ramificate, e ai più sensibili: la crudeltà del racconto — verso i personaggi e verso chi lo gioca — è la sua scelta più coraggiosa e la sua condizione d'ingresso.
Pro
- Storia matura e coraggiosa, con un finale che resta
- Il doppiaggio italiano: tra i migliori mai realizzati nel medium
- Le orde di ratti: spettacolo tecnico e paura fisica
- Stealth vario con strumenti che crescono nel gioco
- 15-18 ore dense senza riempitivi
Contro
- Esigente sull'hardware: serve current-gen o cloud eccellente
- La violenza crescente può tradire le aspettative del primo
- Ritmo lento nei capitoli centrali
- Struttura rigidamente lineare
- Su Switch solo via cloud: dipendenza totale dalla rete
Conclusione
A Plague Tale: Requiem è il sequel che ha deciso di fare male, nel senso migliore: la storia che il primo aveva protetto qui viene messa alla prova, e il gioco ha il coraggio di portare il racconto dove fa più male — per Amicia, per Hugo, per chi li accompagna. Tecnicamente è un salto di scala che ha definito il 2022, con le orde di ratti che restano lo spettacolo più impressionante del genere, e il doppiaggio italiano è un regalo che il mercato nazionale non riceve spesso. Nel 2026, al suo prezzo, è tra le esperienze narrative che consigliamo di default a chi ha hardware: una tragedia medievale costruita con mano moderna, che si gioca una volta e non lascia più.
FAQ
Quanto dura A Plague Tale: Requiem?
La campagna richiede 15-18 ore, con 2-3 ore in più per i collezionabili. È quasi il doppio del primo capitolo.
Bisogna giocare A Plague Tale: Innocence prima?
Fortemente consigliato: Requiem parte dalla storia dei due fratelli e presume che il giocatore conosca gli eventi e i personaggi del primo capitolo.
Come si gioca su Nintendo Switch?
Solo via cloud streaming: il gioco non gira nativamente sulla console. Con una connessione stabile e veloce è giocabile, ma ogni instabilità di rete interrompe l'esperienza.