videogiochi 2024-04-08

Recensione Super Mega Baseball 4 (2023): il diamante arcade torna con le leggende

Super Mega Baseball 4 di Metalhead Software porta il baseball arcade su PS5 e Xbox Series con oltre 200 leggende, cross-play completo e la migliore fisica palla e mazza della serie. Verdetto completo.

Autore Matteo Ricci

Matteo Ricci

Editorial Columnist

Recensione Super Mega Baseball 4 (2023): il diamante arcade torna con le leggende

Recensione Super Mega Baseball 4 (2023): il diamante arcade torna con le leggende

C'è un paradosso nel genere sportivo che il grande pubblico non vede quasi mai: le licenze ufficiali, con i loro roster ufficiali e le loro facce scansionate, hanno da anni smesso di essere il posto dove la simulazione sportiva è davvero divertente. I capitoli annuali di MLB The Show sono produzioni impeccabili ma sempre più pesanti, sempre più sim-til-you-drop, sempre più disposte a chiederti cento ore di grind per costruire il tuo Diamond Dynasty. E poi c'è la serie di Metalhead Software, partita nel 2014 come progetto indie canadese che nessuno aspettava, che da dieci anni fa una cosa sola e la fa meglio di chiunque: il baseball come gioco d'arcade perfetto. Super Mega Baseball 4, pubblicato da EA il 2 giugno 2023 dopo l'acquisizione dello studio avvenuta nel 2021, è il quarto capitolo di questa dinastia e il primo ad approdare su PlayStation 5 e Xbox Series X|S. È anche il primo ad aprire le porte del proprio universo giocattolo a qualcosa di esterno: oltre 200 leggende del baseball che attraversano le epoche del gioco vero, reinterpretate in chiave Super Mega con i nomi leggermente storpiati e i tratti da fumetto che sono il marchio di fabbrica della serie.

La stessa fisica, perfezionata

Chi conosce la serie sa che il discorso di gioco non cambia radicalmente da un capitolo all'altro, e va detto subito: è una scelta, non pigrizia. Il cuore di Super Mega Baseball 4 è lo stesso che ha fatto il successo della serie fin dal primo capitolo, ovvero un modello fisico della palla che simula davvero traiettorie, rotazioni e collisioni invece di fare play preconfezionati. Quando sbatti una line drive verso l'angolo del terza base, non stai guardando un'animazione scelta dall'IA: stai guardando la risultante di un vettore di lancio, un angolo di uscita e la reazione di un terza base che sta correndo per raggiungere la sfera. Questo significa che ogni gioco è diverso, ogni errore è tuo, e ogni spettacolare presa a tuffo sul filo dell'erba è merito tuo o sfortuna del battitore.

Il batting è rimasto il sistema a due fasi che la serie ha reso celebre: miri la zona di strike con un cursore, scegli tu il timing e la zona, e il contatto dipende da quanto il cursore era vicino al punto in cui la palla attraversa il piatto. Il pitching funziona in specchio: selezioni il tipo di lancio e il punto target, e la velocità di riempimento dell'indicatore determina quanto sei vicino al bersaglio. In SMB4 il tuning di questi sistemi è più fine che mai. L'equilibrio tra battitori aggressivi e pazienti si sente in ogni inning, i foul tips e i pop-up deboli esistono davvero come conseguenza di swing fuori tempo, e le vecchie scorciatoie — quella cosa per cui nelle versioni passate uno swing di potenza ben piazzato valeva sempre una base extra — sono state smussate. Il power swing costa ancora di più in precisione, e contro un pitcher AI che alterna lanci veloci e cambi di velocità ben piazzati, abusarne significa fare strikeout a ripetizione.

La novità di gameplay più evidente riguarda i traits e i perks dei giocatori. Il roster universale della serie — le squadre fittizie dai nomi assurdi come i Sir Rabbits o i Wild Pigs — ora ospita giocatori con tratti ben più granulari: ci sono battitori che salgono di rendimento con due strike, lanciatori che perdono velocità ma guadagnano precisione dopo il quinto inning, chiusure che diventano mostri nel nono. È un livello di personalizzazione che rende la gestione del roster in Franchise molto più interessante di quanto non fosse in SMB3.

Le legende cambiano tutto

Il vero ingresso di questo capitolo, però, sono le leggende. Oltre 200 giocatori che richiamano le grandi figure del baseball di ogni epoca — dai lanciatori dei primi decenni del Novecento ai fuoriclasse moderni — arrivano in gioco con statistiche e stili che provano a catturare l'idea di ciascuno. Non sono scansioni fotografiche né modelli da videogioco simulativo: sono versioni cartoon della serie, con nomi giocati e palette grafiche coerenti con il mondo fittizio. Il risultato è una lista di roster che può sembrare un enorme fan service, e lo è, ma con una conseguenza pratica che va oltre la nostalgia: le squadre leggenda hanno bilanciamenti diversi, e giocare una Pennant Race con un line-up pieno di leggende contro una squadra classica produce partite con ritmi e strategie sensibilmente diversi.

Le modalità sfruttano questo nuovo materiale. La Franchise è la più arricchita: la gestione stagione dopo stagione ora include dinamiche di invecchiamento dei roster che rendono le decisioni di lungo periodo più morbide, con legende che si ritirano e giovani prospetti che crescono. La Single Season e l'Elimination tornano per chi vuole sessioni più brevi. E poi c'è l'online: la Pennant Race, il classico 2v2 online della serie, e le Online Leagues, con cross-play completo tra tutte le piattaforme. È la prima volta che la serie lo offre su tutta la linea, ed è un salto enorme per la longevità: nel 2026, tre anni dopo il lancio, trovare partite competitive in Pennant Race richiede ancora secondi, non minuti.

Un piano grafico che gioca coi numeri

Il salto su PS5 e Xbox Series è reale ma sobrio. Super Mega Baseball 4 gira a 60fps stabili su tutte le piattaforme di nuova generazione — e anche su PS4 e Switch, va detto, l'esperienza resta quasi intatta — con stadi più dettagliati, illuminazione più calda e una gestione delle ombre nelle partite serali che dà alle partite notturne un'atmosfera da trasmissione televisiva. I personaggi mantengono il loro stile da caricatura: teste grandi, espressioni esagerate, animazioni che esagerano ogni movimento. Chi cerca il realismo di MLB The Show verrà disorientato; chi capisce che questa è una commedia sportiva con dentro una simulazione seria troverà che ogni scelta visiva serve il gioco.

Su Nintendo Switch il porting è quello che Metalhead ci aveva abituato ad aspettarci: risoluzione dinamica che scende nelle fasi più affollate, ma il 60fps resta l'obiettivo e viene raggiunto nella stragrande maggioranza delle situazioni. È una delle versioni portatili più giocabili di uno sport che, per natura, si presta benissimo alle sessioni brevi in modalità mobile.

La durata

Parliamo di un gioco sportivo: la durata è funzione del tuo appetito. Una stagione completa richiede decine di ore, la Franchise è potenzialmente infinita, e la modalità Pennant Race è il tipo di online competitivo che può divorarti un anno intero. Il gioco è stato incluso sin dal lancio nel catalogo EA Play, quindi chi ha un abbonamento può provarlo senza costi aggiuntivi — un dettaglio che nel 2026 ha un valore aggiunto, considerando che il prezzo di listino è ancora sui 40 euro e che gli sconti periodici lo portano spesso sotto i 20.

Assistenza, accessibilità e curva di ingresso

Una delle virtù meno raccontate della serie è il sistema di assistenza dinamica. Ogni parametro di difficoltà (batting, pitching, fielding, velocità di base, IA) si regola su una scala da -5 a +5 indipendentemente dagli altri, e l'IA aggiusta automaticamente il livello se le partite finiscono troppo scomposte — il famoso EGO, il sistema di difficoltà che Metalhead usa da sempre e che nel quarto capitolo può anche essere personalizzato per singolo giocatore locale. In pratica: un padre esperto può giocare contro il figlio alle prime armi e avere partite equilibrate senza che nessuno dei due senta di giocare una versione ridotta. Le guide interne spiegano i sistemi con video interattivi, e la modalità practice con situazioni selezionabili (basi cariche, due out, nono inning) è il modo migliore per capire il pitching prima di affrontare l'online.

Da segnalare anche la cura per l'accessibilità: i comandi semplificati a un solo stick per il batting, la possibilità di disattivare il timing del cursore a favore della sola direzione, e i sottotitoli abbondanti durante i commenti. Il commento stesso, affidato a due voci che si alternano con battute autoironiche, ripete frasi con più frequenza di quanto i puristi tollerino, ma la scrittura comica regge la ripetizione meglio della media del genere sportivo.

Verdetto

Super Mega Baseball 4 non reinventa la ruota: la lucida, la rimessa in cera e la presenta di nuovo sul piatto. La fisica palla-e-mazza della serie resta il modello di riferimento per come si traduce uno sport in regole videoludiche leggere e profonde al tempo stesso, l'arrivo delle leggende aggiunge un livello di varietà e di fan service che i vecchi capitoli non avevano, e il cross-play universale trasforma un gioco da divano in un gioco da community. Ci sono cose che si potrebbero desiderare — una vera cura per la modalità online casual, un'interfaccia di Franchise meno farraginosa, magari un modo meno oscuro per imparare i sistemi di pitching avanzati — ma sono richieste di raffinamento, non di sostanza. Per chi ama il baseball è da comprare ad occhi chiusi. Per chi non lo ama ma ha un gruppo di amici e una serata libera, è probabilmente il gioco sportivo più immediatamente divertente che si possa accendere. Il diamante arcade, ancora una volta, è brillante.

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