Recensione Oxygen Not Included (2019): la termodinamica come videogioco
Oxygen Not Included di Klei è il colony sim più rigoroso in circolazione: ossigeno, calore, gas e liquidi governati da una simulazione termodinamica vera. Analisi completa del gioco uscito nel 2019, con lo sguardo al DLC Spaced Out!.
Matteo Ricci
Editorial Columnist
Recensione Oxygen Not Included (2019): la termodinamica come videogioco
Klei Entertainment è uno studio che non fa due giochi uguali: Mark of the Ninja, Don't Starve, Griftlands. Con Oxygen Not Included, disponibile in early access dal 2017 e completato il 30 luglio 2019, ha realizzato qualcosa di ancora più improbabile: un colony sim in cui la fisica non è un'astrazione ma la regola del gioco. Ossigeno, calore, pressione, cambi di stato dei gas e dei liquidi sono simulati con un rigore che rende ogni base una macchina termodinamica da tenere in equilibrio. È un gioco che insegna scienza senza sembrare di studiare, ed è per questo che dopo centinaia di ore continua a sorprendere.
La catena della sopravvivenza: tutto è connesso
La premessa è pienamente nella tradizione Klei: tre coloni — i Duplicanti, cloni in stile cartoon stampati da una macchina di stampa 3D — si risvegliano nel cuore di un asteroide con poche risorse e nessuna via di fuga. Da lì in poi, ogni sistema tocca tutti gli altri. L'ossigeno si produce dall'acqua tramite elettrolisi; l'acqua va trovata, pompata, purificata e spesso creata; il cibo va coltivato, e le colture richiedono temperatura e atmosfera giuste; i Duplicanti producono anidride carbonica respirando, che tende a depositarsi in fondo alle stanze perché i gas hanno densità diverse.
Il calore è il vero avversario del gioco. Ogni macchina produce calore come effetto collaterale, e il calore si propaga per conduzione attraverso i materiali della base. Una raffineria mal posizionata può cuocere le colture, surriscaldare l'acqua e innescare la spirale della morte: troppo caldo, i Duplicanti soffrono, il cibo marcisce, la produzione cala, e il tempo per sistemare tutto si riduce. Contrariamente a quanto ci si aspetterebbe da una simulazione così complessa, il gioco comunica tutto questo con una visualizzazione eccezionale: overlay termici, di pressione, di gas che rendono leggibile anche la crisi più complessa.
La profondità arriva a strati. Le prime ore si giocano a gestire bisogni elementari; poi arrivano la plastica, l'acciaio, il petrolio, la raffinazione; poi la criogenica, il vuoto, le camere a pressione; infine lo spazio, con razzi da costruire e pianeti da raggiungere. Ogni strato introduce problemi nuovi che riattivano quelli vecchi: il sistema è a spirale, non a scala, e la sensazione di progresso è data dalla complessità gestita, non da un numero che sale.
Duplicanti con personalità: il fattore umano
I coloni non sono unità generiche. Ogni Duplicante ha tratti, interessi e bisogni: c'è il cuoco esigente, il nottambulo che rende meglio di notte, quello claustrofobo che si stressa negli spazi stretti, quello con lo stomaco infallibile che digerisce qualsiasi cosa. La gestione del morale — decorazione degli spazi, qualità del cibo, tempo libero — è un sistema a sé, e un morale basso produce stress che si traduce in comportamenti disfunzionali: urla, binge eating, vandalismo.
La gestione del lavoro è a priorità: ogni Duplicante ha una tavola di priorità che puoi regolare finemente, e il gioco genera automaticamente le schedule. L'arte della base efficiente sta nel bilanciare specializzazione e flessibilità: troppi specialisti e la base si blocca quando manca l'uomo giusto, troppi generalisti e la produzione non scala mai. È un puzzle gestionale costante che si sovrappone a quello fisico, e i due piani si influenzano.
La ricerca tecnologica è ad albero con stazioni di ricerca che consumano punti scienza generati dai Duplicanti assegnati. L'albero ramifica in direzioni sempre più esotiche — dal raffinamento del petrolio alle camere a vuoto, dalla criogenica ai sistemi di vita artificiale — e ogni tecnica sbloccata apre soluzioni nuove a problemi che prima si gestivano con rimedi tampone.
Gli errori da principianti, un manuale vivente
La community di Oxygen Not Included ha fatto del fallimento un genere di studio: ogni errore classico ha un nome, una spiegazione fisica e una soluzione documentata. Il classico è il "sauna accidentale": isolare male una stanza calda e scoprire che il calore si è propagato alla base perché il materiale scelto conduce troppo. Poi c'è il problema dei gas dispersi: aprire un tunnel verso il vuoto e perdere l'atmosfera della base in pochi cicli, perché la pressione cerca sempre l'equilibrio. E ancora: pompare idrogeno nelle tubazioni dell'ossigeno perché i gas si mescolano senza filtri, o scoprire che l'acqua calda delle turbine cuoce le radici delle piante.
Ogni errore insegna un principio, e la struttura del gioco trasforma la lezione in competenza trasferibile: chi ha capito la conduzione termica su un asteroide la riconosce ovunque. È questa la ragione per cui il gioco viene citato persino in contesti educativi: la simulazione è abbastanza fedele che l'intuizione sviluppata giocando corrisponde a concetti reali di fisica e chimica, dal punto di ebollizione dei liquidi alla capacità termica dei materiali.
La parte migliore è che il gioco non punisce con il game over: punisce con la complessità crescente. Una base mal progettata continua a funzionare, ma richiede più lavoro umano per sostenersi — e il tempo dei Duplicanti è la risorsa più preziosa del gioco. La differenza tra una base di principiante e una di veterano non è visibile negli edifici: è visibile in quanto tempo resta ai coloni per fare qualcosa di più che sopravvivere.
Pro e Contro
Pro - Simulazione termodinamica vera e affascinante - Sistemi interconnessi con profondità senza fondo - Estetica cartoon e character design eccellente - Overlay che rendono leggibile la complessità - Aggiornamenti gratuiti per anni e DLC solido
Contro - Curva di apprendimento tra le più ripide del genere - Richiede pazienza e tolleranza per il fallimento - La spirale della morte può frustrare i neofiti - Gestione fine dei Duplicanti laboriosa a base grandi
Tabella: priorità di sopravvivenza
| Priorità | Elemento | Metodo consigliato |
|---|---|---|
| 1 | Ossigeno | Diffusori, poi elettrolizzatori |
| 2 | Cibo | Colture iniziali, poi frigoriferi e cucina |
| 3 | Sanità | Bagni, lavandini, spazzatura gestita |
| 4 | Energia | Ruota, poi carbone, poi idrogeno e petrolio |
| 5 | Temperatura | Isolamento, radiatori, circuiti refrigerati |
| 6 | Spazio | Razzi, modulo orbitale, colonie multiple |
Il DLC Spaced Out! e il gioco oggi
La versione base è già immensa, ma il DLC Spaced Out! — in early access dal 2020 e completato a fine 2021 — ripensa l'esperienza attorno ai viaggi spaziali: colonie multiple su planetoidi diversi, razzi da gestire come logistica vera, nuove biome e un'attenzione alla scala che trasforma il gioco in una rete di basi interconnesse. È consigliato a chi ha già assorbito il gioco base; per i neofiti il gioco base resta il modo giusto di entrare.
L'ultima aggiunta della famiglia è The Aquatic Planet Pack (2026), l'ennesimo contenuto gratuito che dimostra come Klei continui a supportare il gioco anni dopo il lancio. La community — con wiki immense e strumenti di calcolo fatti dai fan — è parte integrante dell'esperienza: il gioco premia chi studia, e studiare qui è divertente.
FAQ
Oxygen Not Included è in italiano? Sì, completamente tradotto, testi inclusi.
Quanto dura? Non c'è un finale in senso classico: le decine di ore per una base stabile diventano centinaia per l'espansione spaziale e gli obiettivi a lungo termine. La rigiocabilità è data da asteroidi diversi e semi di generazione diversi.
Il DLC Spaced Out! è necessario? No: cambia struttura e scala, ma il gioco base è completo. Si può sempre aggiungere in seguito.
Serve sapere fisica per giocarci? No, ma lo insegni: la simulazione è fedele ai principi reali (conduzione, capacità termica, densità dei gas) e giocarci sviluppa un'intuizione che a scuola sarebbe costata mesi.
È frustrante quando la collassa la base? La prima spirale della morte è inevitabile e fa parte dell'apprendimento. Con l'esperienza si imparano le strategie di contenimento — e il gioco, una crisi alla volta, insegna a costruire basi resilienti.
Verdetto
Oxygen Not Included è uno dei giochi più intelligenti mai realizzati. Trasforma la termodinamica in un puzzle gestionale e la scienza in curiosità vissuta, con un'estetica che nasconde la profondità sotto un'apparenza amichevole. È severo, complesso e meraviglioso: ogni crisi risolta è una lezione, ogni base efficiente è un'opera d'ingegneria personale. Se amate i colony sim e non vi spaventa la curva di apprendimento, è un acquisto che renderà impossibile smettere di ottimizzare.
FAQ aggiuntive
Quanto conta la scelta dell'asteroide iniziale? Molta: Terra, Oceania e i planetoidi DLC hanno risorse e biome diverse che cambiano le priorità dei primi cento cicli. Per il primo approccio resta consigliato l'asteroide base; i semi alternativi sono per la seconda run.
Si può giocare senza mai usare la guida online? Sì, ma si imparano le lezioni a caro prezzo: la wiki della community è così completa che consultarla a metà strada è la scelta della maggior parte dei giocatori. Nessun giudizio: il gioco è progettato per essere studiato.
Gira bene su computer modesti? Sì ma con riserve: basi grandi con migliaia di oggetti simulati pesano su CPU. Per colonie tarde su asteroidi complessi serve una macchina decente.
C'è una modalità sandbox o di creative? Sì: gli strumenti di debug e la modalità sandbox permettono di sperimentare senza pressioni, ideali per imparare i sistemi avanzati.
Si può mettere in pausa e pianificare? Assolutamente sì, ed è il modo giusto di giocare: la pausa è gratuita, la pianificazione è tutto.