videogiochi 2023-01-30

Recensione Zero Sievert (2024): l'extraction shooter che ti ruba tutto, in pixel

Zero Sievert porta l'extraction shooter in 2D con visuale dall'alto, ispirandosi a STALKER e Tarkov. Analisi del loop, crafting, fortificazioni e verdetto.

Autore Matteo Ricci

Matteo Ricci

Editorial Columnist

Recensione Zero Sievert (2024): l'extraction shooter che ti ruba tutto, in pixel

Recensione Zero Sievert (2024): l'extraction shooter che ti ruba tutto, in pixel

L'extraction shooter è un genere nato per riempire lo schermo, con Tarkov e i suoi cloni che spingono su realismo, tensione e grafiche che chiedono il doppio della GPU. Zero Sievert prende la formula e la sposta in 2D, con una visuale dall'alto in pixel art che sembra, al primo sguardo, un ritorno agli anni Novanta. Poi muori la prima volta, perdi tutto l'equipaggiamento portato in missione, e capisci che la pixel art non ha ammorbidito niente. Sviluppato da CABO Studio e uscito in accesso anticipato nel 2022, il gioco ha raggiunto la versione 1.0 il 23 ottobre 2024 su PC, a circa 20 euro, e in quel lasso di tempo ha costruito attorno al loop di estrazione una cintura di sistemi, dal crafting alle fortificazioni del bunker, che lo rendono un punto di riferimento per chi vuole la tensione del genere senza comprare una RTX. Il Metacritic della versione completa si assesta su un punteggio generalmente favorevole, e la community resta apprezzata per quello che il gioco riesce a evocare con pochi pixel.

Il loop, ovvero entra, saccheggia, esci

La struttura è quella del genere, semplificata e compressa. Dal bunker base si sceglie una missione, si prende l'equipaggiamento e si entra in una zona generata proceduralmente. Si saccheggia, si combatte, si cerca il punto di estrazione, e se si muore si perde tutto quello portato in missione. L'unico rifugio è il bunker, con i banchi di crafting, il medico e il mercante che custodiscono quello che non hai perso.

  • Mappe procedurali che cambiano a ogni entrata
  • Loot casuale con rarità e zone a rischio crescente
  • Punti di estrazione che chiedono tempo e attenzione
  • Morte con perdita dell'equipaggiamento portato in missione

La differenza con Tarkov sta nel tempo. Una missione dura 15-25 minuti, non un'ora, e questa compressione rende il formato accessibile a chi non ha serate intere da dedicare alla Zona. Il rischio resta alto, perché un errore di valutazione sui nemici in vista cancella mezza serata di progressi, ma il costo del fallimento si paga in fretta, e la corsa successiva parte subito.

Il bunker, il vero cuore del gioco

La base è più di un deposito. I banchi di crafting producono munizioni, medicinali e mod, e le stazioni di ricerca sbloccano ricette nuove, con l'albero dei miglioramenti che richiede materiali rari trovati in missione. La fortificazione del bunker è la meta progressione del gioco, e ogni struttura aggiunta cambia la preparazione della corsa successiva, dal campo di addestramento che aumenta le statistiche del personaggio al generatore che alimenta nuove macchine.

Il sistema di armi è di una profondità inaspettata per un gioco in 2D. Ogni fucile ha canne, otturatori, calcio e impugnature intercambiabili, e le combinazioni cambiano statistiche e comportamento, con la gestione del rinculo che su PC funziona con la mira dal basso verso l'alto, alla maniera dei vecchi tactical shooter. L'armeria diventa il vero gioco dentro il gioco, e chi ama costruire la carabina perfetta trova qui ore di sperimentazione con mod, caricatori e munizioni di diversa penetrazione.

  • Crafting con stazioni specializzate e ricette da sbloccare
  • Albero del bunker con strutture che cambiano la preparazione
  • Modding armi profondo, con parti intercambiabili per ogni fucile
  • Mercanti con missioni e reputazione da gestire

Le mappe e la Zona

Le zone ispirate a STALKER sono il guscio narrativo e tattico del gioco. Le prime mappe sono boschi radi con anomalie e creature mutate, e le successive introducono insediamenti, fabbriche e laboratori, con nemici umani organizzati in fazioni che si combattono anche tra loro. Il famelico rispetto per la fonte è evidente, dai geiger counter che ticchettano vicino alle anomalie ai banditi che urlano in russo, e chi ha esperienza con STALKER riconosce la Zona in ogni dettaglio, dalla manutenzione delle armi alle maschere antigas.

La tensione è la merce più pregiata del gioco, e la produzione sonora la vende benissimo. I passi nemici si sentono prima di vederli, e ogni scambio di fuoco attira l'attenzione di tutti i presenti, il che trasforma ogni sparatoria in una decisione tattica prima ancora che un test di mira. Le notti sono buie davvero, e la torcia diventa un compromesso tra vedere e essere visti, con le batterie che consumano la risorsa più preziosa, il tempo.

Difficoltà, morte e progressione

Il gioco è severo ma giusto. Le prime uscite con la pistola di fortuna sono un esercizio di umiltà, e il progresso si misura nella qualità dell'equipaggiamento e nella conoscenza delle mappe, non in livelli di esperienza che semplificano i scontri. Il knowledge based progression è la spina dorsale del genere, e qui funziona bene, perché la decima corsa nella stessa mappa è diversa dalla prima solo perché tu sei diverso.

La morte è dura ma compressa, come già detto, e il sistema di assicurazione del bunker riduce la frustrazione. Chi muore perde l'equipaggiamento ma non i materiali depositati, e la banca del bunker custodisce risorse per la ricostruzione. È un equilibrio che rispetta il genere senza massacrarlo, e il grind percepito dipende molto da quanto si guarda alla lista delle missioni come obbligo invece che come pretesto per un'altra corsa.

Tecnica e prestazioni

La pixel art è funzionale e caratterizzata, con animazioni pulite e una palette invernale che mette subito in clima. La visuale dall'alto sacrifica la dimensione verticale del genere, e chi arriva da Tarkov trova strano non poter guardare dietro un muro, ma in cambio il gioco gira su qualunque computer, anche su laptop da ufficio, e i caricamenti sono istantanei. La colonna sonora ambient è di quelle che non si notano finché non si toglie, e il design sonoro delle armi, con rimbombi che cambiano tra bosco e interni, è sorprendente per un indie.

Sul fronte dei contenuti la versione 1.0 ha chiuso l'arco narrativo e aggiunto armi, mappe e modalità, e gli aggiornamenti post-lancio hanno continuato a ingrossare l'armeria. Il costo di 20 euro è giusto per le ore che restituisce, e chi lo prende in sconto fa un affare netto, tenendo conto che un sequel, ZERO Sievert 2, è già in sviluppo.

I limiti reali

Il primo limite è l'IA nemica, che in alcuni scenari agisce a schemi prevedibili e permette exploit ripetitivi. Il secondo è il grind sui materiali per il bunker, che nelle fasi intermedie rallenta la progressione e chiede corse ripetute nelle stesse zone. Il terzo è la mancanza di un vero multiplayer, perché il gioco è rigorosamente single player, e chi cerca la tensione sociale del PvP del genere non la trova qui, con la consapevolezza che la versione 2D del concetto è per definizione un'esperienza solitaria.

  • IA prevedibile in alcuni scenari
  • Grind sui materiali nelle fasi intermedie
  • Solo single player, nessun multiplayer o co-op
  • Localizzazione italiana assente, testi in inglese

A chi è consigliato

A chi ama STALKER e Tarkov ma non ha il tempo o l'hardware per i loro equivalenti in 3D. A chi cerca un extraction shooter in single player, con tensione vera e sessioni da 20 minuti. A chi ama costruire, moddare e fortificare più che sparare. Meno adatto a chi cerca il PvP del genere, a chi non digerisce la pixel art e a chi vuole una narrazione lineare con cutscene.

Pro

  • Loop di estrazione teso e ben calibrato, sessioni da 15-25 minuti
  • Bunker con crafting e fortificazioni profondi
  • Modding armi sorprendentemente ricco
  • Gira su qualunque PC, caricamenti istantanei
  • Omaggio a STALKER riconoscibile e affettuoso

Contro

  • IA nemica a schemi, sfruttabile
  • Grind sui materiali nelle fasi intermedie
  • Nessun multiplayer, esperienza rigorosamente solitaria
  • Localizzazione italiana assente
Elemento Dettaglio
Piattaforme PC
Data uscita 23 ottobre 2024 (1.0)
Prezzo Circa 20 euro
Durata 40+ ore per la campagna, infinite per il loop
Modalità Single player
Sviluppatore CABO Studio
Ispirazione STALKER, Escape from Tarkov
Sequel ZERO Sievert 2 in sviluppo

Conclusione

Zero Sievert dimostra che la tensione di un extraction shooter non dipende dal numero di pixel. Il loop di estrazione è teso e ben compresso, il bunker dà un senso a ogni corsa con crafting e fortificazioni che cambiano la preparazione, e l'omaggio a STALKER è di quelli che si riconoscono con un sorriso. I limiti sono quelli di una produzione piccola, con IA a schemi e grind nei punti sbagliati, e l'assenza di multiplayer lo separa definitivamente dai colossi del genere. Ma come esperienza solitaria di sopravvivenza in una Zona in miniatura, a 20 euro è una delle proposte più intelligenti del panorama indie recente, e la promessa di un sequel dà un motivo in più per seguirlo da subito.

FAQ

Zero Sievert ha il multiplayer? No, è rigorosamente single player. La tensione del genere viene replicata attraverso l'IA, le anomalie e la gestione delle risorse, ma chi cerca il PvP di Tarkov non lo trova qui.

Quanto dura il gioco? La campagna completa richiede oltre 40 ore, ma il loop di estrazione è pensato per rigiocabilità infinita, con mappe procedurali, missioni ripetibili e un bunker da fortificare che allunga i tempi di gioco ben oltre la storia.

Come funziona la morte? Chi muore perde tutto l'equipaggiamento portato in missione, mentre le risorse depositate nel bunker restano al sicuro. È il pilastro del genere, mitigato dalla gestione delle scorte e dalla progressione del bunker.

Su quali PC gira? Su praticamente tutti, essendo un gioco 2D con requisiti minimi modesti. La pixel art non chiede GPU dedicate, e i caricamenti sono istantanei anche su hardware datato.

Vale il prezzo pieno? A 20 euro con oltre 40 ore di contenuti e rigiocabilità infinita, il rapporto qualità prezzo è tra i migliori del genere. Chi lo prende in sconto sotto i 12 euro fa un affare netto.

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