Recensione My Time at Sandrock (2023): officina nel deserto, con il co-op che cambia tutto
My Time at Sandrock sposta la formula di Portia nel deserto con crafting profondo e co-op a quattro. Analisi del ciclo di gioco, della storia e del verdetto finale.
Matteo Ricci
Editorial Columnist
Recensione My Time at Sandrock (2023): officina nel deserto, con il co-op che cambia tutto
My Time at Portia aveva costruito una nicchia devota con la sua formula di crafting e vita sociale in un mondo post apocalittico soleggiato. My Time at Sandrock, secondo capitolo della serie di Pathea Games, prende quella formula e la sposta nel deserto, con una città in crisi idrica, un ciclo economico basato sulle officine e una trama che guarda all'ecologia più che alla colonizzazione. Uscito in accesso anticipato nel 2022 e completato il 2 novembre 2023 su PC, con le versioni console arrivate a fine anno, il gioco è cresciuto fino a includere una modalità co-op gratuita che ha ridisegnato il ciclo di gioco, e oggi è il capitolo più completo della serie. La domanda è se il passaggio dal laboratorio di Portia all'officina del deserto sia un progresso netto, e dopo la release 1.0 e gli aggiornamenti seguenti la risposta è sì, con qualche riserva sulle performance console e su un ritmo iniziale che chiede pazienza.
Da Portia a Sandrock, cosa cambia
La cornice è una città del deserto che si sta spopolando, con l'acqua che scarseggia e un consiglio comunale che ha bisogno di un costruttore. Il giocatore è il nuovo Builder, e il ciclo di gioco ruota attorno all'officina, con commissioni che chiedono macchine, rinforzi e infrastrutture per la città. Rispetto a Portia, il crafting si sposta dalla raccolta di minerali alla trasformazione di materiali composti, con macchinari che chiedono acqua, energia e catene di produzione intermedie, e il sistema di macchinari è più profondo, con macchine che lavorano mentre tu esci a raccogliere.
- Officina con macchinari che producono in background
- Commissioni comunali che strutturano la progressione
- Sistema d'acqua come risorsa centrale dell'economia
- Ruolo sociale del Builder che cambia la percezione della città
L'ambientazione desertica è la novità più riuscita. Sandrock ha una cultura propria, con le oasi, i caravan e le tensioni idriche che attraversano la trama, e la città si trasforma visivamente man mano che le commissioni portano progresso, un arco visibile che dà peso alla fatica accumulata. Il feeling of progress è una delle cose più difficili da ottenere nei life sim, e qui la città che cresce attorno al laboratorio è la misura diretta del lavoro fatto.
Il crafting, il cuore del gioco
Il sistema di crafting è più profondo di Portia in ogni componente. Le macchine producono componenti che alimentano macchine di ordine superiore, e la gestione della catena produttiva, con code di produzione, priorità e magazzino, è un gioco in sé. Le rovine sotterranee offrono minerali e reperti, con dungeon a più piani che alternano esplorazione, combattimento e puzzle, e le escursioni nel deserto aggiungono raccolta di legna, pietra e risorse rare, con il pericolo dei nemici che presidiano le zone ricche.
Il combattimento è semplice ma presente, con armi da mischia e a distanza, e i dungeon multilinea sono la parte più strutturata dell'azione. Chi cerca un action RPG resta deluso, ma il gioco non lo promette, e le escursioni in gruppo con il co-op sono più gratificanti di quelle solitarie.
- Catene di produzione con macchine che lavorano in background
- Rovine a più piani con esplorazione e combattimento
- Collectibles e reperti da donare al museo
- Water ed energia come risorse da gestire attivamente
Il co-op, l'aggiunta che ridisegna il gioco
La modalità cooperativa, aggiunta con la 1.0 e poi estesa alle console nel 2024, è un'esperienza separata dalla campagna. Non è il gioco base condiviso, ma un sandbox a parte in cui fino a quattro giocatori costruiscono una città nel deserto, con una struttura di missione propria. I ruoli si dividono naturalmente, chi raccoglie, chi costruisce, chi esplora, e il ritmo della produzione condivisa è più snello del solo.
L'aspetto sociale della serie, già forte in solo, qui si moltiplica. Le relazioni con i cittadini, amicizie e matrimoni inclusi, restano nel gioco base, e nel co-op il gruppo può costruire una città insieme con una libertà che la campagna non offre. Chi gioca in coppia o in gruppo deve considerare questa modalità come un acquisto aggiuntivo gratuito, non come il gioco principale, e chi cerca la campagna scritta non la trova nel co-op.
- Co-op fino a quattro giocatori, gratuito post-1.0
- Sandbox separato dalla campagna, con missioni proprie
- Ruoli spontanei nel gruppo, senza classi rigide
- Relazioni sociali e matrimoni restano nel gioco base
Storia, personaggi e vita sociale
La trama di Sandrock è più curata di Portia, con una minaccia ecologica che si sviluppa in un arco di decine di ore e un cast di abitanti scritti con più cura. Le relazioni e le amicizie seguono la tradizione del genere, con regali, eventi stagionali e dialoghi che si aprono man mano che la relazione cresce, e la scrittura è tra le più simpatiche della categoria, con personaggi secondari che hanno archi propri, dal sindaco alle bande di passaggio.
Le stagioni e i festival strutturano il calendario, e la routine quotidiana, dormire, lavorare, socializzare, ha un ritmo che chi ama Stardew Valley riconosce subito. La differenza è il timone industriale, perché qui la produzione di massa, le macchine e le commissioni pesano più del raccolto, e chi cerca il farming tradizionale trova campi più marginali rispetto a Stardew.
Tecnica e prestazioni
La direzione artistica è di quelle che invecchiano bene, con cel shading pulito, palette desertiche calde e animazioni espressive. Su PC il gioco gira bene con hardware medio, mentre su Switch le performance restano il punto fragile, con cali in città affollate e caricamenti lunghi, e chi può sceglie le versioni PC e console di nuova generazione. Le patch post-1.0 hanno migliorato la stabilità, ma la versione Switch resta la meno indicata per chi è sensibile al frame rate.
La localizzazione italiana è assente, con testi in inglese e altre lingue, e considerata la quantità di dialoghi e di tutorial testuali, la barriera è significativa per chi non legge l'inglese con disinvoltura.
I limiti reali
Il primo limite è il ritmo della prima parte. Le prime ore impongono commissioni con catene di produzione lunghe e materiali che chiedono escursioni ripetute, e chi non entra nel ritmo rischia di abbandonare prima che il gioco apra le sue sinergie. Il secondo limite è il combattimento, funzionale ma superficiale. Il terzo è la performance su Switch, che resta la scelta peggiore per il gioco, e il quarto è la mancanza di italiano, che con questa quantità di testo pesa più che in altri titoli del genere.
- Prima parte lenta, con catene di produzione che chiedono pazienza
- Combattimento superficiale
- Performance Switch fragili in città affollate
- Nessuna localizzazione italiana
A chi è consigliato
A chi ama i life sim con crafting e cerca il capitolo più completo della serie di Portia. A chi ha un gruppo di amici e vuole costruire una città insieme in un sandbox separato. A chi apprezza la gestione di catene di produzione più che il farming puro. Meno adatto a chi cerca un action RPG, a chi gioca su Switch e non tollera i cali di performance e a chi non legge l'inglese.
Pro
- Crafting e catene di produzione profondi e gratificanti
- Co-op gratuito fino a quattro giocatori
- Città che cresce visivamente con il progresso del giocatore
- Scrittura simpatica con personaggi dall'archetipo pieno
- Ambientazione desertica originale nel genere
Contro
- Prima parte lenta
- Combattimento semplice
- Performance Switch fragili
- Nessuna localizzazione italiana
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Piattaforme | PC, PS5, PS4, Xbox Series, Xbox One, Switch |
| Data uscita | 2 novembre 2023 (1.0) |
| Prezzo lancio | 34,99 euro |
| Durata | 60+ ore campagna, infinite con il co-op |
| Co-op | Fino a 4 giocatori, gratuito |
| Sviluppatore | Pathea Games |
| Editore | Focus Entertainment |
| Serie | Secondo capitolo dopo My Time at Portia |
Conclusione
My Time at Sandrock è il capitolo più maturo della serie, con il crafting più profondo, la trama più curata e l'aggiunta del co-op che apre un secondo gioco dentro il primo. La città che cresce attorno all'officina dà peso a ogni commissione, e la scrittura sostiene decine di ore senza stancare. I limiti sono chiari, un ritmo iniziale lento, un combattimento marginale e performance console datate fragili, ma per chi ama la categoria dei life sim con officina, è il capitolo da comprare, e il co-op gratuito trasforma un acquisto solitario in una piattaforma per serate condivise.
FAQ
Quanto dura My Time at Sandrock? La campagna completa richiede oltre 60 ore, con il 100% dei contenuti che supera le 100. Il co-op è un sandbox senza fine, e chi lo gioca in gruppo moltiplica i tempi.
Il co-op è incluso nel prezzo? Sì, la modalità cooperativa per quattro giocatori è un aggiornamento gratuito post-1.0, disponibile su PC e console di nuova generazione. È un'esperienza separata dalla campagna, con città da costruire insieme.
Serve giocare My Time at Portia prima? No, la storia è autonoma e i personaggi di Portia appaiono solo come richiami. Chi ha giocato il primo capitolo riconosce l'evoluzione dei sistemi, ma il gioco si fruisce senza prerequisiti.
Su Switch vale l'acquisto? È la versione più fragile, con cali in città affollate e caricamenti lunghi. Chi gioca esclusivamente su Switch dovrebbe valutare le recensioni aggiornate, mentre PC e console da salotto sono le piattaforme consigliate.
Che differenza c'è con Stardew Valley? Stardew è centrato sul raccolto e sulla gestione della fattoria, Sandrock sulla produzione industriale e le commissioni comunali. Il ritmo è più strutturato, con la trama che guida la progressione, e il co-op ufficiale è un vantaggio netto rispetto al modding di Stardew.