Recensione The Quarry (2022): l'horror interattivo da film
The Quarry di Supermassive Games: nove animatori, una notte fatale, cast hollywoodiano e finali ramificati. Analisi completa dell'horror interattivo del 2022.
Matteo Ricci
Editorial Columnist
Recensione The Quarry (2022): l'horror interattivo da film
Dopo Until Dawn (2015), Supermassive Games ha passato gli anni successivi a smontare la propria formula nel laboratorio dei The Dark Pictures Anthology: prodotti più piccoli, più rapidi, con risultati altalenanti. The Quarry, pubblicato da 2K il 10 giugno 2022, è il ritorno dichiarato alla formula grande: budget da produzione cinematografica, cast di attori riconoscibili, motion capture di livello televisivo e una notte narrata con la cura di un film. È il gioco che i fan della casa inglese aspettavano da sette anni, e in gran parte lo è davvero.
La premessa: l'ultima notte del campo Hackett's Quarry
Nove animatori teenager concludono la stagione estiva al campo Hackett's Quarry. I proprietari non si presentano per il ritiro, e il gruppo decide di festeggiare da solo l'ultima notte: una festa sulla spiaggia, verità dette a metà, un gioco che scivola nel pericoloso. Dalla mezzanotte in poi, la notte degenera in modo progressivo: prima qualcosa si muove nel bosco, poi i colpi alla porta, poi le urla. Dirette da Will Byles, le prime due ore costruiscono con pazienza tanto il tono teen-movie quanto la minaccia, e il gioco si diverte a citare il genere: la camera che annuncia i pericoli con la musica, il fuoco di accampamento che diventa un set, la notte che diventa un caccia.
Il tono è una delle riuscite più precise: The Quarry sa quando essere comico (e i dialoghi tra i personaggi hanno un ritmo da teen movie ben scritto), quando essere tragico, e soprattutto quando alzare il volume dell'horror. Chi ha giocato Until Dawn riconoscerà il metodo: le morti sono violente, permanenti e spesso frutto di una scelta fatta tre ore prima che se ne vedano le conseguenze.
Il cast: Hollywood dentro un videogioco
Il valore di produzione è il primo argomento d'acquisto. Il cast mescola volti noti e leggende del genere: David Arquette (Scream), Ted Raimi, Ariel Winter, Justice Smith, Brenda Song, Halston Sage, Miles Robbins, Skyler Gisondo e Grace Zabriskie, con la partecipazione speciale di Lance Henriksen e Lin Shaye. Non è un cameo marketing: le performance catturate — volti, corpi, voci — sono il tessuto del gioco, e alcune scene drammatiche reggono il confronto con una serie televisiva di fascia alta.
La direzione attoriale fa anche il lavoro di scrittura: i personaggi sono archetipi (l'atleta gentile, la nerdironica, la ragazza che sa più di quanto dice) ma le interpretazioni li riempiono di umanità. In un gioco dove la simpatia per il personaggio determina il peso emotivo della sua morte, è una scelta che funziona.
Il sistema: scelte, QTE e "Non fallire la scena"
Il gameplay è quello del genere: guardare, scegliere, reagire. Le scelte dialogiche sono numerose e alcune hanno orologi invisibili che decidono se una relazione si rafforza o si incrina; i QTE — sequenze a tempo su un tasto o sulle direzioni — ritornano come strumento di sopravvivenza immediata. Supermassive ha però allentato la presa rispetto a Until Dawn: la difficoltà dei QTE è regolabile (e chi vuole può disattivarli, trasformando il gioco in una storia lineare guidata solo dalle scelte), e il ritmo dei fallimenti è più generoso.
Il secondo pilastro è l'esplorazione: tra una scena e l'altra si controllano i personaggi in brevi sezioni investigative per raccogliere indizi (documenti, tape, tarocchi) e "proof of danger" che, se trovati, sbloccano informazioni sulle minacce del bosco. È la parte più debole del sistema — gli ambienti sono piccoli e la collection feel gamified — ma dà respiro al ritmo di film.
Il terzo pilastro, poco pubblicizzato ma eccellente, è il sistema di "Tarocchi della morte": le carte raccolte mostrano al giocatore frammenti del futuro e indizi su come salvare o perdere personaggi. È un dispositivo meta che trasforma la rigiocabilità in conoscenza: la seconda partita non è più caso ma padronanza.
Multiplayer: il modo migliore di viverlo
The Quarry è nato per essere condiviso. La modalità couch co-op passa il controller tra i giocatori a ogni personaggio, trasformando la serata in un gioco di gruppo dove ogni morte ha un responsabile; la modalità online invece permette a fino a sette amici di votare le scelte mentre il "proprietario" esegue. E per chi vuole solo la storia, la Movie Mode fa giocare il gioco da solo con le personalità dei personaggi impostate a priori: un film generativo che cambia ogni volta.
Questa flessibilità è il vero contributo di The Quarry al genere: ha capito che gli horror interattivi funzionano meglio come esperienza sociale e ha progettato per questo, non come un'aggiunta.
Finali, rigiocabilità e durata
Una partita dura 8-10 ore e il sistema di salvataggio a capitoli permette di tornare sui passi con il Death Rewind (tre usi per partita, non riservato a un'edizione speciale come si legge spesso online). I finali sono moltissimi: non solo "tutti vivi" o "tutti morti", ma combinazioni intermedie con epiloghi personalizzati per ogni sopravvissuto. Vedere tutti i percorsi principali richiede 3-4 passate, e il gioco è uno dei pochi del genere che regge la revissita grazie alla varietà delle scene e al valore del cast.
Tecnica: il miglior lavoro Supermassive
Realizzato su Unreal Engine, The Quarry è il tecnicamente più solido titolo della casa: i volti sono tra i più realistici visti su console, l'illuminazione notturna è studiata (riflettori del campo, torce, luna che filtra tra gli alberi) e il frame rate resta stabile su PS5 e Series X. Le versioni PS4 e Xbox One girano bene ma con dettaglio ridotto. La localizzazione italiana è completa con doppiaggio dedicato di buona qualità — un punto raro per questo tipo di produzione.
Limiti reali
Il ritmo delle prime due ore può sembrare lento a chi cerca l'adrenalina immediata; alcune sezioni esplorative sono fill; il sistema di indizi (con raccolte obbligatoriamente ridondanti per il completismo) non è all'altezza della scrittura. E la formula, per quanto rifinita, resta quella di Until Dawn: chi la conosce a fondo troverà le sorprese meno sorprendenti.
La regia dell'orrore: come Supermassive costruisce la tensione
Quello che distingue The Quarry dagli imitatori è la regia. Supermassive usa un linguaggio cinematografico autentico: la macchina da presa non si limita a seguire, commenta. Zoom nervosi durante i dialoghi, dolly in contromano quando qualcosa non va, tagli di montaggio che nascondono e rivelano nello stesso momento. La notte è costruita come un'unità di tempo teatrale: il gioco si svolge in poche ore di narrazione, e questa compressione rende ogni pausa sospetta, ogni silenzio un annuncio.
L'audio design fa metà del lavoro: il crack di un ramo fuori campo, il respiro che si irregolarizza prima di un inseguimento, l'uso della musica solo nei momenti di rilascio. Nelle cacce — le sequenze di fuga — la camera si consegna a una fisica apparentemente folle che però serve il panico: non sapete dove siete, esattamente come i personaggi. È horror di costruzione, non di accumulo: pochi jumpscare gratuiti, molta dread preparata con la luce (i fari, le torce, le luci dei telefoni che muoiono nei momenti peggiori).
Merita una nota la scelta di rendere parte della regia gestibile dal giocatore: nella modalità regista, dopo il primo completamento, potete togliere tutti i QTE e le scelte e guardare The Quarry come un film interattivo con la vostra timeline come sceneggiatura. È la conferma che Supermassive pensa in linguaggio cinematografico da cima a fondo.
Pro e contro
| Pro | Contro |
|---|---|
| Cast e performance da produzione TV | Prime due ore lente |
| Multiplayer locale/online ben pensato | Esplorazione marginale |
| Finali ramificati con epiloghi personalizzati | Formula già vista con Until Dawn |
| Death Rewind e tarocchi: rigiocabilità intelligente | Indizi ridondanti da collezionista |
| Tecnicamente il miglior Supermassive | Difficoltà dei QTE inconsistente |
Confronto con Until Dawn e i Dark Pictures
| Caratteristica | The Quarry (2022) | Until Dawn (2015) | Dark Pictures (serie) |
|---|---|---|---|
| Durata | 8-10 ore | 8-10 ore | 5-6 ore |
| Cast | Hollywood riconoscibile | Semi-sconosciuti | Misti |
| Multiplayer | Locale + online (8) | Assente al lancio | Online condiviso |
| Budget/scala | Blockbuster | Alto | Medio |
| Finali | Moltissimi, epiloghi dedicati | Molti | Limitati |
The Quarry è la versione più adulta e coesa della formula: i Dark Pictures hanno sperimentato, The Quarry consolida.
FAQ
The Quarry è in italiano? Sì: testi e doppiaggio completi con cast vocale dedicato di qualità.
Si può giocare in multiplayer? Sì: couch co-op locale con passaggio del controller, online fino a 8 giocatori con voto sulle scelte, e Movie Mode da guardare come film interattivo.
Il Death Rewind è solo della versione Deluxe? No: è incluso nel gioco per tutti, con tre usi per partita. L'edizione Deluxe aggiunge cosmetici e il pacchetto filtrante "50s Throwback" per i personaggi.
Quanto dura? 8-10 ore per una passata; 3-4 partite per coprire i percorsi principali.
Su quali piattaforme? PS4, PS5, Xbox One, Series X|S e PC (Steam, Epic, Microsoft Store).
Verdetto
The Quarry è il ritorno di Supermassive alla forma piena: un horror interattivo con la produzione di un film, il cast che merita quel budget e una struttura di scelte che tiene le promesse. Non rivoluziona il genere, ma lo esegue al massimo dello stato dell'arte — e il multiplayer lo trasforma nella serata in gruppo perfetta. Da giocare al buio, in compagnia, con qualcuno che decide chi mandare nel bosco.