Recensione Octopath Traveler II (2023): otto viaggi, un solo capolavoro
Octopath Traveler II di Square Enix e Acquire affina ogni sistema del primo capitolo: otto storie indipendenti nel mondo di Solistia, HD-2D splendido, combat Break/Boost e abilità percorso giorno/notte. Analisi completa.
Matteo Ricci
Editorial Columnist
Recensione Octopath Traveler II (2023): otto viaggi, un solo capolavoro
Il primo Octopath Traveler del 2018 divideva i giocatori su una domanda precisa: otto storie quasi sconnesse tra loro sono un difetto o una forma? Il sequel, sviluppato da Square Enix insieme ad Acquire e arrivato il 24 febbraio 2023 su Switch, PlayStation e PC, risponde alla domanda senza stravolgere la formula: le otto storie restano indipendenti, ma questa volta comunicano attraverso strutture narrative incrociate, personaggi che si incontrano in scene condivise e una coerenza tematica che tiene insieme il tutto. Il risultato è il JRPG più maturo della trilogia HD-2D, migliorato in ogni sistema senza perdere l'identità.
Solistia, il nuovo mondo, è un continente diviso in est e ovest attraversato da navi a vapore e ferrovie: un'ambientazione ispirata all'ottocento industriale che distanzia il gioco dal fantasy medievale del predecessore e giustifica temi nuovi, dal colonialismo commerciale alla giustizia di classe, trattati con una scrittura nettamente sopra la media della serie.
Gli otto viaggiatori di Solistia
Il cast è l'argomento principale del sequel. Hikari, il principe esule che deve riprendersi il trono; Agnea, la ballerina di provincia che sogna i palcoscenici del mondo; Partitio, il mercante che vuole porre fine alle carestie con il commercio; Castti, l'apotecaria senza memoria che cura i villaggi; Throné, la ladra fuggita da una gilda di assassini; Osvald, lo studioso evaso di prigione per vendicare la famiglia; Ochette, la cacciatrice bestia dal cuore semplice; Temenos, il chierico scettico che indaga su un assassinio. Otto archetipi, otto toni diversi — dalla commedia di Partitio al noir di Throné — che il gioco alterna senza mai calare di qualità.
La novità strutturale più importante riguarda proprio loro: le storie si incrociano. Le Crossed Paths sono narrazioni condivise a coppie di personaggi — il sodalizio tra Throné e Temenos, o tra Agnea e Partitio, produce alcuni dei momenti narrativi migliori del gioco — e le scene di viaggio tra compagni di squadra, assenti nel primo capitolo, danno finalmente voce alle interazioni. Non è un party che dialoga continuamente alla Persona, ma il mondo non è più un insieme di monologhi paralleli.
Le abilità percorso, lo strumento con cui ogni personaggio interagisce con gli NPC, hanno ora versioni diurne e notturne: di giorno Hikari duella, di notte corrompe; di giorno Partitio assume, di notte è più sospettoso e pagar di meno. La scelta dell'orario diventa una decisione tattica anche fuori dal combat, e l'aggiunta delle Crossed Paths abilities per coppie specifiche premia la rotazione della squadra.
Il combat: Break e Boost, ora con i latents
Il sistema di combat resta la formula del primo capitolo, raffinata. Ogni nemico protegge un numero di punti scudo e mostra debolezze che si scoprono colpendolo con armi o elementi: ridurre a zero gli scudi lo mette in stato Break, che interrompe i suoi turni e amplifica i danni subiti. I punti Boost accumulati ogni turno permettono di potenziare azioni — fino a quattro colpi in un attacco — o di anticipare l'ordine di iniziativa.
La novità è il latent power, l'abilità unica di ogni personaggio caricabile durante gli scontri: l'asso nella manica del party. Hikari diventa temporaneamente un bersaglio protetto che contrattacca, Osvald carica una magia devastante, Throné manipola l'ordine dei turni. In aggiunta, il secondo capitolo rende le classi secondarie più flessibili e permette combinazioni che nel primo erano irraggiungibili, e i boss — in particolare quelli finali di ogni storia e il segreto — richiedono una padronanza reale del sistema Break senza mai scivolare nel grind obbligatorio.
La difficoltà complessiva è più equilibrata del predecessore: le storie hanno capitoli con range di livello più vicini tra loro, e la libertà totale di ordine — si può giocare qualsiasi storia in qualsiasi momento, anche parallelamente — non crea più i salti di sfasamento che nel primo capitolo rendevano alcune sezioni banali o impossibili.
HD-2D: la tecnologia al servizio dell'atmosfera
L'estetica HD-2D — sprite in pixel art su ambientazioni tridimensionali con effetti di profondità di campo, illuminazione dinamica e particellari — raggiunge qui la sua forma più compiuta. Solistia è più variegata di Orsterra: porti con navi a vapore, teatri illuminati a gas, deserti al tramonto, un'isola tropicale, città industriali con fumo e grondaie. Ogni località ha una tavolozza coerente e la resa delle ore del giorno — funzione ora nativa e centrale nel gameplay — trasforma le città in modo percepibile.
La colonna sonora di Yasunori Nishiki è tra le migliori di Square Enix degli ultimi anni: i temi dei personaggi — in particolare il tema di Osvald, un valse cupo per archi, e quello di Throné — sono composizioni che sopravvivono al gioco, e i temi di battaglia evolvono da capitolo a capitolo. In versione italiana il testo è localizzato ma il doppiaggio resta solo inglese e giapponese: i sottotitoli sono ben calibrati e la scrittura regge il confronto.
Struttura, durata e qualità di vita
Il gioco richiede 60-70 ore per completare le otto storie principali, e oltre 80 con le storie secondarie, i dungeon segreti e i boss opzionali. La qualità di vita è il salto più apprezzabile rispetto al 2018: velocità di spostamento aumentabile, battaglie a velocità doppia, auto-salvataggio frequente, viaggi rapidi tra città visitate, indicazione dei punti di interesse sulla mappa. Nessuna di queste scelte banalizza l'esperienza: la togliono solo all'invecchiamento, che era il principale limite del primo capitolo.
Il multiplayer assente è una scelta coerente: Octopath II è un'esperienza solitaria in senso pieno, e le storie — che trattano vendetta, redenzione, responsabilità e sogni — funzionano proprio perché intime. Per chi arriva dal primo capitolo non serve alcuna conoscenza: Solistia è un mondo nuovo con cast nuovo, e chi parte da qui non perde nulla.
Confronto con il primo capitolo e la famiglia HD-2D
Per chi conosce Octopath Traveler del 2018, il bilancio del sequel è netto: identità preservata, difetti corretti. Il primo capitolo soffriva di quattro problemi — storie in silo, ritmi obsoleti (soprattutto nelle fasi di viaggio), sfasamento dei livelli tra percorsi, e assenza di interazione tra personaggi. Il secondo risolve i primi due con struttura e qualità di vita, attenua il terzo con range di livello più coerenti, e risolve il quarto con le scene di viaggio e le Crossed Paths. Ciò che non tocca è la libertà: l'ordine delle storie resta completamente nelle mani del giocatore, e questa è la firma della serie.
Nella famiglia HD-2D di Square Enix, Octopath II occupa una posizione precisa: Triangle Strategy (2022) punta sulla narrazione politica a scelte multiple con un combat più statico, il remake di Dragon Quest III HD-2D (2024) usa la tecnologia per rinnovare un classico consolidato, mentre Octopath II è il gioco che usa l'estetica per un progetto originale. Chi si chiede da dove iniziare con questa linea visiva ha una risposta semplice: qui. È il capitolo in cui la tecnologia serve al meglio una struttura già collaudata.
La domanda che i fan si pongono — ci sarà un Octopath III — nel 2026 resta senza risposta ufficiale, ma il percorso della serie (dal nuovo IP al fenomeno da dieci milioni di copie nella famiglia) rende la continuazione probabile. Nel frattempo, il secondo capitolo regge da solo come esperienza completa: niente DLC narrativi, niente versioni improve, un pacchetto chiuso alla vecchia maniera.
Consigli per iniziare
Chi arriva al primo Octopath dovrebbe partire dai personaggi le cui meccaniche latenti semplificano la comprensione del sistema: il mercante, che accumula rapidamente le foglie necessarie alle prime attrezzature, e il guerriero, che insegna senza frustrazione il ritmo di break e boost. Le storie secondarie dei paesi — quelle aiutabili senza segnalibri, che si risolvono incrociando le informazioni dei passanti giorno e notte — valgono il viaggio quanto gli otto archi principali, e spesso regalano le scene più memorabili della scritta. Un consiglio pratico: non affrontate le storie tutte in fila, ma alternate due o tre viaggiatori per zona, così da mantenere varietà di tono e non bruciare le meccaniche incrociate troppo presto. E tenete sempre un po' di foglie da parte per i trasporti: attraversare Solistia costa, e rimanere a piedi per paura di spendere è il modo peggiore di perdere tempo.
Pro e contro
Pro: - Otto storie con identità tonale precisa e interconnessioni finalmente reali - Combat Break/Boost raffinato dai latent power e classi secondarie flessibili - HD-2D al massimo della sua espressione: Solistia è splendida - Colonna sonora di Yasunori Nishiki memorabile - Qualità di vita risolta: niente più attriti da JRPG del 2018
Contro: - La struttura a otto storie separati resta anticonvenzionale: chi cerca una trama unica non la troverà - Il capitolo finale condiviso arriva tardi e costringe a livellare l'intero cast - Alcune abilità percorso notturne sono oggettivamente più deboli di quelle diurne - Niente doppiaggio italiano: solo inglese e giapponese
FAQ
Serve aver giocato al primo Octopath Traveler? No: Solistia è un mondo nuovo con personaggi nuovi. Chi conosce il primo apprezza le richiamate, chi parte da qui non ha lacune.
Quanto dura Octopath Traveler II? 60-70 ore per le otto storie principali, 80-100 per il completamento. L'ordine è completamente libero e si può giocare in parallelo.
È vero che le storie non si connettono? Non è più vero come nel primo capitolo: oltre alle Crossed Paths, le scene di viaggio e un finale condiviso legano il cast in modo tangibile.
Su quali piattaforme è disponibile? Switch, PlayStation 4/5 e PC via Steam. Successivamente è arrivato anche su Xbox, rendendolo disponibile su praticamente ogni piattaforma moderna.
Vale anche per chi non ama i JRPG a turni? È la porta d'ingresso ideale per il genere: il combat è profondo ma leggibile, e la struttura a storie brevi per capitolo evita l'impegno monolitico dei JRPG classici.