videogiochi 2020-04-06

Recensione Watch Dogs 2 (2016): l'hacking nella Bay Area che ha riscattato la serie

Watch Dogs 2 di Ubisoft Montreal trasforma l'hacking in un gioco creativo: San Francisco, DedSec, droni e ironia. Analisi del capitolo più amato della serie, a dieci anni dal lancio e con il franchise in pausa.

Autore Matteo Ricci

Matteo Ricci

Editorial Columnist

Recensione Watch Dogs 2 (2016): l'hacking nella Bay Area che ha riscattato la serie

Recensione Watch Dogs 2 (2016): l'hacking nella Bay Area che ha riscattato la serie

Pochi sequel hanno fatto più per il loro franchise di Watch Dogs 2. Dopo il primo capitolo del 2014 — promette ma serissimo, con un protagonista di legno e un tono cupo che tradiva le ambizioni mostrate — Ubisoft Montreal ha ripreso tutto da zero: ha cambiato città, tono, protagonista e filosofia di gioco. Uscito il 15 novembre 2016 (il 29 su PC), Watch Dogs 2 è il capitolo più amato della serie: un open world solare dove l'hacking è creatività, non gadget, e dove San Francisco brilla come una delle ambientazioni meglio ricostruite del genere. A distanza di quasi dieci anni — e con il franchise ufficialmente in pausa dopo le ristrutturazioni Ubisoft del 2026 — resta il gioco da giocare della serie.

Marcus Holloway e DedSec: il tono che ha cambiato tutto

La scelta più coraggiosa di Watch Dogs 2 è stata quella di prendersi gioco di sé stesso. Marcus Holloway è un giovane hacker di Oakland — un "bug" del sistema di sorveglianza ctOS 2.0, scartato dall'algoritmo come non rilevante — che si unisce a DedSec, un collettivo hacker anarchico che usa memes, graffiti e defacement per smascherare le corporazioni che controllano la città. Il tono è leggero, ironico, pieno di riferimenti alla cultura di internet: i video virali di DedSec sono satira riuscita, il banco dei personaggi (Wrench con la maschera emotiva, Sitara, Josh, Horatio) è il cast più memorabile della serie.

Non è solo comicità: il gioco tocca temi reali — sorveglianza di massa, algoritmi che decidono vite, gentrificazione della Bay Area, il potere delle big tech — con più mordente del primo capitolo, pur restando dall'allegro. La missione che chiude il secondo atto, con l'azienda di vanity social e la manipolazione delle votazioni elettroniche, è il picco narrativo della serie. La storia perde un po' di intensità nel terzo atto, ma il viaggio resta il più coeso della trilogia.

L'hacking come linguaggio di gioco

La rivoluzione del gioco è meccanica: l'hacking non è un tasto ma un vocabolario. Si hackerano i telefoni per intercettare conversazioni, i semafori per causare incidenti, le gru per creare percorsi, i droni per esplorare, le stampanti per distrarre, le votazioni per manipolare, i robot per scatenare caos. Il netwalker cache in alternativa all'arma: il gioco premia chi risolve le situazioni senza sparare, e le missioni sono progettate come sandbox di soluzioni.

Gli strumenti ampliano il repertorio: il drone saltellante per esplorare e sbloccare interruttori al sicuro, il drone volante per la ricognizione, i veicoli radiocomandati, il "NetHack" che visualizza la rete della zona. La libertà di approccio è reale: infiltrazione silenziosa, caos a distanza, social engineering entrando nei locali, o il classico assalto in rooftop. Le armi non-letali sono opzionali: il gioco non le vieta ma non le celebra.

L'invadenza del multiplayer è elegante: altri giocatori possono invadere la tua sessione come hacker nemici (e tu nelle loro), con le caccia all'hacker che sono tra i momenti più memorabili del gioco. La co-op libera trasforma l'open world in un parco giochi condiviso, con missioni cooperative ben progettate.

San Francisco: la città come protagonista

La ricostruzione della Bay Area è il trionfo tecnico-artistico del gioco: San Francisco downtown con i suoi tram, Golden Gate, i palazzi vittoriani di Alamo Square, Oakland e i murales, Marin, Silicon Valley con i campus delle fittizie big tech. È una città variabile — colline, waterfront, sobborghi, aree industriali — e viva: gli NPC hanno routine, gli eventi dinamici popolano le strade, i negozi hackerabili creano micro-storie.

La direzione artistica scala il realismo del primo capitolo verso una saturazione che serve il tono: è un mondo che sembra da film di A24 su hacker californiani, non da thriller scandinavo. La colonna sonora alterna elettronica e hip-hop della scena locale, e la radio — come da tradizione Ubisoft — è curata.

Pro e Contro

Pro - Hacking creativo come vero sistema di gioco - Il miglior tono e cast della serie - San Francisco tra le ambientazioni più vive di Ubisoft - Libertà di approccio reale nelle missioni - Multiplayer invasion e co-op integrati con eleganza

Contro - Guida veicoli mediocre (difetto cronico) - IA nemica incostante - Qualche bug di lancio mai del tutto eliminato - Storia che cala nella parte finale - Server multiplayer sempre più spopolati nel 2026

Contenuti, longevità e stato attuale

La campagna dura circa 20-25 ore; con le attività secondarie, i riti di DedSec, le gare di droni e le ricerche di rete si superano le 40. I DLC — Human Conditions e No Compromise (2017) — aggiungono missioni e storie di buona qualità. L'aggiornamento gratuito del 2022 con la modalità "invasione senza fuss" e il supporto a 60 fps su console next-gen (via patch) hanno prolungato la vita del gioco.

Nel 2026 lo stato del multiplayer è il tallone: le modalità online sono attive ma spopolate, e con il franchise fermo — Ubisoft ha archiviato Watch Dogs nelle ristrutturazioni 2026 — non vanno attese novità. Il gioco in singolo, per fortuna, è autosufficiente: la campagna e il mondo valgono da soli il prezzo, oggi da back-catalog a pochi euro nelle vendite.

A oltre dieci anni dal lancio e oltre dieci milioni di copie vendute, Watch Dogs 2 è anche il capitolo che ha reso il brand degno di esistere: Legion (2020) ne ha ripreso la leggerezza ma non la qualità della città e del cast; il futuro della serie, al momento, non esiste.

Le missioni: sandbox di soluzioni

Il design delle missioni principali è il test di laboratorio dell'hacking come sistema. Ogni obiettivo principale è un'area con obiettivi multipli, guardie, reticolati di dispositivi connessi e zero percorsi obbligati: infiltrarsi furtivamente usando i droni per mappare, entrare dai tetti con il salto, causare una distrazione con le stampanti e passare dal cancello aperto, o — il più elegante — non entrare mai fisicamente, manipolando tutto da remoto con la ricognizione a distanza. Il gioco registra il tuo stile e i progressi non obbligano a un metodo: le soluzioni delle stesse missioni di due giocatori diversi sembrano giochi diversi.

Le missioni secondarie che meritano: le catene operative di DedSec (le "operazioni" tematiche con obiettivi narrativi), le gare di droni con il pilota radio, le ricerche di rete di Josh, e i puzzle di visualizzazione dati sparsi nella città. È il contenuto secondario che sostiene il tono: divertente, autoreferenziale, mai riempitivo.

FAQ

Quanto dura Watch Dogs 2? 20-25 ore per la campagna, oltre 40 per il completamento delle attività secondarie.

È necessario giocare il primo capitolo? No: le storie sono completamente indipendenti, e anzi il gioco funziona meglio senza aspettative dal primo Watch Dogs.

Su quali piattaforme è disponibile? PC, PS4, Xbox One al lancio; patch next-gen per PS5/Xbox Series (60 fps); versioni cloud su Switch. Non c'è una vera versione nativa current-gen, ma il gioco gira bene via retrocompatibilità.

Ha ancora il multiplayer attivo? Tecnicamente sì (invasioni, co-op, showdown), ma la popolazione è calata: si gioca bene in singolo, e il multiplayer è un bonus quando capita un invasore.

Meglio Watch Dogs 2 o Legion? Watch Dogs 2: città migliore, cast migliore, hacking più profondo. Legion ha l'idea del "gioca con chiunque" ma esegue peggio tutto il resto. Sono complementari solo per i completisti.

Verdetto

Watch Dogs 2 è il riscatto di una serie e uno degli open world più eleganti di Ubisoft: un mondo solare e vivo, un sistema di hacking che trasforma ogni missione in un puzzle creativo, un cast che rende la storia una storia di persone. I difetti — guida, IA, qualche bug — sono reali ma secondari rispetto a quello che il gioco riesce a essere. A quasi dieci anni, con il franchise in pausa e il gioco a prezzo di svendita, è il momento giusto per scoprirlo o riscoprirlo: il miglior Watch Dogs mai fatto, e uno degli open world più sottovalutati del suo decennio.

FAQ aggiuntive

Vale giocarlo dopo Legion? Sì, ed è l'ordine consigliato in molti casi: Legion ha l'idea più ambiziosa (il gioca-con-chiunque) ma esecuzione più piatta; tornare al secondo capitolo dopo Legion fa apprezzare quanto la formula essenziale fosse più solida. Chi parte da zero, comunque, inizi da qui.

La versione PC gira bene oggi? Ottimamente: il gioco era pesante al lancio ma con l'aggiornamento delle patch e hardware moderno gira a 60+ fps senza problemi, con uno dei modding grafici più apprezzati della generazione.

Come gestisce il multiplayer non richiesto? Con eleganza: le invasioni di altri giocatori sono disattivabili in un'impostazione chiara, e il mondo si comporta da single player perfetto se lo vuoi. Quando le lasci attive, la notifica di "invasione in corso" trasforma una sessione tranquilla in una partita a scacchi con un estraneo: il design è un modello di come il multiplayer integrato non deve mai violare l'esperienza di chi gioca da solo.

Serve conoscere hacking o programmazione per apprezzarlo? Assolutamente no: l'hacking è di gioco, non tecnico. Le referenze tecniche sono credibili ma accessibili, e il gioco usa l'hacking come metafora di potere, non come esercizio da manuale.

Ci sono scelte morali o finali multipli? Le missioni hanno obiettivi con approcci multipli ma la storia è lineare, con finali di missione variabili. La libertà è nell'esecuzione, non nella struttura narrativa: è un gioco di sandbox, non di scelte ramificate.

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