videogiochi 2020-01-06

Recensione Planet of Lana (2023): il puzzle platform dipinto a mano che parla senza parole

Planet of Lana di Wishfully Studios analizzato: puzzle cinematici con il gatto Mui, art direction da illustrazione, colonna sonora di Takeshi Furukawa. Verdetto completo nel 2026.

Autore Matteo Ricci

Matteo Ricci

Editorial Columnist

Recensione Planet of Lana (2023): il puzzle platform dipinto a mano che parla senza parole

Recensione Planet of Lana (2023): il puzzle platform dipinto a mano che parla senza parole

C'è una tradizione di giochi che raccontano senza parlare: Limbo, Inside, Little Nightmares. Planet of Lana, il debutto dello studio svedese Wishfully pubblicato da Thunderful nel giugno 2023, entra in questa genealogia con una scelta dichiarata: mentre i fratelli maggiori esploravano il cupo, Lana si trova dall'altro lato dello spettro cromatico — un mondo di colori caldi, sfondi dipinti a mano, una bambina e il suo gatto che attraversano un pianeta occupato. La domanda che vale la pena fare nel 2026, dopo che il gioco è passato anche su Switch, è se questa bellezza sia accompagnata da un design che regga, o se sia uno di quei gioielli da screenshot che si svuotano al secondo capitolo di gioco. La risposta, con qualche riserva, è la prima.

Storia e mondo

Lana è una ragazzina che vive in un villaggio su un pianeta che ricorda la Scandinavia idealizzata: laghi, foreste, villaggi di legno. L'arrivo di una flotta aliena — machine da guerra senz'anima con scopi che il gioco rivela con dosaggio — strappa tutto: la sorella di Lana viene portata via, e la fuga nel selvaggio comincia con un incontro destinato a definire il gioco, quello con Mui, una piccola creatura felina dotata di poteri. Il duo attraversa il pianeta per trovare la sorella e capire cosa vogliono gli invasori, incontrando le macchine della flotta e gli abitanti sopravvissuti.

La narrazione è interamente visiva e sonora: nessun dialogo articolato, nessun testo — solo gesti, sguardi, musica. La regia lo sostiene con cornici di inquadrature cinematografiche, piani sequenza disegnati e momenti di pausa che lasciano respirare il paesaggio. La storia tocca temi più pesanti di quanto la superficie colorata suggerisca — occupazione, perdita, ecologia del pianeta — e l'equilibrio tra dolcezza e minaccia è la firma tonale del gioco: la paura esiste, ma non divora la speranza.

Gameplay: Lana e Mui

Il loop alterna esplorazione platform 2D, stealth e puzzle ambientali cooperativi tra i due protagonisti. Lana si muove, salta, si nasconde nei cespugli e porta oggetti; Mui — che si comanda con un tasto dedicato — passa in spazi stretti, attiva meccanismi, distrae i nemici e, nei momenti chiave della storia, usa i suoi poteri per fare ciò che Lana non può. Il design dei puzzle ruota attorno alla coordinazione dei due: Lana apre la strada fisica, Mui risolve ciò che richiede agilità o magia, e la comunicazione tra i due — un linguaggio di versi e gesti — è raccontata con un'attenzione che rende il duo credibile come relazione, non solo come meccanica.

La stealth è gestita con misura: le machine invasori pattugliano le aree, la vista è indicata con coni visivi, e il giocatore impara a muoversi tra coperture e ombre. Non c'è punizione severa — essere scoperti riporta a checkpoint vicini — perché il gioco non vuole essere un stealth hardcore: la tensione è atmosfera, non meccanica. I momenti di fuga e i "chase" scenografici diluiscono il ritmo nei punti giusti: il gioco alterna contemplazione e urgenza con una regia che sembra pensata in montaggio.

I puzzle crescono in complessità con l'introduzione di nuovi abilità di Mui — la vicinanza che distorce, la possibilità di possedere macchine nei capitoli finali — senza mai raggiungere la severità logica di Limbo: chi cerca il puzzle da grattarsi la testa non lo troverà, chi cerca il puzzle che scalda senza frustrare sì.

Una frase di sintesi: Planet of Lana gioca la partita della varietà tonale — esplorazione tranquilla, stealth tesa, puzzle caldi — e la vince più per regia che per profondità meccanica.

Direzione artistica e audio

Il titolo che il gioco si guadagna è quello di opera d'illustrazione interattiva: gli sfondi sono dipinti a mano con profondità di campo pittorica — più livelli di parallasse che creano quel senso di prospettiva da acquerello che in movimento lascia senza fiato. La palette passa da verdi-nordici a deserti dorati a zone oscure bioluminescenti, con una gestione della luce che ha poco da invidiare alle produzioni animate. Le animazioni dei due protagonisti — e dei robot che inseguono — sono fluide ed espressive, e il design delle macchine aliene bilancia minaccia e meraviglia: sono fantastiche da vedere e terrificanti da incontrare.

La colonna sonora di Takeshi Furukawa — il compositore di The Last Guardian — è il secondo colonna portante: orchestrazione calda, temi legati ai personaggi, e un uso del silenzio che sa quando togliere la musica. La partitura ha una qualità cinematografica che spiega la scelta del publisher di rilasciarla anche in vinile: ascoltata da sola, racconta il viaggio. I suoni ambientali — vento, acqua, i versi di Mui — completano un paesaggio audio che è metà del gioco.

Comparto tecnico e performance

Su PC e console current-gen il gioco gira a 60 fps con stabilità assoluta: l'engine 2D ben ottimizzato non chiede nulla all'hardware, e i tempi di caricamento tra le aree sono istantanei. La versione Switch — arrivata nel 2024 — regge i 60 fps nella maggior parte delle scene con calo controllati nelle zone più dense di parallasse, e i controlli touch non sono supportati: è una versione giocabile e bella, con la concessione del portatile che per un gioco di questo tipo vale qualche compromesso grafico.

Niente bug rilevanti segnalati nel percorso: il gioco è stato consegnato rifinito, con il tipo di cura che i progetti indie con tempistiche adeguate possono permettersi. L'italiano non serve — il gioco non ha testi — quindi la barriera linguistica non esiste: è accessibile a chiunque, di qualunque età.

Contenuti e longevità

La campagna dura 4-5 ore: è la durata dichiarata e onesta del progetto, con raccolbili opzionali — i disegni e i ricordi sparsi per il mondo — che aggiungono una mezz'ora ai completisti. La rigiocabilità è bassa: la struttura lineare e i puzzle risolti non cambiano al secondo giro, e il gioco non lo nasconde. Il valore dell'acquisto va calcolato su questa scala: al prezzo pieno è una serata elegante e mezza; in offerta — e nel 2026 lo è spesso, oltre che su Game Pass dove ha debuttato — è un'esperienza che costa meno di un cinema e dura di più.

I contenuti extra sono assenti: niente DLC, niente modalità aggiuntive. Wishfully ha dichiarato il progetto come completo in sé: chi cerca un mondo da abitare a lungo guarderà altrove, chi cerca un'esperienza autoriale con inizio e fine troverà la forma giusta.

Limiti reali

Il primo limite è la profondità puzzle: i enigmi sono ben costruiti ma mai impegnativi, e i giocatori esperti del genere passeranno attraverso le soluzioni senza attrito. Il secondo è la linearità: il percorso è una catena di scenografie, con zero esplorazione libera — è una scelta di regia, ma chi sperava in un mondo aperto alla Planet of Lana dei sogni sarà deluso dal titolo. Il terzo è la brevità: 4-5 ore sono poche per il prezzo pieno, e il completismo aggiunge poco. Il quarto è lo stealth: le sezioni con le macchine funzionano come atmosfera ma l'intelligenza artificiale dei nemici è semplice, e chi cerca la sfida tattica non la troverà.

A chi è consigliato

Planet of Lana è consigliato a chi cerca esperienze corte e autoriali — i fan di Inside, Limbo e Little Nightmares che vogliono la versione luminosa del genere; alle famiglie e ai giocatori occasionali, grazie all'assenza di barriere linguistiche e alla difficoltà dolce; a chi su Switch cerca qualcosa di bello da giocare in viaggio. È consigliato anche come gioco da condividere in coppia sul divano: la semplicità dei comandi e la bellezza del percorso lo rendono perfetto per far giocare qualcuno che non gioca di solito. Non è consigliato a chi cerca sfida, rompicapo profondi o mondi aperti: è un viaggio lineare che si vive una volta, e la sua grandezza sta tutta in quella volta.

Pro

  • Direzione artistica da illustrazione animata: tra i più belli del genere
  • Colonna sonora di Takeshi Furukawa da partitura cinematografica
  • Il duo Lana-Mui: relazione credibile e meccaniche integrate
  • Storia senza parole che funziona per tutte le età
  • 60 fps stabili anche su Switch

Contro

  • 4-5 ore con poca rigiocabilità
  • Puzzle mai impegnativi per i veterani del genere
  • Struttura rigidamente lineare
  • Stealth con AI semplice: atmosfera più che sfida
  • Niente contenuti extra o DLC

Conclusione

Planet of Lana è il tipo di gioco che il medium dovrebbe produrre più spesso: corto, curato, accessibile e autoriale, con una visione chiara di cosa vuole essere e zero esitazione nel dirlo. Non rivoluziona il puzzle platform — non lo pretende — ma offre quattro ore dentro un quadro animato con una colonna sonora che da sola varrebbe il biglietto. Nel 2026, con il gioco disponibile anche su Switch e spesso in offerta, è la raccomandazione automatica quando qualcuno chiede "un gioco bello e rilassante da finire in un weekend": la storia di Lana e Mui si ricorda a lungo, proprio perché sa dire addio al momento giusto.

FAQ

Quanto dura Planet of Lana?

La campagna richiede 4-5 ore, con mezz'ora in più per i collezionabili. È una durata dichiarata e coerente con il progetto.

È adatto ai bambini?

Sì: nessun testo da leggere, comandi semplici, temi toccanti ma trattati con delicatezza. Le scene con le macchine aliene possono emozionare i più piccoli, ma niente è inquietante come Inside o Little Nightmares.

Planet of Lana è come Inside?

Condivide la struttura — platform cinematico a scorrimento senza dialoghi — ma rovescia il tono: dove Inside è cupo e distopico, Lana è caldo e pieno di meraviglia. Chi ha amato Inside lo troverà più leggero e più colorato, con la stessa cura di regia.

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