Recensione Planet of Lana (2023): il puzzle platform dipinto a mano che parla senza parole
Planet of Lana di Wishfully Studios analizzato: puzzle cinematici con il gatto Mui, art direction da illustrazione, colonna sonora di Takeshi Furukawa. Verdetto completo nel 2026.
Matteo Ricci
Editorial Columnist
Recensione Planet of Lana (2023): il puzzle platform dipinto a mano che parla senza parole
C'è una tradizione di giochi che raccontano senza parlare: Limbo, Inside, Little Nightmares. Planet of Lana, il debutto dello studio svedese Wishfully pubblicato da Thunderful nel giugno 2023, entra in questa genealogia con una scelta dichiarata: mentre i fratelli maggiori esploravano il cupo, Lana si trova dall'altro lato dello spettro cromatico — un mondo di colori caldi, sfondi dipinti a mano, una bambina e il suo gatto che attraversano un pianeta occupato. La domanda che vale la pena fare nel 2026, dopo che il gioco è passato anche su Switch, è se questa bellezza sia accompagnata da un design che regga, o se sia uno di quei gioielli da screenshot che si svuotano al secondo capitolo di gioco. La risposta, con qualche riserva, è la prima.
Storia e mondo
Lana è una ragazzina che vive in un villaggio su un pianeta che ricorda la Scandinavia idealizzata: laghi, foreste, villaggi di legno. L'arrivo di una flotta aliena — machine da guerra senz'anima con scopi che il gioco rivela con dosaggio — strappa tutto: la sorella di Lana viene portata via, e la fuga nel selvaggio comincia con un incontro destinato a definire il gioco, quello con Mui, una piccola creatura felina dotata di poteri. Il duo attraversa il pianeta per trovare la sorella e capire cosa vogliono gli invasori, incontrando le macchine della flotta e gli abitanti sopravvissuti.
La narrazione è interamente visiva e sonora: nessun dialogo articolato, nessun testo — solo gesti, sguardi, musica. La regia lo sostiene con cornici di inquadrature cinematografiche, piani sequenza disegnati e momenti di pausa che lasciano respirare il paesaggio. La storia tocca temi più pesanti di quanto la superficie colorata suggerisca — occupazione, perdita, ecologia del pianeta — e l'equilibrio tra dolcezza e minaccia è la firma tonale del gioco: la paura esiste, ma non divora la speranza.
Gameplay: Lana e Mui
Il loop alterna esplorazione platform 2D, stealth e puzzle ambientali cooperativi tra i due protagonisti. Lana si muove, salta, si nasconde nei cespugli e porta oggetti; Mui — che si comanda con un tasto dedicato — passa in spazi stretti, attiva meccanismi, distrae i nemici e, nei momenti chiave della storia, usa i suoi poteri per fare ciò che Lana non può. Il design dei puzzle ruota attorno alla coordinazione dei due: Lana apre la strada fisica, Mui risolve ciò che richiede agilità o magia, e la comunicazione tra i due — un linguaggio di versi e gesti — è raccontata con un'attenzione che rende il duo credibile come relazione, non solo come meccanica.
La stealth è gestita con misura: le machine invasori pattugliano le aree, la vista è indicata con coni visivi, e il giocatore impara a muoversi tra coperture e ombre. Non c'è punizione severa — essere scoperti riporta a checkpoint vicini — perché il gioco non vuole essere un stealth hardcore: la tensione è atmosfera, non meccanica. I momenti di fuga e i "chase" scenografici diluiscono il ritmo nei punti giusti: il gioco alterna contemplazione e urgenza con una regia che sembra pensata in montaggio.
I puzzle crescono in complessità con l'introduzione di nuovi abilità di Mui — la vicinanza che distorce, la possibilità di possedere macchine nei capitoli finali — senza mai raggiungere la severità logica di Limbo: chi cerca il puzzle da grattarsi la testa non lo troverà, chi cerca il puzzle che scalda senza frustrare sì.
Una frase di sintesi: Planet of Lana gioca la partita della varietà tonale — esplorazione tranquilla, stealth tesa, puzzle caldi — e la vince più per regia che per profondità meccanica.
Direzione artistica e audio
Il titolo che il gioco si guadagna è quello di opera d'illustrazione interattiva: gli sfondi sono dipinti a mano con profondità di campo pittorica — più livelli di parallasse che creano quel senso di prospettiva da acquerello che in movimento lascia senza fiato. La palette passa da verdi-nordici a deserti dorati a zone oscure bioluminescenti, con una gestione della luce che ha poco da invidiare alle produzioni animate. Le animazioni dei due protagonisti — e dei robot che inseguono — sono fluide ed espressive, e il design delle macchine aliene bilancia minaccia e meraviglia: sono fantastiche da vedere e terrificanti da incontrare.
La colonna sonora di Takeshi Furukawa — il compositore di The Last Guardian — è il secondo colonna portante: orchestrazione calda, temi legati ai personaggi, e un uso del silenzio che sa quando togliere la musica. La partitura ha una qualità cinematografica che spiega la scelta del publisher di rilasciarla anche in vinile: ascoltata da sola, racconta il viaggio. I suoni ambientali — vento, acqua, i versi di Mui — completano un paesaggio audio che è metà del gioco.
Comparto tecnico e performance
Su PC e console current-gen il gioco gira a 60 fps con stabilità assoluta: l'engine 2D ben ottimizzato non chiede nulla all'hardware, e i tempi di caricamento tra le aree sono istantanei. La versione Switch — arrivata nel 2024 — regge i 60 fps nella maggior parte delle scene con calo controllati nelle zone più dense di parallasse, e i controlli touch non sono supportati: è una versione giocabile e bella, con la concessione del portatile che per un gioco di questo tipo vale qualche compromesso grafico.
Niente bug rilevanti segnalati nel percorso: il gioco è stato consegnato rifinito, con il tipo di cura che i progetti indie con tempistiche adeguate possono permettersi. L'italiano non serve — il gioco non ha testi — quindi la barriera linguistica non esiste: è accessibile a chiunque, di qualunque età.
Contenuti e longevità
La campagna dura 4-5 ore: è la durata dichiarata e onesta del progetto, con raccolbili opzionali — i disegni e i ricordi sparsi per il mondo — che aggiungono una mezz'ora ai completisti. La rigiocabilità è bassa: la struttura lineare e i puzzle risolti non cambiano al secondo giro, e il gioco non lo nasconde. Il valore dell'acquisto va calcolato su questa scala: al prezzo pieno è una serata elegante e mezza; in offerta — e nel 2026 lo è spesso, oltre che su Game Pass dove ha debuttato — è un'esperienza che costa meno di un cinema e dura di più.
I contenuti extra sono assenti: niente DLC, niente modalità aggiuntive. Wishfully ha dichiarato il progetto come completo in sé: chi cerca un mondo da abitare a lungo guarderà altrove, chi cerca un'esperienza autoriale con inizio e fine troverà la forma giusta.
Limiti reali
Il primo limite è la profondità puzzle: i enigmi sono ben costruiti ma mai impegnativi, e i giocatori esperti del genere passeranno attraverso le soluzioni senza attrito. Il secondo è la linearità: il percorso è una catena di scenografie, con zero esplorazione libera — è una scelta di regia, ma chi sperava in un mondo aperto alla Planet of Lana dei sogni sarà deluso dal titolo. Il terzo è la brevità: 4-5 ore sono poche per il prezzo pieno, e il completismo aggiunge poco. Il quarto è lo stealth: le sezioni con le macchine funzionano come atmosfera ma l'intelligenza artificiale dei nemici è semplice, e chi cerca la sfida tattica non la troverà.
A chi è consigliato
Planet of Lana è consigliato a chi cerca esperienze corte e autoriali — i fan di Inside, Limbo e Little Nightmares che vogliono la versione luminosa del genere; alle famiglie e ai giocatori occasionali, grazie all'assenza di barriere linguistiche e alla difficoltà dolce; a chi su Switch cerca qualcosa di bello da giocare in viaggio. È consigliato anche come gioco da condividere in coppia sul divano: la semplicità dei comandi e la bellezza del percorso lo rendono perfetto per far giocare qualcuno che non gioca di solito. Non è consigliato a chi cerca sfida, rompicapo profondi o mondi aperti: è un viaggio lineare che si vive una volta, e la sua grandezza sta tutta in quella volta.
Pro
- Direzione artistica da illustrazione animata: tra i più belli del genere
- Colonna sonora di Takeshi Furukawa da partitura cinematografica
- Il duo Lana-Mui: relazione credibile e meccaniche integrate
- Storia senza parole che funziona per tutte le età
- 60 fps stabili anche su Switch
Contro
- 4-5 ore con poca rigiocabilità
- Puzzle mai impegnativi per i veterani del genere
- Struttura rigidamente lineare
- Stealth con AI semplice: atmosfera più che sfida
- Niente contenuti extra o DLC
Conclusione
Planet of Lana è il tipo di gioco che il medium dovrebbe produrre più spesso: corto, curato, accessibile e autoriale, con una visione chiara di cosa vuole essere e zero esitazione nel dirlo. Non rivoluziona il puzzle platform — non lo pretende — ma offre quattro ore dentro un quadro animato con una colonna sonora che da sola varrebbe il biglietto. Nel 2026, con il gioco disponibile anche su Switch e spesso in offerta, è la raccomandazione automatica quando qualcuno chiede "un gioco bello e rilassante da finire in un weekend": la storia di Lana e Mui si ricorda a lungo, proprio perché sa dire addio al momento giusto.
FAQ
Quanto dura Planet of Lana?
La campagna richiede 4-5 ore, con mezz'ora in più per i collezionabili. È una durata dichiarata e coerente con il progetto.
È adatto ai bambini?
Sì: nessun testo da leggere, comandi semplici, temi toccanti ma trattati con delicatezza. Le scene con le macchine aliene possono emozionare i più piccoli, ma niente è inquietante come Inside o Little Nightmares.
Planet of Lana è come Inside?
Condivide la struttura — platform cinematico a scorrimento senza dialoghi — ma rovescia il tono: dove Inside è cupo e distopico, Lana è caldo e pieno di meraviglia. Chi ha amato Inside lo troverà più leggero e più colorato, con la stessa cura di regia.