Recensione Chants of Sennaar (2023): il puzzle delle lingue perdute
Chants of Sennaar è un puzzle game sulla decifrazione di lingue perdute ispirato alla Torre di Babele. Un indie francese originale, in italiano, per circa 10 euro.
Matteo Ricci
Editorial Columnist
Chants of Sennaar (2023): il puzzle che vi insegna le lingue
Cosa succederebbe se doveste imparare una lingua da zero, senza dizionario e senza maestro, solo osservando e deducendo? Chants of Sennaar trasforma esattamente questa esperienza in un videogioco. Sviluppato dal piccolo studio francese Rundisc e pubblicato da Focus Entertainment, il gioco arriva nel settembre 2023 su PC e console, e due anni dopo approda anche su mobile. Ispirato al mito della Torre di Babele, vi pone nei panni di un viaggiatore che attraversa i livelli di una torre leggendaria, abitata da popoli che parlano lingue diverse. Il vostro compito è decifrarle tutte per comunicare, superare ostacoli e scoprire cosa c'è in cima.
Gameplay loop e meccaniche principali
Il cuore del gioco è la decifrazione linguistica. Incontrate cartelli, dialoghi, appunti scritti in alfabeti sconosciuti. Osservando il contesto, confrontando simboli e sperimentando, deducete il significato di parole e regole grammaticali. Ogni popolo della torre ha una lingua con una logica interna che riflette la sua cultura, e le lingue si collegano tra loro man mano che scendete o salite di piano.
Non si tratta solo di tradurre parole isolate. Dovete capire la struttura delle frasi, distinguere i verbi dai sostantivi, riconoscere le negazioni e i plurali. Il gioco trasforma ogni nuova scritta in un piccolo esperimento scientifico, e la soddisfazione quando un significato si clicca nella testa è il motore che vi porta avanti. Ci sono sezioni con infiltrazioni e stealth, ma l'impianto resta quello del puzzle riflessivo, con ritmi calmi e nessuna pressione temporale.
La torre e i suoi popoli
La struttura della torre è il secondo protagonista. Ogni livello è abitato da una civiltà diversa, con i devoti che curano i riti, i guerrieri che difendono i confini, i letterati che archiviano la conoscenza e i popoli dei piani superiori che custodiscono i segreti. Le culture non si parlano, e i malintesi sono la fonte dei conflitti che trovate lungo la salita. Il gioco costruisce tutto attorno a questa idea, e la decifrazione diventa anche un atto di diplomazia.
Esplorare ogni piano significa mappare i percorsi, trovare i passaggi chiusi e capire chi vi lascia proseguire solo se communicate nel modo giusto. Il level design guida l'attenzione senza indicarlo, con gli scritti posizionati dove il contesto li spiega. È un gioco che non ha tutori né bussola, e che vi lascia soli davanti alle lingue. Questa solitudine è scelta, e fa parte dell'esperienza.
Il diario e il sistema di deduzione
Tutte le vostre ipotesi finiscono in un quaderno digitale, che diventa lo strumento più importante del gioco. Ogni simbolo scoperto va assegnato a un significato, e il gioco vi dà un feedback quando la traduzione è sbagliata, senza però indicarvi quale termine creare problemi. Questo metà indizio e metà silenzio è la scelta di design più intelligente di Chants of Sennaar. Le deduzioni sbagliate restano in pagina, e rimuoverle è parte del lavoro.
Il quaderno si riempie anche di note e di connessioni tra lingue, e diventa una mappa del vostro ragionamento. A metà gioco vi ritrovate a scriverne le ipotesi su carta, a fare schemi e a ritornare sui simboli incontrati ore prima. È un gioco che chiede attenzione, e che ricompensa chi tiene il filo.
Comparto tecnico e performance
Chants of Sennaar gira egregiamente su qualsiasi piattaforma, con requisiti minimi così bassi che anche un PC datato ne esce servito. L'interfaccia è pulita, i caricamenti sono istantanei e la modalità portabile su Switch e mobile si sposa bene con i ritmi del gioco. La durata è di circa una decina di ore per completare l'avventura, con la rigiocabilità che non è il punto forte ma con l'esperienza così densa che non serve.
La localizzazione in italiano è presente nei testi, cosa fondamentale per un gioco basato sulla lingua, e ben curata. Ci sono 25 obiettivi da sbloccare, con i trofei che ricompensano la maestria nella decifrazione. Il prezzo è di circa 10 euro su PC, con sconti frequenti nei saldi digitali.
La versione mobile
L'arrivo su Android e iOS nell'agosto 2025 merita una nota. Il gioco è nato per mouse e tastiera, ma l'interazione con i simboli si sposa bene con il touch, e i controlli a tocco sono il caso raro in cui la conversione mobile non è un compromesso. La durata in sessioni brevi è un vantaggio, con la struttura a livelli che permette di giocare un piano per volta.
Su mobile il gioco mantiene tutto il contenuto della versione originale, con la stessa direzione artistica e la stessa localizzazione. Il prezzo è leggermente superiore rispetto a PC, e chi ha già giocato la versione console non ha motivo di riacquistarlo. Per chi non ha PC è tuttora il modo migliore per scoprire il gioco.
Direzione artistica e audio
L'estetica è un tripudio di colori ispirati all'arte geometrica e alle incisioni antiche. Ogni popolo della torre ha uno stile visivo unico, con palette cromatiche e simbologie che riflettono la loro cultura, dai toni blu dei religiosi del primo piano ai rossi e agli ori dei livelli superiori. I personaggi sono silhouette stilizzate ma espressive, con i gesti che comunicano prima delle parole.
La colonna sonora è un mix di musica etnica e ambient che si adatta a ogni livello, creando un'atmosfera sospesa e sognante. Il sound design è minimale ma funzionale, con le sillabe cantate che accompagnano i dialoghi. È un gioco che si gode anche solo per l'atmosfera, e la direzione artistica è uno dei motivi per cui resta impresso.
Limiti reali
Chants of Sennaar richiede pazienza e attenzione. Se non siete disposti a studiare e fare tentativi, alcune sezioni possono diventare frustranti. Alcune deduzioni linguistiche sono complesse e chiedono di ricordare simboli incontrati ore prima, e il backtracking tra i livelli è presente e a volte tedioso. Le sezioni stealth, pur brevi, sono il momento meno interessante del gioco, con un'IA che non fa perdere troppo tempo ma che interrompe il ritmo riflessivo.
Il finale è volutamente criptico e lascia alcune domande aperte, e la durata contenuta può non soddisfare chi cerca un'avventura lunga. Chi non ammette la decifrazione come meccanica principale farà fatica a superare le prime ore.
Pro e Contro
Pro - Meccanica di decifrazione originale e soddisfacente - Direzione artistica unica con una lingua visiva per ogni popolo - Localizzazione italiana curata - Requisiti minimi bassi e prezzo contenuto - Durata densa senza riempitivi
Contro - Richiede pazienza e attenzione costante - Backtracking a volte tedioso - Sezioni stealth meno riuscite - Rigiocabilità limitata e finale criptico
Tabella comparativa con altri puzzle di linguaggio
| Gioco | Anno | Tema principale |
|---|---|---|
| Chants of Sennaar | 2023 | Decifrazione di lingue inventate |
| Heaven's Vault | 2019 | Archeologia e traduzione di geroglifici |
| The Witness | 2016 | Puzzle ambientali senza parole |
| Tunic | 2022 | Decifrazione del manuale di gioco |
| Outer Wilds | 2019 | Conoscenza come chiave di avanzamento |
Il confronto più diretto è con Heaven's Vault, che condivide l'impianto linguistico ma con un ritmo più lento e una struttura narrativa ramificata. Chants of Sennaar è più lineare, più breve e più accessibile, e la decifrazione è al centro con meno deduzioni ambigue.
A chi è consigliato
Chants of Sennaar è perfetto per chi ama i puzzle che fanno pensare, le esperienze originali e i giochi con un'atmosfera unica. Consigliato a chi ha apprezzato Heaven's Vault, The Witness e i giochi di deduzione, e a chi cerca un titolo che si gioca con la testa prima che con le mani. Sconsigliato a chi cerca azione, ritmi veloci o una struttura con obiettivi continui.
Domande frequenti (FAQ)
Quanto dura Chants of Sennaar?
Circa una decina di ore per completare l'avventura, con il tempo che varia in base alla velocità di decifrazione. Chi si blocca su una lingua può impiegarne di più, e gli obiettivi extra allungano il totale.
È in italiano?
Sì, i testi sono localizzati in italiano e ben curati, un dettaglio importante per un gioco basato sulla comprensione della lingua. Il doppiaggio non esiste, con i dialoghi che si leggono.
Su quali piattaforme è disponibile?
PC, PlayStation 4, Xbox One e Nintendo Switch dal 5 settembre 2023, con le versioni Android e iOS arrivate il 26 agosto 2025.
È un gioco difficile?
Serve pazienza, non abilità riflessive. Le deduzioni diventano complesse nelle ore finali, ma il gioco dà sempre gli strumenti per procedere, e bloccarsi fa parte dell'esperienza.
Vale il prezzo?
Sì, con circa 10 euro di listino PC e una durata densa, il rapporto qualità prezzo è uno dei migliori tra gli indie del 2023. Nei saldi digitali scende spesso sotto i 7 euro.
Conclusione
Chants of Sennaar è una di quelle idee che sembrano ovvie solo dopo che qualcuno le ha realizzate. Trasformare l'apprendimento di una lingua in un puzzle game, con un quaderno che diventa il cuore dell'esperienza e una torre che racconta culture attraverso i loro alfabeti, è un risultato che resta impresso più di molti giochi molto più costosi. I limiti esistono, con il backtracking e le sezioni stealth che non stanno al livello del resto. Ma la decifrazione è così soddisfacente, e la direzione artistica così unica, che il gioco merita un posto tra le esperienze più originali del 2023. Per chi ama i puzzle che fanno pensare, è un acquisto a occhi chiusi.