Recensione Enter the Gungeon (2016): bullet hell, bauli e proiettili in amaca
Enter the Gungeon unisce bullet hell e roguelite con armi creative e difficoltà severa. Analisi del sistema di dodge roll, dei piani e del verdetto dopo due espansioni.
Matteo Ricci
Editorial Columnist
Recensione Enter the Gungeon (2016): bullet hell, bauli e proiettili in amaca
Devi scendere in un dungeon, uccidere il proprio passato e sopravvivere a schermate piene di proiettili. Enter the Gungeon di Dodge Roll Games, pubblicato da Devolver Digital nell'aprile 2016, parte da questa premessa e la trasforma in uno dei roguelite più riconoscibili del decennio, un incrocio tra bullet hell e twin stick shooter con dungeon crawler a generazione procedurale. Il gioco ha venduto milioni di copie tra PC e console, ha ricevuto due espansioni gratuite e una spin-off, Exit the Gungeon, e dopo l'annuncio del 2025 il sequel, Enter the Gungeon 2, è atteso nel 2026 su PC e Switch 2. È un gioco severo, che uccide spesso e non chiede scuse, ma sotto la difficoltà si nasconde uno dei sistemi di movimento più eleganti del genere, e chi impara a dominarlo non torna più indietro.
Il loop, un dungeon di proiettili
La struttura è quella del roguelite classico. Si sceglie uno dei quattro Gungeoneers e si scende nei piani del Gungeon, con ogni piano generato proceduralmente che alterna stanze di combattimento, tesori e negozi. L'obiettivo di ogni piano è trovare le due chiavi, aprire il baule e raggiungere la scala, e ogni discesa è più pericolosa della precedente. Se muori, si ricomincia da capo, con i casings, la valuta, che si spendono nei negozi e si perdono parzialmente alla morte.
- Dungeon procedurali con stanze, tesori e negozi casuali
- Chiavi che aprono i bauli con armi e oggetti
- Cinque piani principali più il Gungeon segreto
- Morte permanente, con meta progressione limitata e intenzionale
La meta progressione è una scelta di design precisa. Non esistono upgrade permanenti che semplificano i primi piani, e ogni corsa parte con lo stesso equilibrio di forza. Chi ama i roguelite con crescita costante lo trova frustante, chi ama la purezza della sfida lo considera il punto di forza del gioco, perché ogni vittoria è meritata solo dalla conoscenza e dal movimento, mai dai numeri accumulati.
Il movimento, la firma del gioco
Il cuore di Enter the Gungeon è il dodge roll. Un cerchio di schivata che rende invulnerabili durante l'animazione, con finestre generose ma non infinite, e che trasforma ogni schermata di proiettili in una danza da leggere. I nemici sparano pattern che riempiono lo schermo, e la risposta non è la corsa ma la lettura, capire dove sarà il proiettile nel momento in cui ci si trova e rotolare attraverso. Il flip di tavoli, che rovescia i mobili come copertura temporanea, e i colpi di pistola che riflettono i proiettili con timing esatti completano un sistema di movimento che nessun altro gioco del genere ha eguagliato.
- Dodge roll con invulnerabilità durante l'animazione
- Tavoli rovesciabili come coperture temporanee
- Blanks, i colpi che cancellano i proiettili vicini
- Boss con pattern in più fasi che riempiono lo schermo
La leggibilità è il miracolo tecnico del gioco. Tra decine di proiettili, esplosioni e effetti, lo schermo resta sempre comprensibile, e ogni morte è colpa del giocatore, mai del design. È una lezione di chiarezza che molti bullet hell non hanno mai imparato, e che fa la differenza tra frustrazione costruttiva e frustrazione cieca.
Le armi, l'inventario dell'assurdo
Le oltre duecento armi sono la parte più citata del gioco, e a ragione. Ogni arma è una gag di design che funziona, dalla rana che spara proiettili di rana ai proiettili che si ramificano a contatto, dal fucile al proiettile in amaca che scherza sulla balistica, fino a riferimenti culturali trasformati in strumenti di morte, dal laser che piega i proiettili nemici alla pistola che spara ragni. Le armi hanno munizioni limitate, e la gestione dei caricatori è parte del gioco, con la scelta continua tra l'arma affidabile e quella strana da provare.
Gli oggetti passivi e attivi si aggiungono all'inventario, con sinergie che si attivano combinando pezzi specifici e build che trasformano la corsa. La varietà è tale che ogni corsa è diversa, e la lista di armi segrete e boss nascosti dà ai veterani ragioni per tornare anni dopo.
- Oltre 200 armi con gag di design funzionanti
- Oggetti passivi e attivi con sinergie segrete
- Armi e stanze nascoste per i giocatori curiosi
- Cinque boss per piano, con varianti e segreti
La difficoltà, severa ma onesta
Enter the Gungeon è difficile, e lo dichiara senza imbarazzo. I primi piani uccidono i nuovi arrivati con regolarità, e la curva di apprendimento si misura in ore, non in partite. Ma la difficoltà è costruita su tre pilastri, pattern leggibili, movimento potente e morte rapida con restart immediato, e questo rende ogni sconfitta una lezione. Chi impara i pattern dei boss, i tempi del dodge roll e i valori delle armi sale di livello in modo costante, e la sensazione di progresso è data dall'abilità, non dai numeri.
Il co-op locale a due aggiunge una dimensione sociale alla sfida, con il secondo giocatore che revive il compagno caduto e le difficoltà che scalano. Non c'è online nativo, limitazione ereditata dall'epoca, ma la community ha richiesto il co-op online nel sequel, che è in sviluppo.
Le espansioni e il post-lancio
Dodge Roll ha supportato il gioco con due espansioni gratuite, Supply Drop nel 2017 e A Farewell to Arms nel 2019, che hanno aggiunto armi, boss, modalità e il piano finale del Gungeon. Advanced Gungeons & Draguns ha risolto il problema del drop rate delle armi migliori, rendendo le corse più variabili. Il supporto è terminato nel 2020, con lo studio che ha girato pagina, ma la community resta attiva e il sequel, Enter the Gungeon 2, è stato annunciato nell'aprile 2025 con stile 3D e uscita attesa nel 2026 su PC e Nintendo Switch 2.
- Due espansioni gratuite con armi, boss e modalità
- Spin-off Exit the Gungeon per mobile e Switch
- Sequel annunciato nel 2025, atteso nel 2026
- Community attiva con speedrun e sfide
Tecnica e stile
La pixel art è di quelle che definiscono un'epoca. I Gungeoneers sono omini quadrati con personalità, i boss sono sprite enormi con animazioni fluide, e i dungeon, dalla Catacumba al Forge, hanno identità visiva distinta. La colonna sonora di Doseone sostiene il ritmo con elettronica che accelera nei boss, e il sound design dei proiettili, dal bisbiglio del proiettile in amaca al tonfo dei boss, è curato in ogni dettaglio.
Su tutte le piattaforme il gioco gira impeccabilmente, essendo leggero per l'hardware, e la versione Switch è diventata la preferita per la natura pick up and play delle corse, con sessioni da 20-40 minuti che si prestano al gioco in mobilità.
I limiti reali
Il primo limite è la barriera d'ingresso. La difficoltà senza meta progressione abbandona molti giocatori nelle prime ore, e chi non ama il genere bullet hell non la supera. Il secondo è la dipendenza dalla fortuna nelle prime corse, perché le armi iniziali casuali possono rendere un piano molto più duro del previsto. Il terzo è l'assenza di online nativo per il co-op, e la localizzazione italiana assente con testi solo in inglese, anche se il testo è ridotto all'osso.
- Barriera d'ingresso alta, con prima ora spietata
- Fortuna nelle armi iniziali che può pesare
- Co-op solo locale, senza online nativo
- Nessuna localizzazione italiana
A chi è consigliato
A chi ama i bullet hell e i roguelite severi, da Binding of Isaac a Dead Cells, e cerca il più elegante nel movimento. A chi ama collezionare armi assurde e scoprire segreti per anni. A chi gioca in coppia sul divano. Meno adatto a chi cerca un roguelite con progressione costante, a chi si frustra facilmente e a chi vuole una storia forte, perché la narrazione è un pretesto elegante ma leggero.
Pro
- Dodge roll e sistema di movimento di eleganza rara
- Oltre 200 armi che sono gag di design funzionanti
- Leggibilità perfetta anche nelle schermate più affollate
- Due espansioni gratuite e anni di contenuti
- Co-op locale divertente con meccaniche dedicate
Contro
- Difficoltà iniziale che abbandona molti giocatori
- Nessuna meta progressione per chi vuole crescita costante
- Co-op solo locale
- Nessuna localizzazione italiana
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Piattaforme | PC, PS4, Xbox One, Switch |
| Data uscita | 5 aprile 2016 |
| Prezzo lancio | 14,99 euro |
| Durata | Decine di ore per i primi completamenti, centinaia per il 100% |
| Armi | Oltre 200 |
| Co-op | Locale a 2 giocatori |
| Sviluppatore | Dodge Roll Games |
| Editore | Devolver Digital |
| Sequel | Enter the Gungeon 2 (2026) |
Conclusione
Enter the Gungeon è uno di quei giochi che nascono completamente formati. Il movimento è il più elegante del genere, le armi trasformano ogni corsa in una scoperta, e la difficoltà, per quanto severa, è sempre costruita su leggibilità e lealtà. I limiti esistono, dalla barriera d'ingresso all'assenza di online, ma chi supera le prime ore trova un roguelite che regge anni di gioco, con due espansioni gratuite e una community che lo ha tenuto vivo fino all'annuncio del sequel. Un classico moderno del genere, e uno dei migliori titoli che Devolver Digital abbia mai pubblicato.
FAQ
Quanto dura Enter the Gungeon? Le prime vittorie arrivano dopo 15-25 ore di pratica, mentre il completamento totale con boss segreti, armi nascoste e sfide richiede centinaia di ore. La rigiocabilità è il punto di forza del gioco.
Il gioco ha DLC? Sì, due espansioni gratuite, Supply Drop e A Farewell to Arms, con armi, boss, modalità e il piano finale del Gungeon. Non ci sono DLC a pagamento oltre il gioco base.
Il co-op è online? No, il co-op a due giocatori è solo locale. Il sequel, Enter the Gungeon 2, è atteso nel 2026 con il co-op online tra le richieste della community.
È troppo difficile per chi non gioca a roguelite? La difficoltà è reale, ma il restart è immediato e ogni morte insegna qualcosa sui pattern. Chi ha già esperienza con i bullet hell lo apprezzerà subito, chi parte da zero dovrebbe aspettarsi ore di apprendimento.
Vale aspettare il sequel? Il sequel, con stile 3D e co-op online, è atteso nel 2026, ma il gioco originale resta un'esperienza completa e in sconto costa pochi euro. Chi non ha mai giocato alla serie può partire da qui senza riserve.