videogiochi 2018-04-30

Recensione Cities: Skylines II (2026): il city builder che sta ancora rimediando

Analisi aggiornata di Cities: Skylines II: la simulazione più profonda della serie, il disastro performance al lancio, lo sviluppo passato da Colossal Order a Iceflake Studios nel 2026 e le console ancora attese. Cosa significa giocarlo oggi.

Autore Matteo Ricci

Matteo Ricci

Editorial Columnist

Recensione Cities: Skylines II (2026): il city builder che sta ancora rimediando

Recensione Cities: Skylines II (2026): il city builder che sta ancora rimediando

Pochi sequel sono stati attesi con tanta fiducia e pochi hanno deluso con tanta precisione. Cities: Skylines II, pubblicato da Paradox Interactive il 24 ottobre 2023, doveva consolidare il trono del city builder moderno lasciato dal leggendario capitolo del 2015. Al lancio ha conseguito l'effetto opposto: una simulazione straordinaria incastonata in un guscio tecnico che mancava di rispetto sia ai giocatori sia ai loro PC. Tre anni dopo, il quadro è cambiato in modo complesso: patch sostanziali, DLC discutibili, e un passaggio di consegne alla guida dello sviluppo che dice molto sullo stato del progetto.

Questa recensione aggiornata al 2026 racconta non solo cosa è Cities: Skylines II, ma cosa è diventato — e se oggi merita il posto nella libreria di chi ama costruire città.

Simulazione: la più profonda della serie

Sotto il clamore tecnico, il lavoro di Colossal Order sulla simulazione è oggettivamente eccellente. I cittadini di CS2 non sono agenti che spostano case e uffici: hanno bisogni, preferenze e una vita percepibile — famiglie, lavoro, istruzione, benessere — che influenza il tessuto urbano. Il traffico segue logiche più intelligenti che nel primo capitolo: i percorsi valutano lunghezza, costo, comfort e preferenze individuali, e i mezzi pubblici si integrano in reti vere, con tariffe e scambi.

L'economia è un altro salto: catene produttive con materie prime, import/export tra città virtuali, tasse differenziate per zona e livello d'istruzione. I servizi si espandono con upgrade sugli edifici esistenti invece di richiedere nuove costruzioni, e novità come telecomunicazioni e welfare aggiungono livelli gestionali prima assenti.

La scala urbanistica è cresciuta: dove il primo gioco si fermava a 9 tessere (33 km²) — estendibili con mod — CS2 arriva a 441 tessere per 171 km², con il segnale di gioco che si regge su mappe climatiche con stagioni, disastri naturali e cicli giorno/notte che influenzano l'intera economia urbana.

Costruzione: le strade finalmente adulte

Lo strumento strade è il miglioramento più evidente al primo tocco. Le curve si disegnano con fluidità, gli incroci si regolano in dettaglio (corsie dedicate, semafori o precedenze, rotonde), e le autostrade si innestano nel tessuto urbano senza combattere contro l'editor. Le zone sono più flessibili: residenziale a basso costo, uso misto, commerciali e industriali con densità variabili.

Gli stili americano ed europeo danno identità visiva ai quartieri, e gli edifici di firma sbloccabili con i milestone regalano punti di riferimento ai centri urbani. La personalizzazione decorativa è meno profonda di quella che il modding aveva costruito attorno al primo capitolo, ma di base è più che dignitosa.

Il problema: performance e un lancio sbagliato

Al lancio, CS2 girava male anche su macchine potenti: frame rate instabile, stutter, un'AI dei cittadini che faceva colare la simulazione a 100.000 abitanti. Paradox non aiutò alzando i requisiti minimi pochi giorni prima dell'uscita, e le recensioni negative su Steam sono state un flusso continuo per mesi. Le patch hanno migliorato la situazione — oggi il gioco gira accettabilmente su GPU di fascia media con compromessi — ma il rapporto tra ciò che il gioco promette e ciò che richiede resta sfavorevole.

Le console sono un'altra ferita: annunciate, riprogrammate, e mai rilasciate. Nel 2026, chi gioca su PlayStation 5 o Xbox Series attende ancora una data, e Paradox non ha più promesso niente di pubblico.

I DLC: una storia a parte

La gestione dei contenuti aggiuntivi merita un capitolo a sé, perché racconta il rapporto complicato tra Paradox e la community. Il pacchetto Beach Properties, venduto come asset pack a pagamento, ha sollevato un'ondata di proteste per il rapporto prezzo/contenuto — al punto da essere ritirato e in parte rimborsato, un caso quasi unico per l'editore. I Content Creator Pack curati dalla community hanno tenuto qualitativamente più alto, mentre le espansioni vere — Bridges & Ports su tutte — hanno aggiunto meccaniche sensate al prezzo del solito DLC Paradox.

Il quadro nel 2026 è quello di un gioco che si vende in edizioni sempre ristrutturate, con la Ultimate Edition che include la maggior parte dei pacchetti: per i nuovi acquirenti è la via consigliata, perché comprare i DLC singolarmente a prezzo pieno ricostruirebbe un costo totale fuori scala rispetto al gioco base scontato.

Il cambio di mano: Colossal Order passa la palla

La notizia più pesante del 2025-2026 è arrivata a novembre: Colossal Order ha annunciato la fine del proprio coinvolgimento nello sviluppo di CS2, con la gestione del gioco e del franchise post-2025 affidata a Iceflake Studios (gli sviluppatori finlandesi di Surviving the Aftermath). È un passaggio che segue l'onda di DLC discutibili — Beach Properties ritirato, Ultimate Edition ristrutturata, rimborsi parziali — e lascia la community con domande più che con risposte: Iceflake deve ancora mostrare la direzione del progetto.

Il modding intanto vive, ma su binari diversi: Paradox ha scelto il proprio Paradox Mods invece dello Steam Workshop, una decisione discussa che ha rallentato la ricchezza ecosistemica che aveva fatto la fortuna del primo capitolo. I mod principali — incluse le estensioni delle tessere — sono arrivati, ma il ritmo non è quello che i veterani ricordano.

Pro Contro
Simulazione cittadini e traffico di nuova generazione Performance ancora esigentissime nel 2026
Strade e zone finalmente flessibili Console mai rilasciate
Economia profonda con import/export Sviluppo passato a Iceflake: futuro incerto
441 tessere e mappe con climi e stagioni Mods solo su Paradox Mods, ecosistema più lento
Grafica dettagliata e stili urbani DLC del primo anno disordinati e discutibili

FAQ

Cities: Skylines II oggi è meglio del primo? La simulazione è nettamente più profonda, ma il primo con anni di DLC e un workshop infinito resta l'esperienza più completa. CS2 è il futuro, il primo è ancora il presente.

Quanto pesa il gioco e che hardware richiede? L'installazione supera i 60 GB. Per giocare bene servono una CPU moderna (8 thread minimi) e una GPU di fascia medio-alta: 16 GB di RAM sono il minimo realistico per città di media grandezza.

Funziona su Steam Deck? Male. Il gioco non è verificato e con città grandi anche impostazioni basse faticano. Esistono alternative più adatte al portatile.

I mod del primo gioco funzionano in CS2? No: sono portati o riscritti, e solo via Paradox Mods. L'ecosistema cresce ma non raggiunge la ricchezza del workshop originale.

Vale aspettare o comprarlo oggi? Se l'hardware lo regge e si vuole la simulazione più avanzata in circolazione, sì, con sconti frequenti. Chi cerca stabilità assoluta e DLC maturi può ancora giocare il primo capitolo.

Confronto

Caratteristica Cities: Skylines II Cities: Skylines SimCity (2013)
Anno 2023 2015 2013
Simulazione agenti Approfondita Media Profonda ma limitata
Tessere massime 441 (base) 9 (81 con mod) Città piccole
Modding Paradox Mods Steam Workshop Assente
Performance oggi Esigenti Ottime Buone
Metacritic lancio 73 85 64

Come giocarlo oggi: consigli pratici

Chi parte nel 2026 ha un vantaggio rispetto ai pionieri del 2023: le guide della community sono mature e le impostazioni ottimali documentate. Le regole d'oro che emergono dall'esperienza collettiva: partire con città medie per capire il nuovo sistema di domanda prima di progettare metropoli; usare i preset di traffico nei mezzi pubblici prima di disegnare reti personalizzate; e installare subito i mod di qualità della vita — informazioni a tempo reale sui flussi, strumenti di misura — che Paradox non ha mai integrato ufficialmente.

Sull'hardware, la scelta onesta: il gioco premia CPU con molte thread più che GPU costose, e il salto da 16 a 32 GB di RAM trasforma l'esperienza sopra i 100.000 abitanti. Chi ha una macchina di fascia media può giocare bene con città contenute: il problema non è partire, è crescere oltre certe soglie.

Giudizio finale

Cities: Skylines II è il caso di studio perfetto su come la qualità della simulazione non basti a salvare un lancio. Tre anni dopo, il gioco è finalmente riconoscibile come quello che voleva essere: il city builder più ambizioso sul mercato, con una profondità di simulazione che nessun concorrente diretto offre. Ma il costo tecnico è ancora alto, le console sono un mistero perpetuo, e il passaggio da Colossal Order a Iceflake lascia il futuro in sospeso.

Chi lo acquista oggi compra una simulazione eccellente in un pacchetto ancora in riparazione. Se questa descrizione è accettabile — e per molti city builder lo è — CS2 offre centinaia di ore di urbanistica seria. Chi invece vuole la sicurezza di un gioco maturo, il capitolo del 2015 continua a essere la scelta calma e ragionevole.

Voto: 6,5/10

#cities skylines 2 #city builder #colossal order #iceflake studios #paradox #simulazione urbana #modding #recensione

Continua a leggere

ScontiNinja The Art of Smart Buying
Privacy Policy Cookie Policy © 2026 ScontiNinja