Recensione Aragami 2 (2021): stealth ninja con le ombre, oggi un caso concluso
Aragami 2 di Lince Works: stealth action con teletrasporto ombre, co-op a 3 e 40+ missioni. Analisi completa e la storia dello studio spagnolo chiuso nel 2024.
Matteo Ricci
Editorial Columnist
Recensione Aragami 2 (2021): stealth ninja con le ombre, oggi un caso concluso
Quando Lince Works annunciò Aragami 2, lo studio indipendente spagnolo aveva alle spalle il sorpresa del 2016: un titolo sviluppato in pochi, finanziato con Kickstarter, che portava lo stealth alla Tenchu all'era indipendente. Il sequel, uscito il 17 settembre 2021 su PC, PS4, PS5, Xbox One e Series (day one Game Pass), ampliava tutto: co-op a tre giocatori, hub con progressione, 40+ missioni. Tre anni dopo, con lo studio chiuso nel 2024 e il gioco spesso a pochissimi euro, è il momento di ridiscutere quello che all'epoca fu giudicato severamente: un stealth imperfetto che oggi, col giusto prezzo e le aspettative giuste, trova finalmente la sua dimensione.
La premessa: clan Kurotsuba
La storia si svolge nel territorio di Rashomon, dove il clan degli Shadow-sanguerri — gli Aragami — è stato decimato da una misteriosa malattia della luce che li rende vulnerabili al sole. Il protagonista è un guerriero risvegliato dal clan Kurotsuba, che impiega gli Aragami come mercenari: le missioni sono contratti per fazioni diverse, con obiettivi che vanno dal sabotaggio alla liberazione di prigionieri. La narrazione è funzionale, raccontata con cutscene stilizzate e dialoghi misurati: non è il punto di forza, ma dà un contesto coerente al loop di missioni.
Meccaniche: le ombre come linguaggio
Il nucleo di gameplay è il controllo delle ombre. Il protagonista si muove nelle zone scure quasi invisibile e può teletrasportarsi tra punti d'ombra raggiungibili — il celebre Shadow Vision che evidenzia le superfici utilizzabili, e il salto d'ombra che è diventato il gesto firma della serie. All'esterno delle ombre il personaggio perde gradualmente forza, e negli ambienti esterni diurni la gestione della copertura diventa puzzle: aspettare le nuvole, spegnere le lanterne, eliminare le fonti di luce con abilità dedicate.
Il toolkit si espande con skill tree ramificata: invisibilità, richiamo silenzioso dei nemici, trappole d'ombra, cloni-esca e finanche "possesso" che permettono di costruire uno stile proprio. Le esecuzioni silenziose sono graffianti e la critica all'uscita — un'IA nemica debole che rallenta a guardare in direzione del rumore senza cercare — resta valida: il gioco non punisce mai davvero gli errori, e lo stealth "perfetto" è accessibile anche ai principianti.
Co-op a 3: il vero valore aggiunto
La grande novità del sequel è la cooperativa a tre giocatori per l'intera campagna. Le missioni si adattano con nemici aggiuntivi e obiettivi che premiano il coordinamento: uno distrae, uno apre la via, uno gestisce le guardie. Giocare in coppia/trio trasforma l'esperienza: le missioni diventano picnic tattici, i fallimenti diventano aneddoti, e la ripetitività che in solitaria pesa si dissolve nella variazione degli approcci.
La netcode è affidabile e la matchmaking semplice. È l'unico motivo principale per cui Aragami 2 oggi si consiglia: come stealth solo in solitaria è mediocre, in co-op è un divertimento genuino a 3 giocatori per poche ore.
Struttura: hub e missioni ripetute
La struttura è hub-centric: una base (Village of the Shadows) dove si raccolgono contratti, si comprano skin e si potenzia; le missioni si svolgono in mappe semi-aperte raggiunte tramite menu. I problemi sono evidenti: gli ambienti si ripetono nelle missioni successive, gli obiettivi sono varianti di infiltrazione/eliminazione/recupero, e dopo le prime dieci ore il loop mostra il dorso. Le 40+ missioni della campagna sono più di quante il design regga.
Tecnica: stile sopra motor
La direzione artistica è il secondo punto di forza: silhouette affilate, palette contrastata (neri profondi, rossi satiri, candore dei lune) e un'ispirazione giapponese che evita i cliché. Il motore Unity regge 60 fps su tutte le piattaforme senza problemi, con scene notturne che sfruttano l'illuminazione come elemento di gameplay e non solo estetico. L'audio è funzionale: sho e percussioni tradizionali in sottofondo, e un sound design di passi/velo che informa il gameplay.
Limiti reali
L'IA nemica è la critica che la critica all'epoca fece e che resta: nemici che perdono interesse dopo pochi secondi, guardie che non coordonano le ricerche, e un sistema di allerta che non crea mai vera tensione. Il combat system, voluto più action del primo, è funzionale ma banale: schivata-attacco-schivata. E la ripetitività delle missioni — stessa mappa, obiettivi simili — limita la durata consigliata a 10-15 ore invece delle 25 dichiarate.
Limiti di contesto: la fine di Lince Works
Nel 2024 Lince Works ha annunciato la chiusura, cancellando il progetto successivo (un action-RPG ambientato nel Giappone feudale che molti aspettavano). Aragami 2 resta così l'ultimo capitolo della serie e l'ultima opera dello studio: il gioco ha trovato il suo pubblico proprio negli anni successivi, con forti sconti e il Game Pass che l'hanno portato a milioni di giocatori. Oggi è un titolo "concluso": niente patch, niente DLC, ma anche niente servizi o monetizzazione postuma.
Come giocarlo nel 2026
L'approccio giusto ad Aragami 2 oggi è definibile in tre parole: co-op, sconti, aspettative. Il gioco costa regolarmente sotto i 10 euro e in saldo sotto i 5: a quel prezzo la campagna da 10-15 ore godibili è un rapporto qualità/prezzo quasi ingiusto, se si ha una coppia di amici con cui affrontarla. Da soli, il consiglio è di trattarlo come uno stealth da smaltire in brevi sessioni, senza aspettarsi la profondità di un Dishonored: la skill tree si completa in una campagna e sperimentare con le build (invisibilità pura, ombre offensive, possesso) è parte del divertimento.
Chi arriva cercando un successore di Tenchu troverà le ossa di quella idea — il patrol, il grapple, l'assassinio dall'alto — ma anche la consapevolezza che questo progetto non ha avuto il tempo e il budget di maturarla. È un gioco che chiude una storia piuttosto che aprirne una, e va giocato sapendolo.
Pro e contro
| Pro | Contro |
|---|---|
| Co-op a 3 divertente e ben integrata | IA nemica debole |
| Toolkit d'ombra creativo e flessibile | Missioni ripetitive dopo 10 ore |
| Direzione artistica curata | Combattimento banale |
| 60 fps su tutte le piattaforme | Poca sfida per esperti stealth |
| Prezzo attuale irrisorio | Studio chiuso: nessun futuro |
Il confronto con i padri del genere
Aragami 2 si posiziona in una nicchia specifica: tra gli assassini soprannaturali di Tenchu (che ispirò il primo capitolo) e i sandbox immersivi di Dishonored e Hitman, senza raggiungere nessuno dei due poli. Da Tenchu prende il vocabolario — tetti, grappini, esecuzioni dal soffitto, pazienza — ma non la tensione: le mappe sono più piccole e le guardie troppo permissive. Da Dishonored prende i poteri di teletrasporto, ma senza la profondità sistemica: le abilità non si combinano in soluzioni impreviste, sono strumenti dedicati a situazioni dedicate. Da Hitman prende la struttura a missioni con obiettivi multipli, ma senza i livelli-laboratorio che rendono ogni mappa un puzzle rigiocabile.
Questa posizione "in mezzo" è insieme il suo pregio e il suo limite: non ha la pretesa di competere con i capolavori del genere, ma offre una versione accessibile e cooperativa di quelle sensazioni, a un prezzo che nessuno dei grandi può toccare. Per chi vuole giocare un stealth in due o tre senza comprare tre copie da 60 euro, la nicchia è esattamente giusta.
Skill tree e build consigliate
La progressione abilità è organizzata su tre rami — Katana, Shadow e Kyuubi (fuoco) — e la scelta della build cambia radicalmente il modo di giocare. Il ramo Shadow è il cuore dell'esperienza stealth: potenzia il teletrasporto, aggiunge l'occhio d'ombra che evidenzia nemici attraverso i muri e sblocca l'invisibilità parziale che rende i corridoi illuminati attraversabili. Il ramo Katana serve chi vuole un piano B combattivo: parate potenziate, contrattacchi e finishing move che ripristinano risorse. Il ramo Kyuubi è il più spettacolare ma il più situazionale: trappole infuocate e proiettili che coprono le ritirate.
Per la prima giocata in solo, il consiglio è investire quasi tutto su Shadow con un tocco di Katana: il gioco premia chi resta nell'ombra e la penalità del corpo a corpo resta alta fino a build complete. In cooperativa invece le build si dividono naturalmente: un giocatore "ghost" apre la strada, uno "warrior" gestisce le emergenze, il terzo copre con abilità di supporto. È nella ripartizione dei ruoli che la co-op di Aragami 2 trova la sua miglior espressione.
FAQ
Quanto dura Aragami 2? 20-25 ore la campagna completa; 10-15 la fascia godibile prima che la ripetitività pesi.
Ha la cooperativa? Sì, campagna completa in co-op fino a 3 giocatori, online.
Su quali piattaforme? PC, PS4, PS5, Xbox One, Series X|S. Era incluso nel Game Pass al lancio.
Meglio il primo o il secondo? Il primo è più concentrato e più difficile; il secondo ha più contenuto e co-op. Per giocare insieme, il secondo senza dubbio.
Il gioco riceve aggiornamenti? No: Lince Works ha chiuso nel 2024. Il gioco è completo e stabile così com'è.
Verdetto
Aragami 2 è un stealth ambizioso che non ha mantenuto tutte le promesse, ma che nel 2026 ha trovato la sua vera dimensione: un co-op economico con un toolkit d'ombra divertente, perfetto per qualche serata in compagnia a poche ore di distanza. Come esperienza solitaria rimane sottotono rispetto ai Tenchu o aglihitman moderni; come giocata condivisa è un'occasione che il prezzo attuale rende imperdibile. Un capitolo concluso, con i difetti del suo tempo e qualche idea che merita di essere ricordata.