videogiochi 2026-05-29

Recensione Mafia: The Old Country (2025): onore, sangue e Sicilia

Mafia: The Old Country torna alle radici con una storia lineare nella Sicilia del 1900. Hangar 13 firma un action-adventure tra stealth, duelli e atmosfera curatissima. Recensione.

Autore Matteo Ricci

Matteo Ricci

Editorial Columnist

Recensione Mafia: The Old Country (2025): onore, sangue e Sicilia

Recensione Mafia: The Old Country (2025): onore, sangue e Sicilia

Hangar 13 ha fatto una scelta coraggiosa per il quarto capitolo della serie Mafia. Invece di inseguire il trend open world con mappe sterminate e checklist infinite, The Old Country torna alle radici. Una storia lineare, un'ambientazione precisa, un protagonista umano. Niente Impero, New Orleans o Las Vegas. Si torna in Sicilia, nei primi del Novecento, tra zolfo, vendette e un'onorabilità che pesa come una condanna. Uscito l'8 agosto 2025 su PS5, Xbox Series e PC, questo prequel porta il DNA del primo Mafia più che dei capitoli successivi. Il risultato è un action-adventure atipico per i tempi che corrono, intenso ma non privo di compromessi, che divide tra chi apprezza la purezza narrativa e chi sente la mancanza di libertà.

Gameplay loop

Il loop si regge su tre pilastri: stealth, sparatorie e duelli. Niente albero delle skill, niente potenziamenti da sbloccare. Quello che vedi è quello che hai. Enzo Favara, minatore di zolfo diventato soldato della famiglia Torrisi, impara sul campo e il gioco ti mette nelle situazioni chiedendoti di cavartela con quello che hai.

Lo stealth è la parte più controversa del gioco e merita un approfondimento. Enzo può lanciare monete per distrarre le guardie, strangolare nemici dalle spalle e nascondere i corpi nei cespugli. Il sistema è basilare ma funziona quando il level design lo supporta con percorsi alternativi e nascondigli ben posizionati. Il problema è il fallimento istantaneo: se una guardia ti vede, in molti casi è game over diretto senza possibilità di ripiego nel combat. Questa scelta alza la tensione ma genera frustrazione, specialmente quando il posizionamento delle guardie non è chiaro o i checkpoint sono troppo distanti.

Le sparatorie adottano un sistema cover shooter classico. Le armi d'epoca sono il vero punto di forza: il revolver ha un peso e un suono che trasmettono ogni colpo. Il fucile a canne mozze è devastante a distanza ravvicinata, con una diffusione che costringe a scegliere bene il momento. Il Thompson arriva più avanti e trasforma gli scontri in pioggia di piombo. Il sistema di copertura funziona bene, anche se a volte Enzo si aggancia alla cover sbagliata nei momenti peggiori.

I duelli alla coltello sono la sorpresa più gradita. Con un sistema di parry che richiede tempismo e lettura dei movimenti, ogni duello diventa un balletto teso e brutale. La pressione del pulsante giusto al momento giusto decide vita e morte, e la telecamera si stringe sui due sfidanti per aumentare la tensione. Sono pochi, forse troppo pochi, ma ognuno lascia il segno e resta impresso nella memoria.

Comparto tecnico e performance

Unreal Engine 5 con risultati altalenanti. Su PS5 la modalità performance punta ai 60fps ma i cali sono frequenti nelle aree più dense, specialmente a Castelvetrano con le sue stradine intricate. La modalità qualità blocca i 30fps con risoluzione più alta e riflessi migliorati, ma non sempre giustifica il sacrificio del frame rate. Su Xbox Series X le prestazioni sono simili. Su PC con una RTX 4070 o superiore il gioco respira meglio e mostra il vero potenziale dell'engine.

Texture pop-in è visibile appena si sale su un cavallo o si entra in auto, con dettagli ambientali che compaiono a pochi metri di distanza rompendo l'illusione. Qualche bug di clipping e un paio di crash durante le cutscene, anche se meno frequenti dopo le patch. Su base PS5 le transizioni tra cutscene e gameplay sono prone a stutter evidenti, con micro-pause che interrompono il flusso narrativo. Il miglioramento su PS5 Pro è notevole ma non risolve tutti i problemi di fluidità.

Piattaforma Risoluzione Frame Rate Stabilità
PS5 1440p dinamico 60fps con cali Variabile
PS5 Pro 1440p-4K 60fps più stabili Migliorata
Xbox Series X 1440p dinamico 60fps con cali Variabile
PC Variabile Variabile Ottimale su HW potente

Direzione artistica e audio

La Sicilia di Mafia: The Old Country è viva, sporca, autentica. Hangar 13 ha ricostruito l'isola con cura maniacale: campi di zolfo, strade polverose, vicoli stretti di Castelvetrano, campagne assolate. Ogni angolo trasuda un senso del luogo che pochissimi giochi riescono a evocare. L'illuminazione di Unreal Engine 5 fa miracoli con il sole siciliano: ombre lunghe del tramonto, luce calda del pomeriggio, oscurità minacciosa delle miniere.

Il doppiaggio italiano è stellare e merita una menzione speciale. Gli attori hanno ricreato gli accenti siciliani con inflessioni genuine che aggiungono autenticità a ogni scena. È raro sentire un doppiaggio che rispetta le identità regionali senza cadere nella caricatura, e qui il risultato è da manuale. La colonna sonora mescola brani d'epoca e composizioni originali che accompagnano i momenti chiave. Il character design è eccellente: Enzo ha occhi stanchi e mani callose, non è l'eroe muscoloso da blockbuster ma un uomo segnato dal lavoro in miniera.

Contenuti e longevità

10-15 ore per completare la storia principale. È un'esperienza lineare senza attività secondarie o esplorazione libera, in linea con il primo Mafia e con i campaign dei grandi sparatutto single player. Il problema è il rapporto ore-prezzo: 49,99 euro per una decina di ore possono sembrare pochi a chi cerca longevità.

Non ci sono missioni secondarie né collezionabili che sbloccano contenuti extra. C'è una manciata di segreti ambientali legati alla lore, come statuette nascoste e simboli da trovare, ma nulla che giustifichi una seconda run. La rigiocabilità è affidata esclusivamente alla qualità della storia e a possibili approcci diversi nelle sezioni stealth, ma senza un sistema di progressione o scelte significative il ritorno è poco incentivato. È un gioco che si vive una volta e si lascia andare.

Accessibilità e localizzazione

Sottotitoli presenti e ben leggibili, con opzione per ingrandirli. Comandi rimappabili, anche se alcuni tasti contestuali restano fissi. Tre livelli di difficoltà selezionabili all'inizio. Niente filtri per daltonici, una mancanza grave per un gioco che usa segnali visivi. Il sistema di checkpoint è generoso nelle sparatorie ma punitivo nelle sezioni stealth, dove un fallimento può significare ricominciare da molto indietro.

Limiti reali

L'IA è il tallone d'Achille. I nemici alternano momenti di lucida pericolosità a comportamenti da piazzola. A volte una guardia vede un corpo dall'altra parte del cortile, altre volte cammina sopra un cadavere e non reagisce. I pattern di pattugliamento sono rigidi e dopo un paio di tentativi si memorizzano tutti, togliendo tensione alla stealth.

Le sezioni di guida sono troppo guidate. Il fascino dei carretti d'epoca si perde quando capisci che non c'è vera esplorazione. I percorsi sono binari, le deviazioni limitate. Manca quella sensazione di libertà che anche il primo Mafia, con tutti i suoi limiti, riusciva a dare nei trasferimenti tra missioni. La Sicilia meritava di essere esplorata con più libertà, invece resta solo uno sfondo da ammirare durante gli spostamenti obbligati.

A chi è consigliato

A chi ama le storie di mafia raccontate con cura, a chi gioca per la narrazione e l'atmosfera più che per il gameplay. Se il primo Mafia è il tuo gioco preferito e sognavi un ritorno alle radici, questo è quello che cercavi. Se invece cerchi un open world da esplorare e missioni secondarie in abbondanza, meglio guardare altrove. È un'esperienza di nicchia, per appassionati del genere. Mafia: The Old Country è il prequel che i fan aspettavano, un ritorno alle radici che Hangar 13 ha costruito con passione.

Pro

  • Storia solida e ben raccontata
  • Doppiaggio italiano con accenti siciliani curatissimi
  • Direzione artistica della Sicilia superba
  • Duelli alla coltello tesissimi e memorabili
  • Armi d'epoca con feedback eccellente
  • Prezzo accessibile (49,99 euro)

Contro

  • IA altalenante e poco credibile
  • Stealth frustrante con fallimento istantaneo
  • Sezioni di guida troppo guidate e lineari
  • Performance instabili su console
  • Longevità limitata (10-15 ore)
  • Poche opzioni di accessibilità
Elemento Dettaglio
Piattaforme PS5, Xbox Series X/S, PC
Data uscita 8 agosto 2025
Prezzo 49,99 euro
Durata storia 10-15 ore
Durata completista 12-16 ore
Metacritic 77
Lingua italiana Sì (doppiaggio completo)
Game Pass No

FAQ

Mafia: The Old Country è un open world? No. Hangar 13 ha scelto una struttura lineare senza mappa liberamente esplorabile. Le sezioni di guida collegano le missioni senza libertà di esplorazione.

Quanto dura la storia principale? Tra le 10 e le 15 ore, a seconda dei tentativi nelle sezioni stealth e della difficoltà scelta.

È un prequel? Serve aver giocato i precedenti? Sì, è un prequel ambientato prima del primo Mafia. Si può giocare senza conoscere la serie, ma i fan troveranno collegamenti.

Il doppiaggio italiano è di qualità? È uno dei punti di forza del gioco. Le voci hanno accenti siciliani curati e credibili.

Vale il prezzo di 49,99 euro? Se cerchi una storia lineare curata con atmosfera incredibile, sì. Se il rapporto ore-prezzo è fondamentale, potresti restare deluso.

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