Recensione Black Myth: Wukong (2024): azione mitologica tra epicità e tecnica
Recensione di Black Myth Wukong, l'action RPG di Game Science: boss memorabili, comparto tecnico stellare, ma level design incerto. Un debutto ambizioso tra luci e ombre.
Matteo Ricci
Editorial Columnist
Recensione Black Myth: Wukong (2024): azione mitologica tra epicità e tecnica
Quando Game Science mostrò i primi trailer di Black Myth: Wukong, Internet andò in tilt. Un action RPG cinese con l'Unreal Engine 5, animali mitologici e un combat system frenetico. Facile farsi prendere dall'hype. Più difficile, invece, restare con i piedi per terra e giudicare il prodotto finito senza lasciarsi abbagliare dalla confezione.
Ora che il gioco è nelle mani di tutti, possiamo dirlo. Black Myth: Wukong è un'opera prima tanto impressionante quanto imperfetta. Ha momenti di puro spettacolo e altri in cui ti chiedi cosa stessero pensando gli sviluppatori. La domanda giusta è: vale il prezzo del biglietto? La risposta, come spesso accade, dipende da cosa cercate.
Gameplay loop e meccaniche principali
Il cuore dell'esperienza è il combattimento. Impugnate un bastone, punto. Niente spade, niente asce, niente armature alternative. Quello che cambia è come lo usate. Il sistema si basa su tre posizioni del bastone (schivata, spezzata, pillola) che modificano il moveset e i tempi di attacco. A queste si aggiungono magie, trasformazioni e abilità speciali sbloccabili man mano che si avanza.
Il loop è soulslike nello spirito ma non nella lettera. Ci sono i santuari per riposarsi e resettare i nemici, una borraccia per curarsi e boss che vi faranno sudare. Ma manca la perdita di risorse alla morte e la gestione della stamina è molto più permissiva. L'enfasi è sull'offensiva, non sulla difesa. Schivare è fondamentale, ma il vero segreto sta nel mixare abilità e trasformazioni per creare combo devastanti.
Le trasformazioni meritano un discorso a parte. Potete tramutarvi in creature sconfitte in precedenza o attivare forme potenziate del Re Scimmia. Ognuna ha un moveset unico e una barra della vita separata. Usarle al momento giusto può ribaltare uno scontro impossibile. Il problema? L'interfaccia per gestirle non è delle più intuitive e nei momenti concitati si rischia di attivare l'abilità sbagliata.
L'albero delle abilità è ampio ma lineare. Si sbloccano potenziamenti per le posizioni del bastone, nuove magie e bonus passivi. I punti esperienza si accumulano abbastanza velocemente da permettere di sperimentare build diverse, ma la redistribuzione completa è possibile solo in fasi avanzate. Non aspettatevi la profondità di un vero RPG: qui le statistiche contano meno della capacità di leggere i movimenti del nemico.
I boss sono il piatto forte. Ce ne sono decine, con pattern di attacco variegati e un design visivo da lasciare a bocca aperta. Alcuni sono memorabili, altri semplicemente frustranti. Le hitbox, purtroppo, non sono sempre precise: capita di vedere un attacco che visivamente non vi tocca ma che invece vi falcia la salute, e viceversa.
Comparto tecnico e performance
Su PC con una configurazione medio-alta, Black Myth: Wukong è uno dei giochi più belli mai visti. I modelli dei personaggi sono dettagliatissimi, gli effetti particellari sono ovunque, e la sensazione di trovarsi dentro un dipinto in movimento è costante. Su PS5, però, la situazione è più complessa.
La modalità Performance punta ai 60 fps ma non li mantiene sempre. Ci sono cali nei momenti più concitati, e la risoluzione dinamica si nota. La modalità Qualità è più stabile sui 30 fps ma perde il senso di fluidità che un action come questo richiederebbe. Ho avuto un paio di crash in circa quaranta ore di gioco, nulla di grave. I caricamenti sono rapidi grazie all'SSD.
Un dettaglio che infastidisce è il blocco della telecamera quando aprite forzieri o passate attraverso certi varchi stretti. È una scelta stilistica che nei momenti sbagliati diventa un problema, perché vi toglie la visuale proprio mentre un nemico vi carica.
Direzione artistica e audio
Qui si tocca l'eccellenza. Le ambientazioni spaziano da foreste incantate a templi cinesi, passando per pianure innevate e grotta scavate nella roccia. Ogni capitolo ha una personalità visiva forte e i filmati tra un livello e l'altro sono cortometraggi animati di qualità incredibile. Il capitolo 3, con la sua pianura innevata quasi open world, è un esempio perfetto di ciò che questo gioco sa fare quando azzecca la scala.
La colonna sonora è epica senza essere invadente, e il doppiaggio in cinese mandarino è una scelta coraggiosa che paga. Dà autenticità a un'ambientazione già di per sé affascinante.
Contenuti, longevità e rigiocabilità
La campagna principale vi porterà via circa 30-40 ore. Se volete vedere tutto, compresi i boss segreti e le aree nascoste, salite tranquillamente a 50-60 ore. La varietà dei nemici è sorprendente: ci sono dozzine di tipologie diverse, con un riciclo quasi nullo. I boss secondari sono tantissimi, forse troppi. In alcune zone capita di affrontarne tre o quattro di fila, e il ritmo ne risente.
C'è un New Game Plus che mantiene le abilità sbloccate e aggiunge qualche sfida in più, ma non aspettatevi contenuti endgame particolarmente elaborati.
Accessibilità, localizzazione e quality of life
I menu sono puliti e chiari. La localizzazione in italiano è presente per testi e menu, mentre il doppiaggio è solo in cinese e inglese. Peccato, perché una lingua in più avrebbe aiutato l'immersione. Le opzioni di accessibilità sono quelle essenziali: dimensioni dei sottotitoli, controllo della sensibilità, rimappatura dei tasti. Niente di trascendentale.
La gestione dell'inventario è un po' macchinosa e l'assenza di una mappa dettagliata in alcune aree può disorientare, soprattutto nel capitolo 2 dove la vegetazione e la palette cromatica rendono difficile orientarsi. Si migliora con l'esperienza, ma i primi giri a vuoto sono inevitabili.
Curiosità positiva: ogni capitolo si conclude con un video musicale realizzato in stili completamente diversi, dall'animazione tradizionale cinese al claymation. Sono piccole gemme che spezzano il ritmo e aggiungono personalità a un gioco che già ne ha da vendere. Peccato che non siano skippabili, perché al secondo tentativo contro un boss diventano un ostacolo.
Limiti reali
Il maggiore problema di Black Myth: Wukong è il level design. Le mappe sono visivamente spettacolari ma spesso vuote o lineari. Ci sono muri invisibili ovunque, e l'esplorazione non è quasi mai premiata come si vorrebbe. Il capitolo 3 soffre di una dispersività che sembra voler nascondere la mancanza di contenuti interessanti tra un boss e l'altro. In pratica, il gioco è al suo meglio quando combatte e al suo peggio quando cammina.
Le hitbox incerte e alcuni boss con pattern di attacco poco leggibili completano il quadro. Non è un gioco rotto, ma si sente l'inesperienza del team su alcuni aspetti fondamentali del game design.
A chi è consigliato
Se cercate un action RPG spettacolare, con combattimenti frenetici e un'ambientazione mitologica che non sfrutta i soliti cliché occidentali, Black Myth: Wukong fa per voi. Se invece siete giocatori abituati ai soulslike più rifiniti e non tollerate imperfezioni tecniche o di level design, potrebbe farvi innervosire più del dovuto.
Agli amanti del Re Scimmia e del Romanzo di Viaggio in Occidente: è un sogno che diventa realtà.
Pro
- Boss fight spettacolari e creative
- Comparto tecnico e artistico di altissimo livello
- Sistema di combattimento profondo e vario
- Varietà mostruosa di nemici
- Colonna sonora e doppiaggio cinese eccellenti
Contro
- Level design spesso confuso e lineare
- Hitbox imprecise
- Performance altalenanti su PS5
- Assenza di mappa dettagliata
- Blocchi telecamera fastidiosi in alcune situazioni
| Caratteristica | Dettaglio |
|---|---|
| Sviluppatore | Game Science |
| Piattaforme | PC, PS5, Xbox Series X/S |
| Data uscita | 20 agosto 2024 |
| Durata | 35-40 ore (campagna), 50-60 ore (completista) |
| Prezzo | 69,99 euro |
| Lingua | Testi in italiano, doppiaggio cinese/inglese |
| Modalità | Singolo giocatore |
Conclusione
Black Myth: Wukong è un debutto straordinario ma non perfetto. Game Science ha confezionato un action RPG con alcuni dei boss migliori mai visti e un comparto tecnico da blockbuster, ma ha anche mostrato i limiti di un team alla prima esperienza su un progetto di queste dimensioni. Il level design è incostante, le hitbox ballano e su console le performance non sono sempre all'altezza della qualità visiva. Eppure, quando tutto funziona, il gioco regala momenti di puro spettacolo che pochi altri titoli sanno offrire. Non è un capolavoro, ma è un inizio promettentissimo.
FAQ
Quanto dura Black Myth: Wukong? La campagna principale dura tra le 35 e le 40 ore. Per il completamento al 100%, incluse aree segrete e boss opzionali, si arriva a 50-60 ore.
È un soulslike? Ha elementi dei soulslike (santuari, barra della stamina, boss difficili) ma è più action che souls. La morte non comporta perdita di risorse e il ritmo di gioco è più veloce.
Su PS5 gira bene? La modalità Performance ha cali di frame rate nei momenti concitati. La modalità Qualità è più stabile ma a 30 fps. Si gioca, ma non aspettatevi una fluidità perfetta.
Ci sono microtransazioni? No. Nessuna microtransazione.
Ha una mappa? No, non c'è una mappa dettagliata. Solo un indicatore di direzione. Può disorientare in alcune aree.
Serve conoscere il romanzo Viaggio in Occidente? No, la storia è autonoma e spiegata bene. Ma se conoscete il materiale originale, apprezzerete di più i riferimenti.