Recensione Final Fantasy VII Rebirth (2024): mondo aperto e cuore classico
Recensione di Final Fantasy VII Rebirth per PS5: Square Enix espande il capolavoro del 1997 con un open world spettacolare, combat system eccellente e tantissime attività. Un JRPG da oltre 80 ore.
Matteo Ricci
Editorial Columnist
Recensione Final Fantasy VII Rebirth (2024): mondo aperto e cuore classico
Quando Square Enix annunciò che Final Fantasy VII sarebbe stato rifatto in tre parti, molti storcendo il naso. Un classico senza tempo smembrato in episodi da vendere a prezzo pieno. Poi arrivò Remake nel 2020, e buona parte dello scetticismo svanì. Era ambizioso, bello, profondo. Ora arriva Rebirth, il secondo capitolo, e la domanda è una sola: riesce a mantenere la promessa?
La risposta è sì, ma non senza qualche scivolone. Rebirth è enorme, bello da togliere il fiato, pieno di cose da fare. È anche un gioco che a volte si perde nel suo stesso entusiasmo, riempiendosi di mini-giochi e attività secondarie fino a far perdere di vista la trama principale. Ma quando tutto funziona, è difficile pensare a un JRPG migliore.
Gameplay loop e meccaniche principali
La prima differenza che salta all'occhio rispetto a Remake è la struttura. Finita Midgar, si apre il mondo. Ogni regione è un mini open world con attività da completare, torri da attivare, santuari da trovare e rapporti da aggiornare. Se avete giocato a qualsiasi open world moderno, riconoscerete lo schema. La differenza è che Square Enix ha riempito queste aree con una qualità superiore alla media.
I Chocobo sono tornati e sono il mezzo principale per esplorare. Ogni regione ha un tipo diverso di Chocobo con abilità uniche: scalare pareti, planare, annusare tesori. Non sono semplici cavalcature, sono parte integrante del level design. Poi ci sono i mini-giochi. E quanti sono. Queen's Blood, il gioco di carte, è talmente profondo da valere da solo il prezzo del biglietto. Le gare di Chocobo, il combattimento 3D, la corsa in moto, il segway a Costa del Sol. Alcuni sono divertenti, altri sembrano messi lì solo per allungare il brodo. Ma è impossibile negare la varietà: c'è sempre qualcosa di nuovo da provare, e questo mantiene alta l'attenzione anche dopo decine di ore.
Le missioni secondarie di ogni regione seguono uno schema simile: attivare torri, completare cacce, aiutare Chadley con le sue ricerche. La struttura è familiare a chiunque abbia giocato a qualsiasi open world moderno, ma Square Enix ha il merito di averla riempita con dialoghi ben scritti e ricompense che valgono lo sforzo. Non siamo agli estremi qualitativi di The Witcher 3, ma ci andiamo vicini.
Il sistema di combattimento è l'evoluzione di quello di Remake. Action ibrido a turni, con la barra ATB che si carica con gli attacchi base e permette di usare magie, abilità e oggetti in pausa strategica. Le novità sono le abilità sinergiche: attacchi combinati tra due personaggi che fanno danni devastanti. Gestire il party di quattro (ma in battaglia se ne usano tre) e capire quando attivare le sinergie è la chiave per i boss più difficili. La telecamera, purtroppo, rimane un problema. Nelle arene più affollate si fa fatica a capire cosa sta succedendo.
Comparto tecnico e performance
Rebirth è bellissimo. I modelli dei personaggi sono quasi fotorealistici, le ambientazioni sono vaste e dettagliate, le cutscene sono spettacolari. Il problema è tecnico. La modalità Performance punta ai 60 fps ma non ci arriva quasi mai, oscillando tra 45 e 55. La modalità Grafica tiene i 30 ma con qualche calo. In entrambi i casi, c'è pop-in evidente: texture che caricano a pochi metri dal giocatore, ombre che compaiono all'improvviso.
Non è un gioco rotto, ma per essere un'esclusiva PS5 ci si aspetterebbe un'ottimizzazione migliore. Il confronto con Astro Bot, per dire, è impietoso. Su PC al momento non è disponibile, quindi su console dovete fare i conti con questi compromessi.
Direzione artistica e audio
Qui si tocca l'eccellenza assoluta. Square Enix ha ricreato il mondo di Final Fantasy VII con una fedeltà e una cura maniacale. Passeggiare per Junon, esplorare Cosmo Canyon, visitare il Gold Saucer. Ogni luogo è una gioia per gli occhi e un pugno al cuore dei nostalgici.
La colonna sonora riprende i temi originali di Nobuo Uematsu, riarrangiati e orchestrali. Alcuni brani vi faranno venire la pelle d'oca. Il doppiaggio è disponibile in inglese e giapponese, entrambi di altissimo livello. I testi in italiano sono presenti.
Contenuti, longevità e rigiocabilità
Rebirth è mastodontico. La sola campagna principale dura 40-50 ore. Per fare tutto, comprese le missioni secondarie, i mini-giochi e la caccia agli Esper, si superano le 80-100 ore. Non tutto questo tempo è qualitativamente uguale. Alcune attività secondarie sono ripetitive (le torri, le cacce) e il gioco vi distrae continuamente con nuovi mini-giochi anche nei momenti più tesi della trama.
C'è un New Game Plus con difficoltà Hard sbloccabile, che modifica alcune regole del combattimento e vale la pena per chi cerca sfida. Non è solo un rifacimento con nemici più forti: cambiano le meccaniche di alcuni scontri e l'IA nemica è più aggressiva. I personaggi giocabili sono sette, ognuno con stili unici, e c'è un buon incentivo a sperimentare. Tifa è veloce e corpo a corpo, Barret è il tank a distanza, Aerith la maga pura, Yuffie è agile con il suo rampino. Le abilità sinergiche cambiano a seconda delle coppie, e trovare le combinazioni migliori per ogni boss è metà del divertimento. La personalizzazione delle Materie, tornata più ricca che mai, permette di adattare ogni personaggio a qualsiasi situazione.
Accessibilità, localizzazione e quality of life
tutti i testi sono tradotti in italiano, i sottotitoli sono chiari e ben sincronizzati. Le opzioni di accessibilità includono riduzione del tremore della telecamera, segnalatori visivi per i collezionabili e la possibilità di semplificare la mira automatica. Il sistema di viaggio rapido è funzionale ma non ovunque, e l'assenza di un sistema di Gambit (come in FF XII) per l'IA dei compagni si fa sentire nelle battaglie più complesse.
Limiti reali
Il problema principale di Rebirth è il ritmo. La trama originale di Final Fantasy VII era già più lenta nella parte centrale, ma qui Square Enix ha aggiunto cosi tante attività che a volte ci si dimentica di star inseguendo Sephiroth. I continui mini-giochi interrompono il flusso narrativo. Alcuni sono divertenti, altri sembrano obbligatori e spezzano la tensione.
La gestione della telecamera in combattimento resta deficitaria. La confusione visiva quando ci sono più personaggi e nemici a schermo è troppa. E poi c'è il finale, sul quale non spoilererò nulla. Ma la direzione che prende la storia lascia perplessi, proprio come era successo con Remake. I cambiamenti alla trama originale sono rischiosi e non tutti funzionano.
A chi è consigliato
Se avete amato Remake e volete vedere dove porta il viaggio, è obbligatorio. Se siete fan del Final Fantasy VII originale, preparatevi a un'espansione monumentale, ma anche a cambiamenti che potrebbero non piacervi. Se non avete mai giocato nulla della serie, non iniziate da qui. Recuperate Remake prima, perché Rebirth parte esattamente da dove quello finiva.
Gli amanti dei JRPG con centinaia di ore di contenuti troveranno pane per i loro denti. Chi cerca un'esperienza più snella potrebbe sentirsi sopraffatto.
Pro
- Sistema di combattimento eccellente e profondo
- Quantità di contenuti enorme (80+ ore)
- Direzione artistica e colonna sonora da capogiro
- Personaggi ben caratterizzati
- Queen's Blood è un gioco nel gioco
Contro
- Performance tecniche non sempre stabili
- Ritmo narrativo interrotto da troppe attività
- Finale controverso che divide
- Pop-in e texture a bassa risoluzione evidenti
- Telecamera confusionaria in battaglia
| Caratteristica | Dettaglio |
|---|---|
| Sviluppatore | Square Enix |
| Piattaforme | PS5 |
| Data uscita | 29 febbraio 2024 |
| Durata | 40-50 ore (campagna), 80-100 ore (completista) |
| Prezzo | 79,99 euro |
| Lingua | Testi in italiano, doppiaggio inglese/giapponese |
| Modalità | Singolo giocatore |
Conclusione
Final Fantasy VII Rebirth è un monumento al JRPG. È gigantesco, bello, profondo e pieno di cuore. Square Enix ha tradotto la magia del viaggio nel mondo del '97 in un open moderno, colmando ogni spazio con attività e dettagli. Peccato che a volte l'eccesso di contenuti appesantisca il ritmo, e che il comparto tecnico non sia all'altezza del comparto artistico. Resta un'esperienza imperdibile per chi ama il genere, ma non è il capolavoro senza macchie che alcuni speravano. L'attesa per il terzo capitolo si fa già sentire.
FAQ
Quanto dura Final Fantasy VII Rebirth? La storia principale dura 40-50 ore. Per il completamento al 100% servono 80-100 ore.
Devo aver giocato a Remake? Assolutamente sì. Rebirth è la diretta continuazione e la trama non vi sarà chiara senza il primo capitolo.
Ha una mappa? Sì, ogni regione ha una mappa dettagliata con indicatori di attività, tesori e punti di interesse.
Su PS5 gira bene? Non sempre. La modalità Performance ha cali di fps e pop-in evidente. La modalità Grafica è più stabile ma a 30 fps.
Ci sono microtransazioni? No. Nessuna microtransazione.
Si può giocare senza conoscere l'originale del 1997? Sì, Rebirth è pensato per essere accessibile anche a chi non ha giocato l'originale. Ma perdete il confronto con il passato.
Queen's Blood è obbligatorio? No, ma è uno dei migliori mini-giochi mai visti in un JRPG. Vale la pena impararlo.