Recensione Rise of the Ronin (2024): samurai senza padrone a Team Ninja
Rise of the Ronin è l'esclusiva PS5 di Team Ninja che porta il combat system di Nioh in un open world. Gameplay eccellente, ma il comparto tecnico fa acqua. La recensione.
Matteo Ricci
Editorial Columnist
Recensione Rise of the Ronin (2024): samurai senza padrone a Team Ninja
Team Ninja ha un curriculum di tutto rispetto: Nioh, Nioh 2, Wo Long: Fallen Dynasty. Action RPG con combattimenti profondi, difficolta sostenuta e una componente ruolistica stratificata. Con Rise of the Ronin, il team giapponese ha deciso di fare il salto nell'open world, regalandoci un'esclusiva PS5 che prometteva di unire il meglio di Nioh con la libertà di Ghost of Tsushima. Il risultato è un gioco spaccato in due: da una parte un combat system magnifico e una ricostruzione storica appassionante, dall'altra un comparto tecnico imbarazzante per una console di questa generazione.
Giappone, 1868: la fine di un'era
La storia di Rise of the Ronin è probabilmente la componente meglio riuscita. Siamo nel Giappone del Bakumatsu, periodo di transizione tra lo shogunato Tokugawa e la Restaurazione Meiji. Il giocatore veste i panni di un ronin creato da zero, coinvolto in un conflitto tra tre fazioni: gli shogunati fedeli allo shogun, la coalizione imperialista che vuole riportare il potere all'imperatore, e le potenze occidentali che premono per aprire i confini.
Il gioco non si tira indietro nel mostrare eventi storici reali e personaggi come Ryoma Sakamoto, Yoshinobu Tokugawa e Matthew Perry. La narrazione è ben costruita, il doppiaggio (inglese e giapponese, con testi italiani) rende giustizia ai dialoghi, e le scelte morali influenzano l'andamento degli eventi. Peccato che alcune missioni secondarie siano scritte con superficialità e interrompano il ritmo narrativo.
Il combat system che salva tutto
Se c'è un motivo per giocare Rise of the Ronin, è il combattimento. Team Ninja ha distillato anni di esperienza in un sistema che mescola parate alla Sekiro, stance multiple alla Nioh e una vasta selezione di armi: katana, spade pesanti, lance, naginata, ma anche pistole, fucili e persino il rampino.
Il sistema di parry è generoso ma richiede tempismo, la schivata è reattiva, e ogni arma ha mosse speciali sbloccabili. Le stance (ci sono quattro stili di combattimento) si alternano al volo per adattarsi ai nemici. I boss sono il meglio del gioco: sfide che richiedono concentrazione, studio dei pattern e una gestione oculata delle risorse. Peccato che l'intelligenza artificiale dei nemici comuni sia molto meno ispirata. I soldati attendono il loro turno, reagiscono lentamente e raramente mettono in difficolta un giocatore esperto.
Open world: tanta roba, poca sostanza
L'open world di Rise of the Ronin è un paradosso. È enorme, ricco di attività e storicamente accurato. Ci sono città, villaggi, templi, fortezze, campagne, tutto ricostruito con attenzione. Ma l'esplorazione è ripetitiva: libera avamposti, uccidi latitanti, trova gatti da accarezzare, scala torri per sbloccare la mappa. Sembra un Assassin's Creed del 2012, non un'esclusiva PS5 del 2024.
Ci sono anche elementi di crafting, gestione dei rapporti con gli alleati, un sistema di fama e un aliante per spostarsi rapidamente. L'aliante è divertente ma rompe l'immersione storica. Nel complesso, l'open world sembra messo li perché "si deve fare", non perché serva al gioco. Team Ninja è la prima volta che ci prova, e si sente.
Comparto tecnico: il punto dolente
Qui arriviamo al problema piu grande. Rise of the Ronin è, oggettivamente, un gioco brutto per gli standard PS5. Texture in bassa risoluzione, modelli poligonali datati, pop-in continuo, animazioni facciali imbarazzanti e un frame rate che in modalità Prestazioni fatica a tenere i 60 fps, con cali e stuttering nelle aree piu aperte.
La modalità Qualità offre 30 fps piu stabili ma la risoluzione non compensa la poca cura nei dettagli. La modalità Ray Tracing (sì, esiste) è quasi ingiocabile. Per fare un confronto, Ghost of Tsushima su PS4 girava meglio. È difficile da digerire per un'esclusiva first party Sony.
Le musiche e il sound design, per fortuna, sono di buon livello. I brani tradizionali giapponesi si alternano a composizioni orchestrali moderne, e l'atmosfera sonora è curata. Se giochi in cuffia, l'esperienza migliora sensibilmente.
Il sistema di progressione: alberi, armi e personaggi
Il sistema di potenziamento di Rise of the Ronin è stratificato come ci si aspetta da Team Ninja. Ogni arma ha una maestria separata, ogni stile di combattimento va sbloccato e potenziato, e i punti statistica si investono in quattro rami principali: forza, destrezza, costituzione e spirito. La personalizzazione è profonda, forse persino eccessiva per un gioco action. Si puo passare un'ora a menu a ottimizzare l'equipaggiamento, e per chi ama la teoria avrà pane per i suoi denti.
C'è anche un sistema di legame con gli alleati, che funziona come una versione semplificata dei Social Link di Persona: passare tempo con i personaggi, completare le loro missioni personali e fare scelte che li favoriscono sblocca abilita e ricompense. L'idea è buona, ma nella pratica le missioni personali sono poche e poco approfondite. Il sistema di Karma, invece, si accumula con le azioni in combattimento e permette di sbloccare potenziamenti passivi permanenti. Un sistema pulito che premia il gioco attivo.
Longevità e rigiocabilità
La campagna principale dura circa 30 ore. Facendo tutte le missioni secondarie e le attività opzionali si arriva a 60-70 ore. C'è un New Game Plus e un livello di difficoltà superiore sbloccabile. La rigiocabilità è alta grazie alle scelte morali, ai finali multipli e al sistema di creazione del personaggio, che permette di specializzarsi in armi e stili diversi.
Il multiplayer cooperativo è presente: si possono chiamare altri giocatori per affrontare missioni specifiche. Non è trasformativo ma funziona.
Pro e Contro
Pro - Combat system profondo e appagante - Ricostruzione storica curata del periodo Bakumatsu - Buona varietà di armi e stili - Trama principale coinvolgente - Finali multipli e scelte significative
Contro - Comparto tecnico insufficiente per PS5 - Open world ripetitivo e datato - IA nemica altalenante - Doppiaggio italiano mediocre - Texture pop-in e cali di frame rate
Tabella riepilogativa
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Sviluppatore | Team Ninja |
| Piattaforme | PS5 |
| Data uscita | 22 marzo 2024 |
| Durata | 30 ore (storia), 60-70 ore (completista) |
| Prezzo | 79,99€ |
| Lingua italiana | Testi e doppiaggio |
| Multiplayer | Cooperativo |
| Modalità grafiche | Prestazioni, Qualità, Ray Tracing |
A chi è consigliato
Rise of the Ronin è un gioco per chi ama il combat system di Team Ninja e non si ferma davanti a un comparto tecnico discutibile. Se siete fan di Nioh, Wo Long o dei giochi d'azione con parry e stance, lo apprezzerete. Se invece cercate una produzione visivamente all'altezza di PS5, meglio orientarsi su Ghost of Tsushima Director's Cut o su Stellar Blade.
La personalizzazione del personaggio
Uno degli aspetti che Team Ninja ha sempre curato è la creazione del personaggio, e Rise of the Ronin non fa eccezione. L'editor iniziale è completo: sesso, corporatura, lineamenti, acconciatura, colore degli occhi, trucco, cicatrici. Durante il gioco si possono cambiare acconciatura e trucco presso i vari negozi, e le armature sono tutte visibili sul modello.
Il sistema di equipaggiamento è vastissimo: armature leggere, medie e pesanti, ognuna con statistiche e bonus diversi. Le armi si dividono in categorie (katana, spada lunga, lancia, martello, naginata, ecc.) e all'interno di ogni categoria ci sono varianti con moveset leggermente diversi. Per i collezionisti, c'è un sistema di personalizzazione estetica che permette di cambiare l'aspetto dell'armatura mantenendo le statistiche di un altro pezzo. Una piccola ma gradita qualità della vita.
L'impatto del setting storico
Rise of the Ronin merita un plauso per la ricostruzione storica. Il Giappone del Bakumatsu è un periodo poco esplorato nei videogiochi mainstream, e Team Ninja lo tratta con rispetto e attenzione. Le città di Yokohama, Kyoto ed Edo sono riconoscibili, i costumi e le architetture sono accurati, e personaggi storici come Ryoma Sakamoto, Kaishu Katsu e Yoshinobu Tokugawa hanno un ruolo attivo nella trama. Per gli appassionati di storia giapponese, è un viaggio affascinante. Le missioni secondarie legate agli eventi storici sono tra le migliori del gioco, e le scelte morali hanno un impatto tangibile sul mondo di gioco e sui personaggi che sopravvivono fino alla fine.
Conclusione
Rise of the Ronin è un titolo che divide. Ha un combat system da manuale, una storia affascinante e un'ambientazione che pochi giochi hanno trattato con questo dettaglio. Ma è anche un gioco tecnicamente arretrato, con un open world che non aggiunge nulla al genere e un'IA che non rende giustizia alla complessità del sistema di combattimento. La sensazione è quella di un'esperienza incompiuta, come se Team Ninja avesse avuto le idee giuste ma non il tempo o le risorse per realizzarle fino in fondo. Se siete appassionati del genere, lo giocherete e vi divertirete. Ma non aspettatevi il capolavoro che una collaborazione tra Sony e Team Ninja avrebbe dovuto essere.
FAQ
Rise of the Ronin è un soulslike? No. Ha elementi di difficolta e gestione delle risorse, ma è un action RPG open world con checkpoint generosi e nemici meno punitivi.
Quanto dura Rise of the Ronin? Circa 30 ore per la sola storia principale. Supera le 60 ore per il 100%.
Ha il doppiaggio in italiano? Sì, ma è di qualita altalenante. Consigliata la lingua originale giapponese con sottotitoli.
Il multiplayer come funziona? Cooperativo tramite richiesta di aiuto. Si possono affrontare missioni specifiche con altri giocatori.
Vale i 79,99€? Difficile da giustificare a prezzo pieno visto il comparto tecnico. Consigliato in sconto o usato.