Recensione Gris (2018): un dipinto in movimento
Gris di Nomada Studio è un art game che emoziona attraverso colori, musica e animazione. Un viaggio emotivo senza parole di una bellezza rara.
Matteo Ricci
Editorial Columnist
Recensione Gris (2018): un dipinto in movimento
Ogni tanto arriva un gioco che non si gioca solo con le mani ma con il cuore. Gris è uno di questi. Sviluppato da Nomada Studio e pubblicato da Devolver Digital, Gris è un art game che racconta una storia di perdita e rinascita attraverso colori, musica e animazione. Senza parole. Senza testi. Solo pura espressione artistica.
Non è un gioco nel senso tradizionale del termine. È un'esperienza.
Meccaniche di gioco
Gris è un platform 2D con elementi di risoluzione di puzzle leggeri. La protagonista, una giovane ragazza, perde la voce e il mondo perde colore. Mentre avanzate, recuperate abilità che riportano colore al mondo.
Le abilità sono poche ma significative. Un vestito che si trasforma in peso per rompere piattaforme. Un salto doppio che diventa triplo. Un planare che permette di attraversare distanze maggiori. Ogni abilità è integrata nella narrazione visiva.
I puzzle non sono difficili. Non sono pensati per mettervi alla prova. Sono pensati per accompagnarvi nel viaggio, per dare ritmo all'esperienza senza mai frustrarvi.
Direzione artistica
La direzione artistica è il cuore di Gris. Ogni frame è un dipinto. I colori pastello si fondono con acquerelli e tratti di carboncino. Le animazioni sono fluide e piene di grazia.
Il mondo di Gris passa attraverso cinque fasi di colore. Ogni fase rappresenta una fase del lutto: negazione, rabbia, contrattazione, depressione, accettazione. Il grigio iniziale lascia spazio al rosso, al verde, al blu e al giallo.
La colonna sonora di Berlinist è struggente. Ogni traccia si adatta perfettamente al momento emotivo. La musica non è accompagnamento. È parte della narrazione.
Longevità
Gris dura circa 3-4 ore. È volutamente breve. Non ci sono riempitivi, non ci sono missioni secondarie. Ogni minuto è curato e significativo.
Pro e Contro
Pro: - Direzione artistica mozzafiato - Colonna sonora emozionante - Animazioni fluide e graziose - Perfetta nel suo ritmo - Esperienza emotiva unica
Contro: - Molto breve (3-4 ore) - Poca sfida nei puzzle - Poco gameplay oltre platform base - Prezzo pieno per poche ore
Tabella comparativa
| Elemento | Gris | Journey | Inside |
|---|---|---|---|
| Durata | 3-4 ore | 2-3 ore | 3-4 ore |
| Stile visivo | Acquerello | Deserto | Oscuro |
| Parole | Assenti | Assenti | Assenti |
| Gameplay | Platform leggero | Volo/esplorazione | Puzzle/platform |
FAQ
Gris è un gioco o un'esperienza? È un ibrido. Il gameplay è presente ma l'esperienza emotiva e visiva è il focus principale.
Quanto dura Gris? La storia principale dura 3-4 ore. Non c'è ragione di rigiocarlo dopo il completamento.
Ha una trama? Sì, una storia di perdita e rinascita raccontata interamente attraverso immagini e musica.
Vale il prezzo pieno? Se apprezzate l'arte nei videogiochi, sì. Se cercate ore di gameplay, forse no.
Supporta più lingue? Non ci sono dialoghi, quindi nessuna barriera linguistica.
Giudizio finale
Gris è un capolavoro artistico. Non è per tutti, ma chi entra nel suo mondo ne esce trasformato. La bellezza visiva, la colonna sonora e l'emozione che trasmette lo rendono un'esperienza unica nel panorama videoludico.
Se amate l'arte, la musica e le storie raccontate con eleganza, Gris è un acquisto obbligato.
Per altri art game, vi consigliamo la Recensione di Journey per un'esperienza simile e la Recensione di Inside per un tono più cupo.