Recensione Anno 1800 (2019): il miglior city builder dell'era industriale
Anno 1800 di Ubisoft Blue Byte è un city builder monumentale. Industria, commercio, colonie e una profondità stratosferica. La recensione completa.
Matteo Ricci
Editorial Columnist
Recensione Anno 1800 (2019): il miglior city builder dell'era industriale
Dopo due incursioni nel futuro con Anno 2070 e Anno 2205, Ubisoft Blue Byte ha riportato la serie Anno alle sue radici storiche. Anno 1800 ci catapulta nella rivoluzione industriale, tra fabbriche fumanti, colonie d'oltremare e catene di produzione più complesse che mai. Il risultato è il city builder più ambizioso e profondo mai realizzato dal team tedesco. Merita il trono del genere?
Tre livelli di complessità
Anno 1800 si gioca su tre piani distinti che si intrecciano in modo magistrale. Il primo è la gestione della città: strade, case, edifici produttivi, servizi. I cittadini hanno bisogni di base e bisogni di lusso. I contadini vogliono pesce e vestiti, gli operai pretendono saponette e birra, gli artigiani desiderano cannocchiali e tappeti. Ogni gradino della scala sociale sblocca nuovi edifici e nuove catene produttive.
Il secondo piano è la logistica. Le materie prime non sono quasi mai tutte disponibili sull'isola di partenza. Bisogna stabilire rotte commerciali tra isole del Vecchio Mondo e del Nuovo Mondo, gestire flotte di navi, bilanciare offerta e domanda. Una rotta sbagliata può far crollare un'intera industria.
Il terzo piano è geopolitico. L'isola non è vuota. Ci sono altri giocatori AI che colonizzano, commerciano e talvolta attaccano. Si può competere pacificamente con il commercio e la diplomazia, oppure costruire una flotta militare e conquistare le isole rivali con la forza.
La modalità multisesione
La novità più importante di Anno 1800 è la gestione simultanea di più mappe. Il Vecchio Mondo (Europa) e il Nuovo Mondo (Sud America) esistono in parallelo. Si passa dall'una all'altra con un click, senza caricamenti. Le risorse del Nuovo Mondo servono per soddisfare i bisogni degli artigiani e degli ingegneri nel Vecchio Mondo.
Con le espansioni si aggiungono l'Artico, con le sue risorse uniche e le meccaniche di riscaldamento, e l'Africa, con le sue catene produttive legate all'acqua e alla gestione dell'irrigazione. Ogni espansione aggiunge decine di ore di contenuti.
Comparto tecnico e qualità della vita
Anno 1800 è tecnicamente eccellente. Le città sono dettagliatissime, le animazioni fluide, l'illuminazione dinamica crea un'atmosfera da diorama vivente. La modalità prima persona permette di camminare tra le strade e osservare i cittadini nelle loro attività quotidiane.
La funzione Sposta edifici è una manna dal cielo. Si può raccogliere qualsiasi edificio e spostarlo gratuitamente in un'altra posizione. Non serve più demolire e ricostruire quando la città cresce. La modalità Progetto permette di piazzare sagome di edifici futuri per pianificare il layout senza spendere risorse.
L'interfaccia è completa ma può intimidire i nuovi arrivati. Il gioco fornisce una campagna tutorial che introduce gradualmente le meccaniche, ma alcuni sistemi come le rotte commerciali e la diplomazia sono lasciati all'esplorazione personale.
Limiti e compromessi
Anno 1800 non è per tutti. La complessità delle catene produttive può diventare opprimente. Tenere traccia di decine di risorse, rotte, necessità della popolazione e minacce esterne richiede una certa tolleranza alla gestione "da foglio elettronico". I momenti di crisi arrivano quando una risorsa finisce, una rotta si blocca e l'intera economia inizia a vacillare.
La guerra non è il focus principale. Il comparto militare è funzionale ma non profondo. Le battaglie navali si risolvono più per numero di navi che per strategia. Chi cerca un gioco di conquista militare dovrebbe guardare altrove.
La longevità è però straordinaria. La sola campagna dura circa quaranta ore. La modalità sandbox è infinita. Con tutti i DLC, Anno 1800 offre oltre trecento ore di contenuti.
Pro e Contro
Pro Profondità economica e produttiva senza eguali nella serie Gestione multisesione fluida e innovativa Qualità grafica e atmosfera eccellenti Quantità di contenuti immensa, specialmente con i DLC Strumenti di pianificazione cittadina eccellenti
Contro Curva di apprendimento ripida per i nuovi giocatori Sistema militare superficiale Richiede molta attenzione ai dettagli e alla gestione
Tabella comparativa: city builder a confronto
| Aspetto | Anno 1800 | Cities Skylines | Tropico 6 |
|---|---|---|---|
| Anno uscita | 2019 | 2015 | 2019 |
| Epoca | Industriale | Moderna | XX secolo |
| Catene produttive | Oltre 100 | Limitate | Medie |
| Multiplayer | Competitivo/Co-op | Solo Workshop | Solo single player |
| DLC | 4 stagioni | Moltissimi | Diversi |
| Prezzo base | 59,99 euro | 39,99 euro | 44,99 euro |
FAQ
Anno 1800 è giocabile senza DLC? Sì, il gioco base è già ricchissimo. I DLC aggiungono sessioni extra (Artico, Africa, Nuovo Mondo), ma non sono necessari per godersi l'esperienza completa.
Quanto dura una partita sandbox? Dipende dagli obiettivi. Una partita per costruire una mega città con tutte le catene produttive può durare dalle cinquanta alle cento ore.
Il gioco è in italiano? Sì, completamente localizzato in italiano con testi e audio.
Quali sono i requisiti minimi? CPU Intel i5-4460 o AMD equivalente, 8 GB di RAM, GPU NVIDIA GTX 670 o AMD R9 270. Consigliati 16 GB di RAM per le città grandi.
Supporta il modding? Sì, Anno 1800 ha un browser di mod integrato e supporto ufficiale per le mod attraverso la piattaforma Anno Union.
Verdetto
Anno 1800 è il punto più alto raggiunto dalla serie e uno dei migliori city builder mai realizzati. La sua complessità è al tempo stesso il suo punto di forza e la sua barriera d'ingresso. Chi cerca un gioco di costruzione cittadina con una profondità economica impressionante e un'ambientazione storica affascinante troverà qui centinaia di ore di divertimento. Chi preferisce esperienze più leggere e immediate potrebbe restare schiacciato dai suoi sistemi interconnessi. Per gli appassionati del genere, è semplicemente imperdibile.