videogiochi 2026-05-29

Recensione Death Stranding 2 (2026): visione, ritmo e stranezza

Recensione di Death Stranding 2 On the Beach nel 2026. Il seguito di Kojima è più grande, più narrativo e più azione del primo. Vale la pena per chi non amava il viaggio puro?

Autore Matteo Ricci

Matteo Ricci

Editorial Columnist

Recensione Death Stranding 2 (2026): visione, ritmo e stranezza

Recensione Death Stranding 2 (2026): visione, ritmo e stranezza

Se hai giocato il primo Death Stranding e lo hai amato, Death Stranding 2: On the Beach sarà probabilmente uno dei tuoi giochi preferiti degli ultimi anni. Se invece avevi abbandonato il primo dopo poche ore di consegne solitarie in paesaggi spogli, il sequel ti offre qualcosa di più, ma non abbastanza da cambiare radicalmente l'equazione.

Sam Porter Bridges torna, ora al servizio di Drawbridge, una nuova organizzazione che opera dove le reti del primo gioco si interrompono. Il mondo è cambiato, le Beach si sono evolute, e la storia si apre subito verso luoghi inaspettati. Qualcosa nella scrittura dei primi due atti funziona molto meglio rispetto al ritmo lento del predecessore: ci sono personaggi più definiti, dialoghi più incisivi, e alcuni momenti cinematografici che tengono alta la tensione molto prima di quanto il primo gioco si decidesse a fare.

Gameplay loop e meccaniche principali

La struttura fondamentale resta quella del primo gioco: prendi un carico, raggiungi una destinazione, costruisci infrastrutture che altri giocatori potranno usare. Il viaggio è ancora la meccanica centrale. Camminare su terreni irregolari, bilanciare il peso, scegliere il percorso migliore, gestire le risorse: tutto questo è ancora presente e ancora il cuore del gioco.

Quello che cambia è la densità attorno a questo nucleo. Il combattimento è significativamente potenziato: il corpo a corpo ha più opzioni, le armi da fuoco sono più responsive, le sequenze di azione in ambienti chiusi reggono molto meglio il confronto con un normale third-person shooter. Non è ancora un gioco pensato per chi vuole sparare, ma non è più nemmeno il gioco dove il combattimento sembrava un ripensamento.

I BT, le creature delle Beach che minacciano il mondo dei vivi, sono più vari e reagiscono in modo diverso a seconda delle condizioni. Alcune zone sono dominate da BT grandi che richiedono approccio tattico, altre hanno BT veloci che inseguono attivamente. La tensione nell'attraversare un'area infestata è tangibile, e sapere quando fuggire e quando combattere è una decisione reale.

Le infrastrutture da costruire sono più elaborate. Puoi installare torri di avvistamento, vie d'acqua, rotaie per monorail e reti di distributori automatici. Il sistema asincrono, le strutture degli altri giocatori compaiono nel tuo mondo, funziona ancora meglio qui perché gli ambienti sono più vari e i punti utili per le costruzioni meno ovvi. Novità importante: il surfboard e i veicoli acquatici cambiano il modo di muoversi su terreni bagnati. Alcune zone sono costruite attorno all'idea di scendere in surf lungo canali allagati, e sono tra i momenti più memorabili del gioco per originalità.

Il nuovo sistema di Buddy Bot permette di inviare droni automatizzati a recuperare carichi o esplorare zone pericolose. Non sostituisce l'esperienza del viaggio diretto, ma offre un'alternativa intelligente per chi vuole ottimizzare i tempi senza rinunciare alla logistica.

Comparto tecnico e performance

Death Stranding 2 è tecnicamente tra le cose più impressionanti che Kojima Productions abbia prodotto. Il Decima Engine usato per il primo gioco qui viene spinto ulteriormente: paesaggi enormi con nebbia volumetrica, transizioni tra stati atmosferici, riflessi nell'acqua stagnante, erba alta che risponde al vento.

La modalità performance a 60 fps è la scelta consigliata per il gameplay puro: il bilanciamento degli oggetti e le decisioni in movimento richiedono fluidità. La modalità qualità vale la pena per esplorare le zone più panoramiche a ritmo lento. Su base PS5 il gioco mantiene un frame rate molto stabile, con cali minimi nelle zone più dense. Su PS5 Pro la modalità performance raggiunge 4K nativi con PSSR, offrendo la migliore esperienza visiva.

Il caricamento dei capitoli e delle aree è rapido, e le transizioni tra esplorazione e cinematiche sono quasi impercettibili. Le scene di intermezzo tecnicamente non si distinguono dal gameplay, e questo crea una coerenza visiva molto efficace.

Piattaforma Frame Rate Risoluzione Prezzo
PS5 60 fps (performance) 1440p-4K 79,99 EUR
PS5 Pro 60 fps 4K nativo con PSSR 79,99 EUR

Direzione artistica e audio

Questa è l'area in cui Death Stranding 2 è difficile da analizzare con criteri normali, perché l'intera logica estetica del gioco è volutamente defamiliarizzante. I paesaggi islandesi del primo gioco erano bellissimi ma freddi. Il sequel introduce ambienti più caldi, più umidi, più colorati: giungla, costa tropicale, deserti dorati, e li contrasta con zone di Beach dal design onirico che mescola oggetti quotidiani con distorsioni geometriche.

Il cast è enorme e include collaborazioni note: Léa Seydoux, Troy Baker, Shioli Kutsuna. La regia delle scene chiave è cinematograficamente matura: alcune sequenze andrebbero semplicemente viste senza aspettative di capire tutto la prima volta.

La colonna sonora torna a usare brani di artisti reali integrati nel gameplay: Low Roar, Woodkid e altri. Quando un brano parte durante una traversata tranquilla o dopo un momento di tensione, l'effetto è ancora molto efficace.

Contenuti, longevità e rigiocabilità

La campagna principale dura circa 50-60 ore a seconda del ritmo e dello stile di gioco adottato, significativamente più lunga del predecessore anche escludendo i contenuti opzionali. Il ritmo dei capitoli è più equilibrato: non ci sono più quelle zone lunghissime e quasi vuote del primo gioco che testavano la pazienza. La distribuzione degli ordini e delle missioni principali è più intelligente.

I contenuti secondari sono numerosi: ordini perduti, missioni speciali, costruzioni ottimali, sfide legate al sistema asincrono. Chi vuole un gioco da 80-100 ore ha materiale sufficiente. Una seconda partita non ha molto senso narrativo, ma diversi giocatori tornano per completare infrastrutture, sbloccare episodi di storia opzionale, o semplicemente esplorare zone trascurate.

La varietà degli ambienti aiuta a mantenere alto l'interesse: si passa dalle giungle del Sudamerica alle coste dell'Australia, dai deserti del Messico alle spiagge tropicali. Ogni macro-area ha un ecosistema di consegne diverso, con nemici specifici e condizioni climatiche uniche che influenzano le rotte. Il sistema di camion e veicoli personalizzabili aggiunge un ulteriore strato di gestione logistica per chi ama ottimizzare ogni aspetto del viaggio.

Accessibilità e localizzazione

L'accessibilità è migliorata rispetto al primo gioco: più opzioni di personalizzazione per la visualizzazione dell'HUD, indicatori chiari per i BT pericolosi, e tutorial più intuitivi nelle prime ore. Il primo Death Stranding poteva essere scoraggiante nei primissimi momenti; qui la curva è più morbida.

La localizzazione italiana include sottotitoli per dialoghi e cinematiche. Il doppiaggio è disponibile in inglese e giapponese, entrambi di alta qualità.

Limiti reali

Il ritmo ha ancora momenti lenti che richiedono accettazione del contratto con il gioco. Chi entra aspettandosi uno shooter o un action puro troverà lunghe sequenze di traversal senza conflitti. Questo non è un difetto in senso stretto, è parte dell'identità del gioco, ma va saputo.

La narrativa del terzo atto tende a sovrapporsi in modo denso, con rivelazioni che arrivano a cascata e che richiedono molta attenzione. In alcune sessioni lunghe può diventare faticoso seguire tutti i fili. I dialoghi on-codec, le chiamate durante il viaggio, sono numerosi e spesso molto lunghi.

A chi è consigliato

Death Stranding 2 è per chi ha apprezzato il primo gioco e vuole più di quella esperienza, ama le produzioni di Kojima Productions per la loro identità visiva e narrativa, trova soddisfazione nel traversal e nella costruzione di infrastrutture, ed è disposto a investire 50-60 ore in qualcosa di volutamente insolito. È meno adatto a chi cerca azione continua o un gameplay più sistematico.

Pro

  • Narrativa più densa e coinvolgente del primo gioco
  • Combattimento significativamente migliorato
  • Comparto tecnico e artistico di livello molto alto
  • Traversal variety maggiore: surf, veicoli acquatici
  • Sistema asincrono ben integrato

Contro

  • Ritmo ancora lento per una parte del pubblico
  • Terzo atto narrativamente denso e a tratti faticoso
  • Dialoghi on-codec molto numerosi
  • Non è pensato per chi cerca azione tradizionale

Conclusione

Death Stranding 2: On the Beach è un miglioramento su ogni dimensione rispetto al primo gioco: più vario, più bello, più ricco narrativamente, e meno intransigente nel ritmo. Non è diventato qualcosa di diverso: resta un gioco di Kojima, con tutto ciò che implica in termini di eccentricità, ambizione e polarizzazione. Se il contratto ti convince, è uno dei giochi più originali e cinematograficamente maturi disponibili su PS5.

FAQ

Serve aver giocato Death Stranding 1 per capire il sequel? È fortemente consigliato. Death Stranding 2 riprende personaggi, eventi e concetti del primo gioco senza riassumerli in modo completo.

Death Stranding 2 è solo su PS5? Al lancio è esclusiva PS5. Una versione PC è stata annunciata per una finestra successiva, come per il primo gioco.

Il gameplay è meno lento del primo Death Stranding? Parzialmente. Il ritmo generale è più equilibrato e ci sono più momenti d'azione. Ma il traversal e la consegna restano il cuore del gioco.

Quanto dura Death Stranding 2? La campagna principale occupa circa 50-60 ore. Con i contenuti opzionali si può arrivare a 80-100 ore.

Il gioco è in italiano? Sì, localizzazione italiana completa per testi e menu. Doppiaggio in inglese e giapponese.

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