videogiochi 2022-03-07

Recensione Path of Exile (2013): l'ARPG che ha sfidato Diablo

Path of Exile di Grinding Gear Games è un hack and slash gratuito con skill gem, un albero passivo immenso e l'endgame dell'Atlas. La recensione.

Autore Matteo Ricci

Matteo Ricci

Editorial Columnist

Recensione Path of Exile (2013): l'ARPG che ha sfidato Diablo

Recensione Path of Exile (2013): l'ARPG che ha sfidato Diablo

Quando Grinding Gear Games, un piccolo studio neozelandese, ha lanciato Path of Exile il 23 ottobre 2013, il mondo degli ARPG era dominato da Diablo III. Blizzard aveva il nome, il budget e la distribuzione. GGG aveva sette persone in ufficio a Auckland e un'idea precisa. Creare il successore spirituale di Diablo II, con tutta la profondità che il terzo capitolo aveva tagliato. Contro ogni pronostico ci sono riusciti, e dopo più di un decennio il gioco continua a ricevere aggiornamenti con cicli di leghe regolari. Path of Exile non è solo un ARPG gratuito. È il caso più netto di come un modello free-to-play onesto possa reggere il confronto con i blockbuster, a patto di accettare una curva di apprendimento che non perdona.

Skill gem, il sistema che cambia tutto

Path of Exile abbandona l'albero delle abilità tradizionale per un sistema unico. Le abilità non sono legate alla classe ma alle gemme, che si inseriscono negli incastri collegati dell'equipaggiamento. Una gemma attiva dà il colpo, le gemme di supporto nella stessa catena lo modificano. Palla di Fuoco con MultiProiettile e Effetto Corrosivo diventa una raffica di sfere che scioglie i gruppi di nemici. Lo stesso incastro cambia completamente se sposti la gemma in un altro oggetto con più collegamenti.

Le gemme si potenziano usandole, e maturano con il personaggio. Questo significa che la build non è una scelta fatta una volta al personaggio, è una costruzione continua che passa dall'equipaggiamento. Trovare un oggetto a sei incastri collegati è l'equivalente di vincere una piccola lotteria, e ristrutturare l'intera build perché hai trovato la base giusta è una delle sensazioni più nette del gioco.

Il costo è la complessità. Centinaia di gemme attive e di supporto, incastri che si collegano in modo diverso a ogni oggetto, e la necessità di capire quali supporti servono davvero. La prima settimana in gioco si passa più tempo a leggere che a combattere, e per i nuovi giocatori seguire una guida non è opzionale, è la differenza tra capire il gioco e abbandonarlo al secondo capitolo della campagna.

L'albero passivo più grande del genere

L'albero delle abilità passive di Path of Exile è leggendario, e non a torto. Oltre 1300 nodi interconnessi su una mappa immensa che ricorda una galassia, con ogni classe che parte da una posizione diversa. I sette personaggi disponibili, Duelista, Brutale, Ranger, Strega, Templare, Ombra e Scion, sono allineati agli attributi di Forza, Destrezza e Intelligenza, con la Scion che copre tutti e tre.

Non ci sono limiti rigidi di classe. Un Brutale può costruire un lanciatore di incantesimi, una Strega può diventare un tank da mischia. La libertà è quasi paralizzante, e questo è sia il punto di forza sia la barriera d'ingresso più alta del genere. Un errore nell'albero passivo non si corregge a costo zero, e i punti di rispetto si pagano cari. I veterani parlano di build come si parla di progetti di ingegneria, e dopo centinaia di ore la pianificazione resta parte del gioco.

Endgame, l'Atlas delle mappe

La campagna dura circa 20-30 ore a seconda del ritmo, dieci capitoli che attraversano l'isola di Wraeclast e oltre. Poi inizia il gioco vero. L'Atlas of Worlds è il sistema endgame, una mappa di mappe sempre più difficili con boss dedicati e alberi di passivi propri che modificano le regole dell'esplorazione.

Ogni lega, la stagione di Path of Exile, dura circa tre mesi e introduce meccaniche nuove. Bestiario, Delirio, Metamorfosi, Archnemesis. Il ciclo è sempre lo stesso. Crea un personaggio, attraversa la campagna, raggiungi l'endgame, ottimizza la build, spingi fino a dove riesci, e alla fine della lega il personaggio viene spostato nella lega standard. Per chi ci prende gusto, il ritorno di ogni lega è un appuntamento fisso, e alcune meccaniche introdotte nei cicli sono rimaste nel gioco per anni.

I server a inizio lega sono il punto dolente noto. Il giorno del lancio di un ciclo il traffico fa pendere tutto, e capitano disconnessioni e code. È il costo di un aggiornamento che porta decine di migliaia di giocatori online contemporaneamente, e nella storia del gioco è successo più volte.

Da esordio indipendente a standard del settore

La storia di sviluppo merita una nota. Il progetto è nato come esordio di un team ridotto, con la beta aperta partita a gennaio 2013 e il lancio a ottobre dello stesso anno. L'idea di partenza era semplice. Riuscire a vivere di un free-to-play senza vendere potenza, scommessa che all'epoca sembrava destinata a fallire. La scommessa ha retto, e nel 2018 la Tencent ha acquisito una quota di maggioranza dello studio senza toccare il modello economico del gioco.

Il che porta alla domanda che tutti si fanno oggi. Con Path of Exile 2 in accesso anticipato, il primo capitolo ha ancora senso? La risposta è sì per un motivo concreto. I due giochi coesistono con cicli di leghe propri, e il primo resta l'unico dei due completamente gratuito. Per chi vuole capire se il genere è per lui prima di pagare un accesso anticipato, la strada naturale è questa, e per chi vuole solo un ARPG da mille ore senza spendere un euro non c'è alternativa più solida nel mercato.

Free-to-play onesto

Il modello economico è il motivo per cui Path of Exile viene citato in ogni discussione sui free-to-play. Gli acquisti sono cosmetici e schede per l'inventario. Nessun vantaggio di potenza, nessun contenuto bloccato dietro pagamento. La campagna completa è accessibile gratis, e il gioco si paga solo se vuoi più spazio di stoccaggio o skin per l'equipaggiamento.

Le schede dell'inventario sono praticamente obbligatorie per chi gioca con serietà, perché la gestione del bottino è parte del gioco e lo spazio di base è poco. È un pagamento che fa storcere il naso la prima volta, ma è l'unico, e non compra vantaggi. Il confronto con gli altri free-to-play del settore è impietoso, e dopo più di un decennio il modello regge.

Tabella, ARPG a confronto

Aspetto Path of Exile Diablo III Grim Dawn
Anno uscita 2013 2012 2016
Prezzo Gratuito 39,99 euro 24,99 euro
Sistema abilità Skill gem e supporti Abilità per livello Classi doppie
Albero passivo Oltre 1300 nodi Nessuno Circa 400 nodi
Endgame Atlas e mappe Stagioni e Greater Rift Nemesis e dungeon
Monetizzazione Cosmetici e stash Acquisto iniziale Acquisto iniziale

Il confronto dice molto. Diablo III ha abilità legate alla classe e nessun albero passivo, con una profondità di build molto inferiore. Grim Dawn sta nel mezzo, con classi doppie e un albero più piccolo ma più gestibile. Path of Exile è il più complesso dei tre, e non a caso è anche l'unico gratuito.

Limiti reali

La curva di apprendimento è proibitiva. Le prime ore sono un muro di sistemi spiegati a malapena, e senza guide esterne il rischio di costruire un personaggio inservibile è alto. La grafica non è all'avanguardia, e il motore mostra l'età nelle scene più affollate, dove i fps calano anche su hardware moderno. L'inventario è piccolo e la gestione è tediosa, con le schede aggiuntive che sono la risposta dell'editore al problema.

La difficoltà della campagna è a denti stretti nelle fasi finali, e la morte permanente della modalità hardcore non è per tutti. Anche la storia, raccontata con toni cupi e testi lunghi, non è il punto forte, e molti giocatori la saltano leggendo solo gli obiettivi.

Pro e Contro

Pro - Sistema di skill gem unico e profondissimo - Libertà di build quasi illimitata - Endgame vastissimo con l'Atlas - Cicli di leghe con aggiornamenti regolari da oltre dieci anni - Modello free-to-play esemplare

Contro - Curva di apprendimento proibitiva - Grafica che mostra l'età - Inventario piccolo e gestione tediosa - Server a volte instabili a inizio lega

FAQ

Path of Exile è pay-to-win? No. Gli acquisti sono cosmetici e schede per l'inventario, che servono a gestire il bottino ma non danno vantaggi di potenza. Tutto il contenuto di gioco è gratuito.

Quanto dura una lega? Circa tre mesi. Alla fine del ciclo i personaggi vengono spostati nella lega standard, e il ciclo successivo parte con meccaniche nuove.

Quale classe scegliere per iniziare? La Strega con build a minioni è considerata la più accessibile per i nuovi giocatori, perché gli scheletri e i fantasmi fanno il lavoro pesante mentre impari i sistemi. Richiede poco equipaggiamento nelle fasi iniziali.

Serve conoscere Diablo per giocarci? No, la storia è autonoma. Ma chi conosce Diablo II riconoscerà il tono cupo, la struttura dei capitoli e il ritmo dei loot drop, che sono un omaggio diretto.

Il gioco è in italiano? Sì, il gioco è stato tradotto anche in italiano nei testi. L'interfaccia è localizzata e la comunità italiana è attiva.

Path of Exile 2 sostituirà il primo? No. Path of Exile 2 è entrato in accesso anticipato il 6 dicembre 2024 come gioco separato, dopo essere stato annunciato nel 2019 come un grande aggiornamento del primo. I due giochi coesistono, con il primo che continua a ricevere leghe proprie.

Verdetto

Path of Exile non è per giocatori occasionali. Richiede tempo, dedizione e voglia di studiare sistemi complessi che non spiegano da soli. Ma per chi ama la personalizzazione profonda, la libertà di build e un endgame che si rinnova ogni tre mesi, è il miglior ARPG gratuito mai realizzato. Più di un decennio dopo l'uscita, il fatto che tutto questo sia gratuito resta quasi incredibile. Se Diablo è il blockbuster, Path of Exile è il film d'autore. Più complesso, più oscuro, più gratificante per chi ha la pazienza di capirlo.

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