Recensione Still Wakes the Deep (2024): orrore su una piattaforma petrolifera
Still Wakes the Deep di The Chinese Room è un horror narrativo ambientato su una piattaforma petrolifera nel Mare del Nord. Ve ne parliamo nella nostra recensione.
Matteo Ricci
Editorial Columnist
Recensione Still Wakes the Deep (2024): orrore su una piattaforma petrolifera
The Chinese Room non è nuova a raccontare storie in modo non convenzionale. Con Dear Esther, Everybody's Gone to the Rapture e Amnesia: A Machine for Pigs, lo studio britannico ha costruito una reputazione basata su atmosfere soffuse, narrazione ambientale e un approccio quasi cinematografico al medium. Still Wakes the Deep segna un parziale allontanamento da quella formula: è più gioco, meno passeggiata. Ma è anche più lineare, più guidato e, purtroppo, meno efficace nell'inquietare. L'abbiamo giocato su PC in circa quattro ore e mezza, e questa è la nostra recensione.
Benvenuti sulla Beira D
Siamo nel 1975. Cameron "Caz" McLeary è un elettricista scozzese che lavora sulla Beira D, una piattaforma petrolifera nel mezzo del Mare del Nord. Sta scappando da qualcosa, lo capiamo subito. Una lettera della moglie apre il gioco, e bastano poche righe per capire che Caz ha combinato guai. Poi la piattaforma viene squassata da un'esplosione e dal fondale marino emerge un'entità antica e ostile, che comincia a colonizzare la struttura e a trasformare i membri dell'equipaggio in qualcosa di innaturale.
La narrazione è il punto forte del gioco. I personaggi sono scritti bene, ognuno con una personalità riconoscibile e un ruolo nella dinamica di bordo. Caz non è un eroe: è un uomo normale che cerca di sopravvivere e di rimediare ai propri errori. Le interazioni con i colleghi superstiti sono il cuore emotivo dell'esperienza, e il doppiaggio in scozzese è così autentico che a volte fatica a essere compreso (per fortuna ci sono i sottotitoli in italiano).
Gameplay: una passeggiata guidata
Still Wakes the Deep è un horror narrativo con elementi di gameplay leggeri. Si cammina, si scavalcano ostacoli, si aprono valvole, si premono interruttori, si scivola in condotti di aerazione. Ci sono sezioni stealth in cui evitare le creature, e sequenze di fuga in cui correre a rotta di collo. Il tutto è guidato con mano ferma da segnali visivi: la vernice gialla è onnipresente, indica dove arrampicarsi, dove andare, cosa raccogliere.
Questa scelta di design ha un prezzo. Il gioco non vi farà mai sentire persi, ma toglie anche qualsiasi senso di smarrimento, uno degli ingredienti fondamentali dell'horror. Sapete sempre dove andare, cosa fare e, spesso, quando un nemico sta per apparire. Gli oggetti da raccogliere compaiono solo quando servono, gli armadietti in cui nascondersi sono sempre nel punto giusto. È un'esperienza talmente guidata da diventare prevedibile.
Le sequenze subacquee sono l'eccezione che conferma la regola. Qui la visibilità è scarsa, il senso di orientamento viene meno, e l'ansia sale davvero. Sono i momenti migliori del gioco, quelli in cui Still Wakes the Deep smette di tenervi per mano e vi lascia nuotare nel buio.
Una creatura tra Lovecraft e The Thing
L'entità aliena che emerge dal fondale ricorda da vicino sia H.P. Lovecraft che John Carpenter. È una massa organica che si espande, colonizza, corrompe. I membri dell'equipaggio trasformati in mostri sono inquietanti, ma diventano presto familiari perché i pattern di movimento sono sempre gli stessi. La mancanza di varietà nei nemici e nelle situazioni si sente, e dopo un paio d'ore il meccanismo è già stato visto tutto.
La difficoltà è bassa. Non si può morire nei modi classici: gli unici pericoli reali sono gli inseguimenti, e il gioco è generoso con i checkpoint. Sbagliare una sequenza di fuga significa ripartire da pochi secondi prima, senza conseguenze. Questo toglie gran parte della tensione.
Comparto tecnico e artistico
Still Wakes the Deep gira su Unreal Engine 5 e si vede. La piattaforma petrolifera è resa in maniera superba: ogni bullone, ogni tubo, ogni passerella arrugginita è al posto giusto. L'illuminazione è eccezionale, con giochi di luce che creano un'atmosfera claustrofobica e opprimente. Su PC, con una RTX 3060 a 1440p e DLSS attivo, si mantiene stabilmente sui 60 fps. Qualche texture meno rifinita si nota, ma nel complesso il comparto tecnico è solido.
La colonna sonora è efficace senza essere memorabile. I suoni ambientali sono il vero punto di forza: il vento che ulula, il metallo che cigola, le onde che si infrangono sulla struttura. L'audio è il miglior alleato del gioco nel creare atmosfera. Il doppiaggio in inglese scozzese è eccellente, con interpretazioni naturali e credibili.
Longevità: il problema principale
Il più grosso difetto di Still Wakes the Deep è la durata. Quattro ore e mezza sono poche anche per un horror narrativo. Giusto il tempo di entrare nell'atmosfera e di iniziare a preoccuparvi per Caz e i suoi compagni, e già siete ai titoli di coda. A 29,99 euro (o incluso nel Game Pass), il rapporto qualità-prezzo è accettabile solo se considerate il gioco come un'esperienza cinematografica da una serata. Ma per chi cerca un gioco horror con cui passare un weekend, è davvero troppo poco.
A chi è consigliato
Still Wakes the Deep è per chi apprezza gli horror narrativi più che l'azione, per chi ama le storie ben scritte e le atmosfere curate. È perfetto per una sessione unica, magari di sera, con le cuffie. Non è per chi cerca un horror punitivo alla Outlast o alla Alien Isolation, né per chi vuole un gioco longevo con cui passare decine di ore.
Pro
- Ambientazione originale e ricostruita in modo superbo
- Narrazione coinvolgente e personaggi ben scritti
- Doppiaggio in scozzese di altissima qualità
- Comparto tecnico solido con Unreal Engine 5
- Atmosfera claustrofobica e opprimente
Contro
- Durata troppo breve (4-5 ore)
- Gameplay estremamente lineare e guidato
- Difficoltà irrisoria, tensione che cala presto
- Varietà di nemici e situazioni molto limitata
- Indicatori visivi (vernice gialla) troppo invasivi
Tabella riepilogativa
| Caratteristica | Dettaglio |
|---|---|
| Piattaforme | PC, PS5, Xbox Series X/S |
| Data di uscita | 18 giugno 2024 |
| Prezzo | 29,99 € / Game Pass |
| Sviluppatore | The Chinese Room |
| Genere | Horror narrativo / Walking simulator |
| Modalità | Giocatore singolo |
| Longevità | 4-5 ore |
| Motore grafico | Unreal Engine 5 |
| Localizzazione | Testi in italiano |
Conclusione
Still Wakes the Deep è un'esperimento riuscito a metà. The Chinese Room ha costruito un'ambientazione splendida, una storia coinvolgente e un'atmosfera che per le prime due ore è tra le migliori del genere. Poi il meccanismo si inceppa: la linearità estenuante, la difficoltà azzerata e la durata ridotta impediscono al gioco di spiccare il volo. È un'esperienza che consiglio a chi ha il Game Pass (dove è incluso) o a chi cerca un horror da finire in una sera. Per tutti gli altri, forse è meglio aspettare un'offerta o un'espansione che allunghi la vita della Beira D. Perché il potenziale c'era tutto, e il rammarico di non averlo visto realizzato appieno resta.
L'eredità di The Chinese Room tra horror e walking simulator
The Chinese Room ha una storia particolare. Dear Esther ha praticamente inventato il genere del walking simulator, e Everybody's Gone to the Rapture lo ha elevato a forma d'arte. Con Amnesia: A Machine for Pigs, lo studio aveva già flirtato con l'horror puro, ma sempre mantenendo un approccio fortemente narrativo.
Still Wakes the Deep sembra voler trovare un compromesso tra queste due anime. Da un lato, c'è la volontà di fare un gioco più interattivo, con sezioni stealth, inseguimenti e puzzle ambientali. Dall'altro, la struttura rimane quella di un walking simulator: corridoi lineari, narrazione ambientale, nessuna libertà di scelta. Il risultato è un ibrido che non soddisfa pienamente né i fan del genere horror più action né gli amanti delle passeggiate narrative.
Forse il problema è proprio questo: Still Wakes the Deep non decide cosa vuole essere. Vuole farvi paura ma vi tiene per mano. Vuole raccontarvi una storia coinvolgente ma la chiude in quattro ore. Vuole essere un gioco horror ma non osa essere punitivo o spiazzante. Resta un prodotto piacevole, ben fatto, ma che lascia con la sensazione di un'occasione sprecata.
La piattaforma petrolifera come personaggio
Merita un paragrafo a parte la vera protagonista del gioco: la Beira D. La piattaforma è un personaggio a sé, un labirinto di metallo arrugginito condotti di aerazione, passerelle sospese e alloggi angusti. The Chinese Room ha ricreato con dovizia di particolari la vita su una piattaforma petrolifera degli anni Settanta: le foto di famiglia nei bagni, i messaggi sulla bacheca, gli orari dei turni. Ogni dettaglio contribuisce a creare un senso di autenticità che pochi giochi riescono a raggiungere.
È un peccato che la linearità del percorso impedisca di esplorare davvero questa meraviglia ingegneristica. Sarebbe stato bello poter vagare senza meta, scoprendo storie minori attraverso gli oggetti lasciati dai lavoratori. Invece il gioco vi spinge sempre avanti, e molti dettagli restano sullo sfondo. Esattamente come Caz, non avete tempo per fermarvi, e forse è proprio questo il messaggio: la piattaforma non è casa vostra, è una trappola da cui scappare.
FAQ
Still Wakes the Deep fa paura? Più ansia che paura. L'atmosfera è claustrofobica e opprimente, ma la difficoltà bassa e la linearità riducono l'impatto horror. Le sequenze subacquee sono le più riuscite.
Quanto dura Still Wakes the Deep? Circa 4-5 ore. È un'esperienza breve, da completare in una o due serate.
È un walking simulator? In parte. Ci sono elementi di walking simulator (esplorazione, narrazione ambientale, enigmi leggeri) ma anche sezioni stealth, inseguimenti e platform. È più interattivo dei precedenti giochi The Chinese Room.
Su quali piattaforme è disponibile? PC, PS5 e Xbox Series X/S. È incluso nel Game Pass.
Ha il doppiaggio in italiano? No, i dialoghi sono in inglese scozzese con sottotitoli in italiano. Il doppiaggio originale è di altissima qualità.
Vale 29,99 euro? Per 4-5 ore di gioco, il prezzo è alto. Se avete il Game Pass, provatelo lì. Altrimenti, aspettate uno sconto.
C'è rigiocabilità? Molto poca. Non ci sono scelte significative che alterano la storia, e il percorso è sempre lo stesso. Una volta finito, non ci sono motivi per rigiocarlo.