videogiochi 2024-10-28

Recensione Dragon Quest III HD-2D Remake (2024): un classico senza tempo

Dragon Quest III HD-2D Remake è il capolavoro di Yuji Horii rivive con la grafica HD-2D. Analizziamo gameplay, novità tecniche e durata di un JRPG leggendario.

Autore Matteo Ricci

Matteo Ricci

Editorial Columnist

Recensione Dragon Quest III HD-2D Remake (2024): un classico senza tempo

Pochi giochi hanno segnato la storia del JRPG come Dragon Quest III. Uscito originariamente nel 1988 per NES, è considerato un capolavoro senza tempo che ha definito il genere, influenzando titoli come Final Fantasy e Pokémon. Questo remake in HD-2D, sviluppato da Square Enix con lo stesso motore di Octopath Traveler, mantiene intatta la magia dell'originale mentre lo aggiorna per il pubblico moderno con nuovi contenuti e una qualità della vita migliorata. Il risultato finale è un viaggio nella memoria che funziona sia per chi c'era sia per chi scopre Dragon Quest per la prima volta.

Gameplay loop e meccaniche principali

Dragon Quest III HD-2D Remake è un JRPG a turni classico. Si esplora una mappa del mondo, si visitano città e dungeon, si combattono mostri in turni basati a comandi e si fa salire di livello il proprio party. La struttura è quella che ha reso celebre il genere: lineare all'inizio, sempre più aperta man mano che si sbloccano mezzi di trasporto e abilità.

Il sistema di vocazioni è il cuore del gioco. Si inizia scegliendo la classe del protagonista (un Eroe, classe fissa) e poi si reclutano compagni al taverna di Aliahan. Le vocazioni includono Guerriero, Mago, Sacerdote, Ladro, Mercante, Artista Marziale e molte altre. Ogni classe ha statistiche e abilità uniche, e a metà gioco si può cambiare vocazione per personalizzare il party.

La novità principale di questo remake è la vocazione Monstrologo, esclusiva di questa versione. Permette di addomesticare mostri e usarli in battaglia, un'aggiunta che espande le opzioni strategiche e che i fan della serie apprezzeranno. Il sistema di cattura dei mostri è semplice: indebolire il nemico e usare l'abilità specifica per reclutarlo.

I combattimenti sono a turni con visuale in prima persona. Si possono vedere i mostri animati sullo schermo prima dell'incontro, e i combattimenti stessi hanno animazioni fluide e veloci. Il remake introduce la possibilità di aumentare la velocità dei combattimenti fino a 4x, una manna dal cielo per chi vuole livellare velocemente o ha poco tempo.

Comparto tecnico e performance

Lo stile HD-2D, già visto in Octopath Traveler, è perfetto per Dragon Quest III. I pixel art dei personaggi e dei mostri si fondono con ambienti 3D ricchi di effetti di luce e profondità di campo. Il risultato è un look senza tempo che sembra al contempo antico e modernissimo. Su PS5, il gioco gira a 4K nativo a 60 fps stabili. Su Switch, 1080p in dock e 720p in portatile a 30 fps con qualche calo nelle aree più affollate.

Piattaforma Risoluzione FPS
PS5 4K 60
Xbox Series X 4K 60
Nintendo Switch 1080p dock / 720p mobile 30
PC Fino a 4K 60+

La colonna sonora è quella originale di Koichi Sugiyama, riarrangiata per orchestra. I temi sono tra i più iconici del medium, e sentirli con una produzione moderna è emozionante. L'audio supporta sia la sintesi originale che l'orchestrale, e si può scegliere nelle opzioni.

Contenuti e longevità

Dragon Quest III è un gioco lungo per gli standard dell'epoca, e questo remake non ha tagliato nulla. La campagna principale dura circa 30-35 ore. Per il 100%, con tutti i segreti, le vocazioni sbloccate e i mostri catturati, si arriva a 50-60 ore. Il post-game include dungeon opzionali e boss super difficili che metteranno alla prova anche i veterani.

Le città sono piene di segreti, e i dialoghi con gli NPC rivelano indizi su tesori nascosti, vocazioni segrete e quest secondarie. Il remake aggiunge un diario delle missioni che tiene traccia degli obiettivi, una comodità che l'originale non aveva. La mappa del mondo è dettagliata e segna i punti di interesse.

Accessibilità e qualità della vita

Il remake introduce tutta una serie di miglioramenti alla qualità della vita che rendono l'esperienza molto più godibile. Si può salvare ovunque, non più solo nelle chiese. La banca delle vocazioni permette di mettere in pausa un personaggio e reclutarlo dopo. I combattimenti automatici e la velocità 2x/4x accelerano le fasi di grinding, riducendo i tempi morti che affliggevano l'originale.

L'interfaccia è stata ridisegnata per schermi moderni: menu più grandi, icone chiare, descrizioni delle abilità complete. Si può anche scegliere tra lo stile di menu classico e quello moderno. La mappa mostra i punti di interesse, le missioni attive e la posizione dei negozi, rendendo l'esplorazione molto meno frustrante rispetto all'originale.

Il gioco è completamente in italiano, con traduzione curata e nomi delle abilità coerenti con la tradizione della serie. Le opzioni di accessibilità includono la regolazione del volume della musica e degli effetti, e la possibilità di cambiare la lingua dei menu separatamente da quella dei dialoghi. La dimensione dei caratteri è regolabile, e c'è il supporto per la lettura vocale dei dialoghi in alcune lingue. Una comodità che rende il gioco più accessibile anche su Switch in modalità portatile.

Una delle aggiunte più apprezzabili è la possibilità di scegliere la difficoltà. Si può optare per la modalità originale, con incontri frequenti e sfida classica, oppure per una modalità ridotta che diminuisce gli incontri casuali e aumenta l'esperienza guadagnata. Una scelta intelligente che rende il gioco accessibile a un pubblico più vasto e di ogni età senza snaturare l'esperienza originale.

Limiti reali

Il gioco ha quasi 40 anni, e si sente. La trama è minimalista per gli standard moderni: non aspettatevi sviluppi complessi o personaggi con archi narrativi profondi. La storia è quella di un eroe che parte per sconfiggere un demone, punto. I party member sono mute, senza personalità o dialoghi. Sono strumenti di gameplay, non personaggi con una storia da raccontare, e per chi arriva da JRPG moderni come Persona o Final Fantasy questo può essere un grosso scoglio.

La gestione dell'inventario è ancora scomoda. Lo spazio è limitato, e bisogna continuamente decidere cosa tenere e cosa buttare. I forzieri contengono oggetti che spesso non si sa se servano subito o tra venti ore, e non c'è un sistema di ricerca per trovare rapidamente quello che serve.

Il level design dei dungeon è quello del 1988: labirintico, con incontri casuali frequenti e pochi punti di salvataggio. Le mappe aiutano, ma la frustrazione di perdersi in un dungeon e morire perdendo un'ora di progressi è ancora possibile. Gli incontri casuali, per quanto gestibili con la velocità 4x, interrompono il ritmo dell'esplorazione in modo fastidioso.

Il prezzo di 49,99 euro può sembrare alto per un remake di un gioco del 1988. È vero che il lavoro di ricostruzione grafica è enorme, ma la struttura di gioco rimane molto datata e non tutti potrebbero apprezzarla.

A chi è consigliato

Se siete fan dei JRPG classici e volete giocare uno dei titoli fondanti del genere, questo remake è il modo migliore per farlo. Se amate Octopath Traveler e lo stile HD-2D, troverete qui la stessa magia. Se invece preferite JRPG moderni con trame profonde e personaggi caratterizzati, forse è meglio orientarsi su titoli più recenti.

Pro

  • Stile HD-2D splendido
  • Gameplay JRPG classico senza tempo
  • Nuova vocazione Monstrologo
  • Qualità della vita molto migliorata
  • Colonna sonora orchestrale emozionante

Contro

  • Storia e personaggi minimalisti
  • Party member senza personalità
  • Gestione inventario scomoda
  • Dungeon labirintici e punitivi

Conclusione e verdetto

Dragon Quest III HD-2D Remake è il modo migliore per giocare un capolavoro che ha quasi quarant'anni. Il remake rispetta l'originale mentre lo rende accessibile al pubblico moderno con miglioramenti alla qualità della vita, una nuova vocazione e uno stile grafico che toglie il fiato.

Non è un gioco per tutti, e bisogna saperlo prima di acquistarlo. La sua struttura datata e la mancanza di profondità narrativa potrebbero deludere chi cerca un JRPG moderno con personaggi complessi e dialoghi profondi. Ma per chi vuole capire da dove viene il genere, o per chi vuole rivivere un pezzo di storia dei videogiochi con una veste grafica che rende giustizia al capolavoro, questo remake è una lettera d'amore a un'epoca che non tornerà più.

FAQ

Quanto dura Dragon Quest III HD-2D Remake? 30-35 ore per la storia principale, 50-60 per il 100%.

Devo aver giocato i precedenti Dragon Quest? No, Dragon Quest III è l'inizio della Trilogia di Elric. Si può giocare tranquillamente da solo.

È in italiano? Sì, testi in italiano completi.

La vocazione Monstrologo è una novità? Sì, è esclusiva di questo remake e permette di catturare e usare mostri in battaglia.

Quali sono i requisiti PC? Il gioco è poco esigente: una GTX 960 o RX 470 bastano per 1080p/60fps. Su PC si può spingere fino al 4K senza problemi con schede moderne.

Consigli per i nuovi giocatori? Parlate con tutti gli NPC, esplorate ogni città e non abbiate paura di sperimentare con le vocazioni. Il gioco premia la curiosità e la pazienza in ogni momento, e ogni nuova scoperta rende l'avventura ancora più gratificante e memorabile.

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