Recensione Prince of Persia: The Lost Crown (2024): il metroidvania dell'anno
Prince of Persia The Lost Crown di Ubisoft Montpellier è un metroidvania eccellente. Combat system dinamico, mappa intricata e accessibilità da manuale. Uno dei migliori del genere.
Matteo Ricci
Editorial Columnist
Recensione Prince of Persia: The Lost Crown (2024): il metroidvania dell'anno
Chi avrebbe scommesso che Ubisoft avrebbe rispolverato Prince of Persia con un metroidvania in 2.5D? Probabilmente pochi. Eppure The Lost Crown è esattamente quello: un ritorno alle origini della saga, a quei platform 2D che hanno fatto la storia del genere, aggiornato con meccaniche moderne e una struttura da metroidvania. Ubisoft Montpellier, lo studio dietro i migliori Rayman, ha confezionato un gioco solido, divertente e sorprendentemente accessibile.
Gameplay Loop
Il protagonista è Sargon, un membro degli Immortali, un gruppo di guerrieri d'élite persiani. La missione è salvare il principe Ghassan, rapito e portato sul Monte Qaf, un luogo dove il tempo e lo spazio non seguono le regole normali. La mappa è un enorme labirinto interconnesso, diviso in biomi con tematismi diversi. Un deserto, una foresta incantata, una prigione sotterranea, una biblioteca stregata.
L'esplorazione segue i canoni del metroidvania. Si parte con poche abilità e se ne sbloccano di nuove man mano che si avanza. Doppio salto, scatto aereo, teletrasporto verso un'ombra, rampino, scatto temporale. Ogni abilità apre nuove aree e nuove possibilità di combattimento. La mappa è chiara e ben organizzata, con un sistema di segnalini che permette di marcare i punti da rivisitare. La funzione Memory Shard è geniale: si scatta una screenshot di un punto inaccessibile e viene automaticamente aggiunta alla mappa come promemoria. Un'idea semplice che altri giochi del genere dovrebbero copiare.
Il combat system è il vero punto di forza. Sargon impugna due scimitarre e un arco magico. Le combo sono fluide e numerose, con attacchi a terra e in aria. La parata è fondamentale: intercettare un attacco nemico apre finestre di contrattacco devastanti. La schivata laterale permette di evitare i colpi, ma il tempismo deve essere preciso. I poteri del tempo aggiungono varietà. L'Ombra di Simurgh crea un clone a cui teletrasportarsi, il Vortice di Shahbaz attira i nemici, la Grazia della Fenice cura. Ogni abilità ha anche utilità fuori dal combattimento per raggiungere aree nascoste.
Le boss fight sono spettacolari e impegnative. Ogni boss ha pattern specifici e richiede di usare le abilità acquisite. La difficoltà è alta ma mai ingiusta. Si muore, si impara, si riprova. I checkpoint sono frequenti grazie agli alberi Wak-Wak, che fungono da punti di ristoro e salvataggio. Le boss fight sono circa una dozzina e ognuna ha un design unico, con attacchi che richiedono tempi di parata millimetrici e l'uso combinato di più poteri del tempo. Alcuni scontri sono opzionali e nascondono ricompense preziose per chi esplora a fondo.
Comparto Tecnico e Performance
The Lost Crown gira a 60fps su tutte le piattaforme, con una modalità 120fps su PS5 e PC. Il gioco è incredibilmente leggero e ottimizzato. Una RTX 3060 gestisce il 4K a 60fps senza problemi. Su Switch il gioco mantiene i 60fps con qualche lieve calo nelle aree più affollate. I caricamenti sono rapidissimi, sotto i 5 secondi su SSD.
Non ci sono bug gravi. Qualche piccolo glitch grafico, una compenetrazione poligonale occasionale, ma nulla che rovini l'esperienza. La stabilità è eccellente, cosa rara per un gioco del 2024.
Direzione Artistica e Audio
Lo stile visivo è ispirato alle miniature persiane, con colori vivaci e fondali dettagliati. Ogni bioma ha una palette cromatica distinta. La città di Haven è calda e dorata, le Catacombe sono cupe e bluastre, la Selva Sacra è verde e luminosa. La direzione artistica è buona ma non eccezionale. I character design dei personaggi umani sono poco ispirati, mentre mostri e boss sono meglio realizzati.
La colonna sonora è composta da Mentrix e Gareth Coker. I brani si fondono con l'ambientazione mediorientale usando strumenti tradizionali come oud e ney. Il silenzio è usato con intelligenza nelle fasi esplorative, mentre i temi di battaglia accelerano il ritmo con percussioni incalzanti. Il doppiaggio è in inglese, giapponese e francese. L'italiano è assente, anche nei testi di menu c'è qualche svista. Su Switch in modalità portatile i dialoghi si sentono meno nitidi, ma nel complesso l'audio è di buon livello su tutte le piattaforme.
Contenuti, Longevità e Rigiocabilità
La campagna principale dura circa 15-20 ore. Per il 100% servono 25-30 ore. I collezionabili sono numerosi: cristalli del tempo per potenziare le armi, talismani che alterano le statistiche e le abilità, segreti che espandono la mappa. Ogni area nasconde passaggi opzionali e scrigni segreti che premiano l'esplorazione più attenta con potenti talismani e cristalli extra. Le sfide platform opzionali sono tra le più difficili del genere, al pari di quelle di Hollow Knight. Alcune richiedono sequenze di salti e dash che metteranno alla prova anche i giocatori più esperti. Le fasi finali del gioco richiedono precisione millimetrica e padronanza di tutte le abilità acquisite fino a quel momento.
La rigiocabilità è nella New Game Plus e nella possibilità di affrontare le sfide con abilità diverse. Non ci sono finali multipli, ma il livello di sfida varia in base alla difficoltà selezionata, che va da Facile a Immortale.
Accessibilità
The Lost Crown è uno dei metroidvania più accessibili mai realizzati. Le opzioni sono tantissime: assistenza al platform che evita i burroni, regolazione del danno in entrata e in uscita, finestra di parata e schivata regolabile, accumulo rapido dell'attacco speciale. High Contrast Mode per daltonici, HUD scalabile, mira assistita. Ogni giocatore può personalizzare l'esperienza al millimetro. È un esempio che tutto il genere dovrebbe seguire.
Limiti Reali
Il gioco non è originalissimo. La struttura è quella classica del metroidvania, e chi ha giocato Hollow Knight o Ori riconoscerà molte similitudini. La mancanza del doppiaggio in italiano è un problema per chi non mastica l'inglese. I testi tradotti in italiano hanno qualche imprecisione e refuso che sarebbe stato facile correggere.
Il bilanciamento di alcune boss fight è discutibile. La parata è fondamentale ma il margine di errore è ridicolo contro certi nemici. Si finisce per morire più per la finestra di parata stretta che per la difficoltà reale del pattern. La mappa, nonostante gli strumenti utili, è enorme e a volte ci si sente persi. Le sezioni platform nelle fasi avanzate sono brutali e potrebbero far desistere i meno pazienti. Alcuni salti richiedono una precisione tale che anche un pixel di errore significa ricominciare da capo. Un sistema di checkpoint più fitto in queste sezioni avrebbe aiutato, così come una maggiore frequenza di punti di viaggio rapido tra i biomi.
A Chi è Consigliato
The Lost Crown è per gli amanti dei metroidvania. Se avete amato Hollow Knight, Ori o Metroid Dread, questo gioco fa per voi. È anche un ottimo punto d'ingresso per chi non ha mai giocato il genere, grazie alle opzioni di accessibilità e alla difficoltà personalizzabile. Non è per chi cerca un'esperienza rilassata: il gioco è impegnativo, soprattutto nelle fasi finali.
Pro e Contro
| Pro | Contro |
|---|---|
| Combat system fluido e divertente | Poco originale, deve molto a Hollow Knight |
| Mappa ben costruita, esplorazione gratificante | Nessun doppiaggio in italiano |
| Funzione Memory Shard geniale | Bilanciamento parate non perfetto |
| Accessibilità da manuale | Direzione artistica non sempre ispirata |
| Performance eccellenti su tutte le piattaforme | Alcune sezioni platform frustranti |
| Boss fight spettacolari | Mappa enorme, a volte dispersiva |
Tabella Riepilogativa
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Sviluppatore | Ubisoft Montpellier |
| Publisher | Ubisoft |
| Piattaforme | PC, PS5, PS4, Xbox Series X/S, Xbox One, Switch |
| Data uscita | 18 gennaio 2024 |
| Durata | 15-20 ore (campagna), 25-30 ore (completista) |
| Prezzo | 49,99 € |
| Localizzazione | Testi in italiano, audio in inglese/giapponese/francese |
| Modalità | Singolo giocatore |
| PEGI | 16+ |
Conclusione
Prince of Persia: The Lost Crown è un metroidvania di altissimo livello. Non inventa nulla di nuovo, ma esegue tutto con una qualità che pochi rivali riescono a raggiungere. Il combat system è divertente, la mappa è ben progettata, le opzioni di accessibilità sono le migliori del genere. I difetti ci sono: la mancanza di originalità, qualche problema di bilanciamento, l'assenza del doppiaggio italiano. Ma nel complesso è un gioco che ogni appassionato di metroidvania dovrebbe giocare. Ubisoft Montpellier ha dimostrato che sa ancora fare cose belle.
FAQ
Quanto dura Prince of Persia The Lost Crown? La campagna principale dura 15-20 ore. Per il completamento al 100% servono 25-30 ore.
Prince of Persia The Lost Crown ha il doppiaggio in italiano? No. L'audio è in inglese, giapponese o francese. I testi e i menu sono in italiano, ma con qualche imprecisione.
Su quali piattaforme è disponibile? PC, PS5, PS4, Xbox Series X/S, Xbox One e Nintendo Switch.
È difficile? Dipende dalla difficoltà selezionata. A Normale è impegnativo ma gestibile. A Immortale è punitivo. Le opzioni di accessibilità permettono di ridurre la sfida.
È un buon punto di partenza per il genere metroidvania? Assolutamente sì. Le opzioni di accessibilità e la difficoltà personalizzabile lo rendono uno dei metroidvania più accoglienti per i nuovi arrivati.