Recensione Vampire: The Masquerade Bloodlines 2 (2025): il ritorno imperfetto
Recensione di Vampire The Masquerade Bloodlines 2. The Chinese Room porta Phyre a Seattle tra atmosfera gotica, combattimenti claudicanti e un potenziale non del tutto espresso. Un'esperienza divisiva.
Matteo Ricci
Editorial Columnist
Recensione Vampire: The Masquerade Bloodlines 2 (2025): il ritorno imperfetto
Parlare di Vampire: The Masquerade Bloodlines 2 significa parlare di uno sviluppo travagliato come pochi. Annunciato nel 2019, passato di mano da Hardsuit Labs a The Chinese Room, il gioco è finalmente arrivato nell'ottobre 2025 su PC, PS5 e Xbox Series X|S. Il risultato è un'esperienza affascinante e contraddittoria. Capace di momenti di vero genio e altrettante cadute di tono.
Nei panni di Phyre, un vampiro anziano che si risveglia dopo un secolo di torpore in una Seattle invernale e corrotta, ci si immerge in un mondo gotico e cyberpunk che mescola l'oscurità del World of Darkness con una città che sembra uscita da Blade Runner. La premessa è ottima. L'esecuzione, purtroppo, è altalenante.
Gameplay loop e meccaniche principali
Il cuore dell'esperienza è un RPG in prima persona con elementi stealth e action. La struttura del mondo è quella di quartieri semi-aperti. Aree come Pioneer Square e il Downtown si esplorano liberamente, con missioni principali e secondarie distribuite tra vicoli, grattacieli e locali notturni. Non è un open world sconfinato, ma una serie di distretti densi e verticali che premiano l'esplorazione attenta.
La mobilità di Phyre merita un applauso. Scatti, salti, arrampicate e planate compongono un sistema fluido e divertente, molto vicino a quello di Dishonored. Muoversi da un tetto all'altro, planare su un gruppo di nemici e sparire nell'ombra è una sequenza che non stanca mai. Il level design è pensato per sfruttare questa verticalità, con scorciatoie sui tetti e passaggi nascosti nei vicoli ciechi.
Le Discipline sono i poteri vampirici che definiscono lo stile di gioco. Telecinesi per lanciare nemici contro i muri, controllo mentale per seminare il panico, velocità sovrumana per muoversi come un'ombra, artigli per il combattimento corpo a corpo. Si potenziano con l'esperienza e si combinano tra loro. Il problema è che The Chinese Room ha reso tutte le Discipline accessibili a prescindere dal clan scelto. La scelta tra Brujah, Tremere e gli altri diventa più estetica che funzionale. Un peccato, perché la differenziazione tra clan è uno dei pilastri del brand.
Il combat system è il punto debole. Corpo a corpo, armi da fuoco e Discipline si intrecciano in un sistema caotico e impreciso. I colpi non hanno peso, le animazioni di impatto sono deboli, e l'IA nemica è elementare. I nemici caricano dritti senza strategia e si lasciano ingannare dalle meccaniche stealth più semplici. Nei momenti più concitati la telecamera in prima persona perde il controllo.
Le sezioni investigative salvano l'esperienza. Phyre può entrare nelle menti degli NPC, rivivere i loro ricordi, manipolare le percezioni e cancellare memorie. Queste fasi sono scritte bene, richiedono osservazione e ragionamento, e regalano i momenti più memorabili del gioco. È qui che Bloodlines 2 trova la sua identità.
Comparto tecnico e performance
Il comparto tecnico è un'arma a doppio taglio. L'illuminazione è spettacolare. Seattle notturna è bellissima con le sue luci al neon, la pioggia che riflette le insegne, le ombre profonde dei vicoli. I volti sono dettagliati, le cutscene girano fluide. Quando il gioco funziona, è un piacere per gli occhi.
Quando non funziona, si nota. Ci sono cali di fps anche su PC di fascia alta, con l'audio che scende a 40 fotogrammi nei distretti più affollati. Crash occasionali, uno ogni 4-5 ore di gioco. Texture che caricano in ritardo, con muri che passano dallo sfocato al definito dopo secondi. Su PS5 e Xbox Series X la modalità prestazioni fatica a mantenere i 60 fps. La modalità qualità blocca a 30 fps ma offre una risoluzione più stabile.
La localizzazione italiana è assente per i dialoghi. Menu e interfaccia sono tradotti, ma i dialoghi restano in inglese con sottotitoli. Per un RPG ricco di testo e scelte narrative, è una mancanza pesante.
Direzione artistica e audio
The Chinese Room ha costruito una Seattle gotica e decadente che è un personaggio a sé. I vicoli umidi, le insegne al neon che si riflettono sull'asfalto bagnato, i locali goth pieni di personaggi ambigui, i grattacieli minacciosi. L'estetica è un cyberpunk malinconico che funziona benissimo.
Il sound design è curatissimo. Il rumore della pioggia, i passi sull'asfalto bagnato, i sussurri dei nemici nell'ombra. La colonna sonora oscilla tra tracce industrial e momenti di ambient cupo. Purtroppo la varietà nemica è scarsa. Si affrontano sempre gli stessi tre o quattro tipi di nemici per tutta la campagna, con skin diverse ma comportamenti identici.
Le animazioni di Phyre meritano una menzione. I movimenti sono eleganti, predatorii, specialmente con la velocità sovrumana attiva. I primi piani durante i dialoghi catturano bene l'espressività dei personaggi, anche se la sincronizzazione labiale a volte lascia a desiderare.
| Categoria | Bloodlines 2 (2025) | Bloodlines 1 (2004) |
|---|---|---|
| Sviluppatore | The Chinese Room | Troika Games |
| Durata storia | 25-28 ore | 20-25 ore |
| Completista | 35+ ore | 30+ ore |
| World design | Quartieri semi-aperti | Hub connessi |
| Mobilità | Avanzata (scatti, planate) | Base |
| Combat system | Caotico e impreciso | Leggendario ma datato |
| Discipline | Tutte accessibili | Legate al clan |
| Prezzo | $59.99 | $49.99 lancio |
Contenuti, longevità e rigiocabilità
La campagna principale richiede 25-28 ore. Un tempo onesto per un RPG action. Il completamento al 100% sale a 35 ore e oltre, includendo missioni secondarie nascoste, collezionabili e obiettivi opzionali. Le missioni secondarie sono di qualità variabile. Alcune espandono la lore in modo affascinante, altre sembrano riempitivi dimenticabili.
La rigiocabilità è limitata dalla scelta del clan che non influenza abbastanza l'esperienza. Senza Discipline esclusive e senza ramificazioni narrative profonde legate alla fazione, il secondo e terzo playthrough perdono fascino. Un New Game Plus sarebbe stato gradito.
Nessun salvataggio manuale, solo checkpoint automatici. In un gioco con scelte narrative multiple, questa assenza è quasi incomprensibile.
Accessibilità, localizzazione e quality of life
Le opzioni di accessibilità sono sufficienti ma non eccellenti. Sottotitoli ingrandibili e con sfondo opaco. Sensibilità della mira regolabile. Tre livelli di difficoltà selezionabili in qualsiasi momento. Rimappatura completa dei comandi. Manca un controllo della fotosensibilità per le sequenze stroboscopiche. I testi dei menu sono piccoli in alcuni schermi.
Limiti reali
Bloodlines 2 non riesce a nascondere la sua gestione travagliata. Le crepe si vedono. Il combat system zoppica, l'IA nemica è imbarazzante per un gioco del 2025, e i crash minano l'immersione.
La localizzazione italiana mancante per i dialoghi è una scelta discutibile. Per un RPG basato su testi e scelte narrative, non avere la traduzione completa esclude un pezzo di pubblico.
L'assenza del salvataggio manuale è forse il limite più frustrante. In un gioco dove ogni scelta conta, non poter tornare indietro è una limitazione che sembra di un'altra epoca.
Pro
- esplorazione verticale fluida e divertente
- atmosfera gotica e cyberpunk incredibile
- illuminazione e direzione artistica di alto livello
- sezioni investigative geniali e ben scritte
- mobilità alla Dishonored che funziona
- 25-28 ore di campagna consistenti
Contro
- combat system caotico e impreciso
- IA nemica elementare e ripetitiva
- Discipline slegate dal clan scelto
- crash e cali di fps frequenti
- localizzazione italiana assente per i dialoghi
- nessun salvataggio manuale
A chi è consigliato
Bloodlines 2 è per chi ha aspettato il seguito del cult del 2004. Per chi ama il World of Darkness, l'atmosfera gotica e le storie di vampiri con anima cyberpunk. Per chi apprezza l'esplorazione verticale più del combattimento. Se cercate un combat system profondo o una localizzazione impeccabile, non è il gioco giusto. Se volete passeggiare per una Seattle notturna e maledetta, entrare nelle menti degli NPC e sentirvi predatori della notte, Bloodlines 2 saprà darvi quello che cercate.
Conclusione
The Chinese Room ha ereditato un progetto difficile e lo ha portato al traguardo con una direzione artistica strepitosa e alcune delle migliori sezioni investigative mai viste in un gioco sui vampiri. I difetti tecnici, il combat system zoppicante e le scelte di design discutibili impediscono al gioco di raggiungere le vette del predecessore. Ma quando tutto funziona, Bloodlines 2 ricorda perché questo franchise è ancora amato.
FAQ
Quanto dura la campagna principale di Bloodlines 2?
25-28 ore per la storia principale. Circa 35 ore per il completamento al 100%.
Bloodlines 2 è collegato al primo capitolo?
La storia è indipendente. Phyre è un nuovo protagonista e non serve aver giocato il primo Bloodlines.
Il clan scelto cambia il gameplay?
Poco. Le Discipline sono tutte accessibili indipendentemente dal clan. La scelta influisce su alcuni dialoghi ma non sul combat system.
Su quali piattaforme è disponibile?
PC, PS5 e Xbox Series X|S. Non su PS4 o Xbox One.
Ha il doppiaggio italiano?
No. Solo menu e interfaccia sono tradotti. I dialoghi sono in inglese con sottotitoli.
Si può salvare manualmente?
No. Solo checkpoint automatici. Non c'è un sistema di salvataggio manuale.