Recensione Burnout Paradise Remastered (2018): l'arcade della distruzione
Burnout Paradise Remastered riporta in vita il racing arcade più distruttivo di sempre. Scopri perché la città di Paradise City è ancora un parco giochi esaltante.
Matteo Ricci
Editorial Columnist
Burnout Paradise Remastered (2018): corse, distruzione e libertà
Prima che gli open world diventassero la norma per ogni genere, Burnout Paradise aveva già capito tutto nel 2008. Criterion Games ha portato il caos motorizzato della serie Burnout in una città aperta, Paradise City, dove le gare non hanno confini e la distruzione è l'obiettivo, non un incidente. La remastered del 2018 ha riportato questa esperienza su hardware moderno con risoluzione maggiore e framerate più fluido, conservando intatto ciò che rendeva l'originale un capolavoro.
Gameplay loop e meccaniche principali
Paradise City è un open world dove potete guidare liberamente e iniziare gare in qualsiasi incrocio. Le gare non hanno percorsi predefiniti: dovete raggiungere il traguardo passando per specifici checkpoint, ma la strada per arrivarci è una vostra scelta. Il sistema di guida è arcade puro: derapate, scivolate, turbo a volontà. La caratteristica distintiva è il sistema di takedown: potete distruggere le auto avversarie per guadagnare turbo e vantaggio. Le varie modalità includono corse classiche, gare a eliminazione, prove a tempo e sfide di stunt. La progressione sblocca nuove auto, ognuna con caratteristiche uniche. La remastered include tutti i DLC dell'epoca, inclusa la mitica isola Big Surf Island.
Comparto tecnico e performance
La remastered gira a 60 fps su console current-gen e a framerate variabile su PC. L'upgrade grafico è evidente: texture più definite, illuminazione migliorata, risoluzione maggiore. Paradise City è più bella che mai. I caricamenti sono rapidi. La durata della campagna è di circa 20 ore, ma esplorare e completare tutto richiede oltre 50 ore. Il gioco è stabile e non presenta problemi tecnici degni di nota.
Direzione artistica e audio
Paradise City è una città fittizia della West Coast americana, con zone distinte: centro cittadino, zona industriale, marina, montagna. L'estetica è quella di una cartolina patinata degli anni 2000. La colonna sonora è uno dei punti di forza più ricordati: una selezione di brani rock, punk e alternative che hanno fatto la storia della serie. Le sigle come Paradise City dei Guns N' Roses e l'intera tracklist sono parte integrante dell'esperienza. Gli effetti sonori di motori e schianti sono potenti e soddisfacenti.
Limiti reali
Burnout Paradise mostra la sua età in alcuni aspetti del design. L'assenza di una minimappa rende difficile orientarsi nei primi momenti. Il menu è interamente diegetico, dovete fermarvi in un incrocio e premere il clacson per selezionare le gare, una scelta stilistica che divide. La varietà di missioni è limitata rispetto agli standard moderni. La città non è enorme per gli open world odierni. La difficoltà nelle gare finali può essere frustrante.
A chi è consigliato
Burnout Paradise Remastered è un must per chi ama i racing arcade e la distrazione. Consigliato a chi ha amato i Burnout classici e cerca un open world racing che non prenda sé stesso troppo seriamente. Sconsigliato a chi cerca simulazione di guida.
Tabella comparativa: racing open world
| Caratteristica | Burnout Paradise | Forza Horizon 5 | Need for Speed Unbound |
|---|---|---|---|
| Focus | Distruzione | Varietà | Stile e polizia |
| Mappa | Paradise City | Messico | Lakeshore |
| Tono | Sfacciato | Festoso | Giovanile |
| Takendown | Sì, centrale | No | No |
| Colonna sonora | Leggendaria | Vasta | Curata |
Pro e Contro
Pro - Gameplay arcade distruttivo e soddisfacente - Open world senza confini per le gare - Colonna sonora iconica - Takedown system ancora insuperato - Tutti i DLC inclusi nella remastered
Contro - Design open world invecchiato - Menu diegetico poco pratico - Assenza di minimappa - Varietà di missioni limitata - Difficoltà punitiva nelle fasi finali
Conclusione
Burnout Paradise Remastered è un tuffo nel passato che regala ancora grandi emozioni. La città di Paradise City rimane un parco giochi fantastico per la distruzione motorizzata, e la remastered fa giustizia a un classico. Se non lo avete mai giocato, è il momento perfetto per recuperare un pezzo di storia dei racing game.
FAQ
Qual è la differenza tra Burnout Paradise e la remastered? La remastered include grafica migliorata, 60 fps e tutti i DLC dell'epoca.
Quanto dura? La campagna principale dura circa 20 ore. Per il completismo servono oltre 50 ore.
Supporta il multiplayer? Sì, fino a 8 giocatori online per gare e free roam.
Ha il doppiaggio in italiano? Sì, completamente localizzato.
Su quali piattaforme è disponibile? PC, PlayStation 4, Xbox One. Retrocompatibile su PlayStation 5 e Xbox Series X|S.