videogiochi 2023-12-25

Recensione Lords of the Fallen (2023): due mondi, un solo soulslike

Lords of the Fallen 2023 di Hexworks è un soulslike con la meccanica del mondo Umbrale. Dual world, Unreal Engine 5 e un eredità pesante. Scopri se il reboot funziona.

Autore Matteo Ricci

Matteo Ricci

Editorial Columnist

Recensione Lords of the Fallen (2023): due mondi, un solo soulslike

Il primo Lords of the Fallen del 2014 era un tentativo onesto di clonare Dark Souls, con risultati alterni. A distanza di quasi dieci anni, Hexworks prova il reboot totale. Lords of the Fallen 2023 non è un seguito diretto, ma una reimmaginazione che prende il nome e il concept e lo trasforma in qualcosa di molto diverso. La meccanica centrale è il dual world: esplori Axiom, il mondo dei vivi, ma puoi attraversare Umbral, il regno dei morti, usando una lanterna magica.

Il gioco è uscito il 13 ottobre 2023 su PC, PS5 e Xbox Series, con il motore Unreal Engine 5 a fare da cavallo di battaglia tecnico. All'uscita, il titolo ha raccolto voti contrastanti: 77 su Metacritic per PC, un pelo meno su PS5. A distanza di mesi e con diverse patch, la situazione è migliorata, e oggi Lords of the Fallen può essere valutato con più serenità.

Axiom e Umbral: la danza tra due mondi

La meccanica dei due mondi è il vero cuore di Lords of the Fallen. Quando muori in Axiom, non torni subito al checkpoint: vieni risucchiato a Umbral, dove hai una seconda possibilità. Se muori anche lì, allora sì, perdi tutto. Ma Umbral non è solo una rete di sicurezza: è un livello parallelo con nemici diversi, piattaforme nascoste, passaggi segreti e un'estetica horror che strizza l'occhio a Bloodborne e Silent Hill.

La lanterna che porti ti permette di sbirciare tra i due mondi senza attraversare completamente. Vedi le sagome dei nemici in Umbral, puoi interagire con elementi dell'ambiente che non esistono in Axiom, e risolvi puzzle che richiedono di spostare piattaforme tra le due dimensioni. È un sistema ingegnoso, forse la cosa più originale del gioco. Lo usi costantemente, e ogni volta scopri qualcosa di nuovo: un passaggio segreto, un tesoro nascosto, una via alternativa per evitare un gruppo di nemici.

Il level design è costruito attorno a questa meccanica. Il mondo è interconnesso, molto più grande di quello del Lords of the Fallen originale, con scorciatoie e segreti che si sbloccano passando da un piano all'altro. La verticalità è buona, e tornare indietro per esplorare aree già visitate con la lanterna sblocca contenuti nascosti. La struttura richiama Dark Souls nel modo in cui i percorsi si intrecciano, anche senza raggiungere la stessa genialità.

Gameplay e combattimento

Il combat system è classico soulslike: attacchi pesanti, leggeri, schivata e parata. La stamina è gestita con attenzione, le armi hanno moveset differenziati e la magia è divisa in tre rami: radianza, inferno e umbral. La novità principale è la possibilità di usare la lanterna in combattimento per esporre i nemici di Axiom alla luce di Umbral o viceversa, ma nella pratica la meccanica si usa più per l'esplorazione che per gli scontri.

Le classi sono nove all'inizio, e la personalizzazione del personaggio è discreta. L'equipaggiamento è vario: spade, asce, martelli, daghe, archi e catalizzatori magici. Le armature sono tante e il fashion souls è servito. Il problema è che il bilanciamento tra le armi non è impeccabile: alcune build sono marcatamente più forti di altre, e la magia tende a essere overpowered rispetto al corpo a corpo.

Il livello di difficoltà è nella media del genere. I boss non sono memorabili come quelli di FromSoftware: alcuni sono ben progettati, altri sembrano riempitivi. La densità dei nemici comuni, però, è eccessiva. In certe aree ti ritrovi branchi di dieci nemici che ti aggrediscono contemporaneamente, e questo porta più a frustrazione che a sfida. Con le patch successive Hexworks ha ridotto la densità in alcune zone, ma resta un punto dolente.

Tecnica e prestazioni

Unreal Engine 5 è il grande protagonista del comparto visivo. Lords of the Fallen è uno dei giochi più belli del suo genere: illuminazione globale, riflessi in ray tracing, texture dettagliate e un'arte direction che mescola gotico, horror e fantasy oscuro. Umbral è spettacolare: il mondo dei morti è un incubo visivo con architetture distorte, nebbie e creature striscianti che emergono dall'oscurità.

Il problema, al lancio, erano le prestazioni. Su PC, il gioco soffriva di stuttering e cali di frame rate, soprattutto durante l'attraversamento tra i mondi. Su console, la modalità prestazioni faticava a tenere i 60 fps stabili. Con le patch successive la situazione è migliorata, ma su PC di fascia media bisogna ancora scendere a compromessi. Su PS5 e Series X, dopo gli aggiornamenti, il gioco è godibile. La differenza tra prestazioni e qualità è netta: per un soulslike, meglio privilegiare i frame rate.

Contenuti e longevità

La campagna principale dura circa 25-30 ore, più se esplori tutto. Il mondo è vasto e pieno di segreti, ma la densità nemica e la difficoltà di alcuni passaggi possono allungare i tempi. La rigiocabilità è buona grazie alle diverse classi e ai tre finali principali. Il multiplayer cooperativo funziona bene, ma il PvP è zoppicante per via di un netcode non all'altezza. Le patch post-lancio hanno aggiunto nuove armi, bilanciamenti e un sistema di modding del mondo. Hexworks ha supportato il gioco a lungo, dimostrando impegno verso la community.

Un aspetto che merita attenzione è il sistema di progressione. I punti esperienza (Vigor) si perdono alla morte, come da tradizione soulslike, ma la novità è che puoi crearli tu stesso i falò usando materiali raccolti in Umbral. Questo sistema è intelligente: ti costringe a bilanciare il rischio di esplorare Umbral per ottenere risorse preziose contro la possibilità di morire e perdere tutto. Purtroppo, la spiegazione di queste meccaniche è carente: il gioco dà per scontato che tu conosca già il genere, e i neofiti si troveranno spaesati.

L'audio è di buon livello, con una colonna sonora orchestrale che accompagna bene l'esplorazione e i combattimenti. Il doppiaggio in inglese è solido, e la localizzazione in italiano è completa e ben curata. I boss hanno design vari che spaziano da cavalieri corazzati a creature demoniache, ma la loro AI è prevedibile: dopo pochi tentativi, i pattern si imparano a memoria.

Nel complesso, Lords of the Fallen è un gioco che ha sofferto di un lancio travagliato ma che oggi, con le dovute patch, offre un'esperienza solida. La longevità di 25-30 ore per la prima run è buona, e la rigiocabilità è incentivata dai tre finali e dalle numerose classi iniziali. Il prezzo attuale, spesso scontato, lo rende un acquisto consigliato per gli amanti del genere.

Un consiglio pratico: se giochi su PC, assicurati di avere una scheda video recente. Su console, la modalità performance è quella da preferire. Evita il PvP se non hai una connessione stabile. E preparati a morire tanto: non è Dark Souls, ma ci si avvicina parecchio. Il prezzo attuale, spesso in sconto, lo rende un acquisto consigliato per chi ha già esperienza con il genere e cerca una variazione sul tema.

Un altro aspetto positivo è la varietà dell'equipaggiamento. Con oltre cento armi e decine di set di armature, il fashion souls è servito. Ogni arma ha un moveset unico, e la possibilità di potenziarle con rune trovate in Umbral aggiunge profondità. Peccato che il bilanciamento non sia perfetto: alcune armi sono chiaramente superiori ad altre, riducendo le scelta effettive a una manciata di opzioni.

Pro: - Meccanica dei due mondi originale e ben sfruttata - Comparto artistico eccellente - World design interconnesso - Buona longevità e supporto post-lancio

Contro: - Densità nemica eccessiva - Boss fight non memorabili - Performance altalenanti al lancio - Netcode multiplayer debole

A chi è consigliato

Lords of the Fallen è per chi ha già giocato tutti i soulslike di FromSoftware e cerca qualcosa di diverso. La meccanica del dual world aggiunge freschezza a un genere che rischia di ripetersi. Se sei un purista del combat system alla Dark Souls potresti trovare il combat meno raffinato, ma l'esplorazione tra Axiom e Umbral vale il prezzo del biglietto. Sconsigliato a chi si avvicina per la prima volta al genere: la densità nemica e la mancanza di chiarezza su alcune meccaniche possono essere frustranti.

Conclusione

Lords of the Fallen 2023 è un soulslike ambizioso che non raggiunge i vertici del genere ma si distingue per la sua idea centrale. Hexworks ha costruito un gioco bello da vedere e con una meccanica originale, ma lo ha appesantito con scelte di design discutibili. Con le patch è migliorato, e oggi è un titolo che consiglio a chi cerca un soulslike atipico. Non è il nuovo Dark Souls, ma non vuole esserlo. Per chi cerca un'esperienza che mescola esplorazione, horror e sfida, è un'opzione più che valida.

FAQ

Quanto dura Lords of the Fallen? Circa 25-30 ore per la storia principale, 40+ per il 100%.

Lords of the Fallen è in italiano? Sì, completamente localizzato in italiano (testi e audio).

È un sequel del Lords of the Fallen del 2014? No, è un reboot con una storia e un mondo completamente nuovi.

Ha il multiplayer? Sì, cooperativo e PvP, ma il netcode non è eccellente.

Su quali piattaforme è disponibile? PC (Steam, Epic), PS5, Xbox Series X/S.

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