Recensione Warhammer 40.000: Dawn of War II (2009): la strategia eroica che ha spaccato il genere
Dawn of War II di Relic Entertainment eliminò il base building e reinventò l'RTS con squadre di eroi, copertura e loot. Analisi della campagna, di Chaos Rising e dello stato del gioco nel 2026 con l'Anniversary Edition.
Matteo Ricci
Editorial Columnist
Recensione Warhammer 40.000: Dawn of War II (2009): la strategia eroica che ha spaccato il genere
Quando Relic Entertainment pubblicò Dawn of War II il 19 febbraio 2009, la decisione di eliminare completamente il base building spiazzò una parte dei fan del primo capitolo — quello del 2004 che aveva fissato lo standard degli RTS sotto la pioggia di bolteri e spotter ordeschi. Invece di costruire basi e raccogliere risorse, Dawn of War II proponeva qualcosa di radicalmente diverso: il controllo tattico di poche squadre — spesso meno di dieci unità in campo — con copertura, abilità degli eroi, equipaggiamento che cade dai nemici e una struttura da RPG tattico. Sedici anni dopo, con l'Anniversary Edition rilasciata nel 2024 e la community ancora attiva, è uno degli RTS più originali mai fatti e la miglior risposta possibile alla domanda "che cosa succede se un RTS smette di fare le cose che tutti gli RTS fanno?".
Il gameplay: poche unità, decisioni infinite
Dawn of War II abbandona la costruzione di basi per un sistema basato sui punti di controllo: si conquistano nodi strategici sulla mappa per generare requisiti e potere, che si spendono per chiamare rinforzi, abilità e supporto. Il combattimento è incentrato sulla copertura — le unità in copertura subiscono drasticamente meno danni — sugli incarichi degli eroi e sul posizionamento: ogni squadra ha punti di forza e debolezze precise, i veicoli sono devastanti ma fragili dietro, e le armi pesanti tengono a bada la fanteria solo se protette.
La campagna segue i Blood Ravens, il capitolo di Space Marine più sfortunato della galassia, con una squadra di quattro squadroni comandati da eroi con alberi di potenziamento, equipaggiamento e livelli. Tra le missioni si gestisce l'inventario — il loot che cade dai nemici si equipaggia sugli eroi con rarezza da action RPG — e si scelgono gli obiettivi su una mappa strategica a tempo: certe zone cadono sotto l'assedio se ignorate, e la gestione delle priorità è essa stessa una meccanica. Il tutto giocabile in cooperativa a due, che resta una delle migliori implementazioni della storia del RTS.
La difficoltà è autentica ma corretta: il gioco premia il micro-gestione — abilità al momento giusto, ritirate puntuali, uso della copertura — molto più del riempimento dello schermo di unità. Chi arriva dal primo Dawn of War dovrà disimparare l'istinto dello spam; chi arriva da XCOM troverà un linguaggio immediatamente familiare, e non è un caso: nel 2009 questo design era avanti, e i tactici moderni gli devono molto.
Chaos Rising e Retribution: il pacchetto completo
L'espansione Chaos Rising (marzo 2010) aggiunge una campagna di circa dieci ore che è forse il miglior contenuto singolo mai prodotto da Relic: la lotta contro i Chaos Space Marines della Black Legion, un sistema di corruzione che registra le scelte morali — usare poteri profani semplifica la vita e corrompe la squadra — e una scrittura che gioca volentieri con l'ambiguità del tradimento. Retribution (marzo 2011) chiude la trilogia con campagne multiple, una per fazione, e il passaggio a un formato più classico senza la struttura a mappa.
Nel 2024, in occasione dei quindici anni, Relic e SEGA hanno rilasciato gratuitamente la Dawn of War II Anniversary Edition per tutti i proprietari: texture migliorate, supporto per risoluzioni moderne, fix alle modalità online e riattivazione del matchmaking. Non è un remaster, ma è il segno di un gioco che l'editore considera ancora vivo — cosa rara per un RTS del 2009, e ancora più rara dopo l'insuccesso di Dawn of War III nel 2017, che ha di fatto congelato la serie. Oggi il modo migliore di giocare è l'Anniversary Edition per la campagna e Chaos Rising, con Retribution per i contenuti multigiocatore.
Il comparto tecnico e la fedeltà al 40.000
Anche a sedici anni di distanza, Dawn of War II regge bene: la direzione artistica cupa e funzionale di Relic invecchia molto meglio della tecnologia, e le unità — Space Marines massicci, Orde orchesche gesticolanti, Eldar eterei — sono modellate con una fedeltà all'universo Games Workshop che ancora oggi fa la differenza. Il motore gestisce con disinvoltura le schiere di particelle, le esplosioni e la distruzione del terreno: il prezzo di ingresso in 4K su macchine moderne è irrisorio, e il gioco gira su qualsiasi portatile degli ultimi dieci anni.
Contenuti e longevità
| Modalità | Durata indicativa | Note |
|---|---|---|
| Campagna base | ~15 ore | Coop a 2, loot e livelli |
| Chaos Rising | ~10 ore | Corruzione, la miglior storia della serie |
| Retribution | ~10 ore per fazione | 6 campagne separate |
| The Last Stand | Decine di ore | Coop 3 giocatori, horde mode |
| Multiplayer | Centinaia di ore | 1v1, 2v2, 3v3, community attiva grazie all'Anniversary |
The Last Stand merita un paragrafo: la modalità cooperativa a tre giocatori con eroi e ondate di nemici è stata così popolare che è diventata un gioco standalone a basso costo, e dopo sedici anni si trova ancora partita. Ogni eroe — Space Marine, Ork Mekboy, Eldar Warlock e gli altri aggiunti dopo — ha un albero di oggetti che si comprano tra una ondata e l'altra, creando build sempre diverse nella stessa partita: è il loop di un roguelite incastonato in un RTS, e spiega perché ha superato il test del tempo meglio del multiplayer classico. È la prova di quanto il design di Relic fosse solido: una modalità secondaria che sopravvive al resto del gioco.
Limiti reali
La mancanza di base building può deludere chi ama il primo Dawn of War — ed è una preferenza legittima, non un errore: chi cerca l'esperienza classica di costruzione basi ha Dawn of War: Definitive Edition (2025) che Relic ha rilasciato per il primo capitolo. La campagna base è lineare, con missioni secondarie limitate rispetto alla struttura a mappa di Chaos Rising. Il multiplayer, rinato con l'Anniversary Edition, ha una community piccola ma devota: si trova partita, ma non è il matchmaking popoloso del 2009.
C'è anche la questione Relic: lo studio, dopo l'insuccesso di Dawn of War III e il periodo in amministrazione controllata del 2023 (con SEGA che ha poi riacquistato i pieni diritti), ha rilasciato Age of Empires IV e Company of Heroes 3 con risultati misti. La serie Dawn of War resta ufficialmente sospesa: l'Anniversary Edition del 2024 è stata anche una dichiarazione d'intenti — i giochi vecchi di Relic non sono abbandonati — ma nessun Dawn of War IV è mai stato annunciato. Per il 40.000 su PC, intanto, il testimone è passato ad altri: Space Marine 2 (2024) ha dimostrato che il marchio vende, ma nel RTS il vuoto lasciato dalla serie non è mai stato riempito.
Pro e Contro
Pro - Tattica di squadra profonda: copertura, abilità, posizionamento - Campagna cooperativa tra le migliori della storia degli RTS - Sistema di loot e progressione che funziona davvero - Chaos Rising e il sistema di corruzione - Anniversary Edition (2024) gratuita con fix e matchmaking
Contro - Niente base building: chi lo cerca guardi il primo capitolo - Campagna base lineare - Community multiplayer piccola (ma attiva) - Le meccaniche RTS puriste non sono qui
FAQ
Dawn of War II è diverso dal primo? Molto: niente basi né raccolta risorse, focus totale su squadre di eroi, copertura e abilità. È più un tattico in tempo reale che un RTS classico — e in questo è geniale.
Quanto dura? Campagna base circa 15 ore, Chaos Rising altre 10, Retribution 10 ore per fazione. Con The Last Stand e il multiplayer, centinaia di ore complessive.
Con cosa iniziare nel 2026? Con l'Anniversary Edition (base + Chaos Rising): è gratuita per chi possiede il gioco originale e include le fix moderne. Se vi piace, Retribution completa il quadro.
Ha il multiplayer? Sì, 1v1/2v2/3v3 e The Last Stand cooperativo. La community è piccola ma l'Anniversary Edition ha riattivato il matchmaking: si trova partita nelle ore di punta.
Su quali piattaforme è disponibile? Solo PC (Steam). Nessuna versione console — un peccato, perché il sistema di controllo si adatterebbe bene al gamepad.
Conclusione
Dawn of War II resta uno degli RTS più coraggiosi mai prodotti: Relic ha demolito le convenzioni del genere per costruire qualcosa di più stretto, più tattico e più personale, e sedici anni dopo il risultato si gioca ancora con piacere — con campagna cooperativa che non ha eguali, un'espansione da manuale e una modalità Last Stand che ha superato il test del tempo. L'Anniversary Edition del 2024 lo riporta in vita proprio nel momento in cui il RTS torna di moda: se avete amato Company of Heroes e volete la versione sci-fi più profonda, o se XCOM vi ha fatto venire voglia di comandare poche unità preziose, questa è la recensione di un gioco che dovete recuperare. Non ha bisogno di essere reinterpretato: ha solo bisogno di essere giocato.