videogiochi 2023-10-02

Recensione Homeworld 3 (2024): RTS spaziale da veterani

Homeworld 3 riporta in auge l'RTS spaziale targato Blackbird Interactive. Gameplay tattico, megaliti, War Games e una campagna ambiziosa. Scopri se merita il viaggio.

Autore Matteo Ricci

Matteo Ricci

Editorial Columnist

Recensione Homeworld 3 (2024): RTS spaziale da veterani

Tornare nello spazio profondo dopo venticinque anni non è facile. Homeworld 3 arriva a distanza di oltre due decenni dal secondo capitolo, con un peso sulle spalle che pochi franchise RTS possono capire. Lo sviluppatore Blackbird Interactive, fondato da ex membri di Relic Entertainment, raccoglie l'eredità di una serie che ha definito il genere strategico in 3D. La domanda è semplice: questo ritorno è un capolavoro o una missione troppo ambiziosa?

La risposta, come spesso accade, sta nel mezzo. Homeworld 3 è un gioco splendido, profondo e fedele allo spirito originale. Ma è anche un titolo che paga lo scotto di dover piacere a un pubblico moderno senza tradire i veterani. Il risultato è un RTS che convince, ma non senza compromessi. La campagna è solida, il comparto tecnico è spettacolare e le novità come i megaliti e War Games aggiungono freschezza. Però i fan più accesi storceranno il naso su alcuni aspetti.

Il ritorno della flotta

La storia riprende cento anni dopo gli eventi di Homeworld 2. Imogen S'Jet, protetta di Karan S'Jet, si ritrova al comando di una nuova nave madre, la Khar-Kushan. Karan è scomparsa mentre indagava su una misteriosa Anomalia, e tocca a Imogen scoprire la verità. La narrazione è solida, con colpi di scena ben piazzati e un comparto narrativo che i fan apprezzeranno. Chi non ha mai giocato un Homeworld potrebbe sentirsi un passo indietro, ma il contesto viene ricostruito con discrezione.

La svolta rispetto al passato è l'introduzione dei megaliti: enormi strutture spaziali che fungono da copertura e alterano le dinamiche di combattimento. Non siamo più nel vuoto assoluto dei primi capitoli: ora ci sono tunnel, crepacci, archi di roccia e detriti planetari dietro cui nascondere le proprie navi. Questo aggiunge profondità tattica, ma cambia anche il ritmo degli scontri. Non puoi più semplicemente schierare la flotta e sparare: devi pensare a dove posizionare le corvette leggere, come usare i caccia per aggirare le difese nemiche e quando ritirarti dietro un megalite per riparare i danni.

La campagna dura tra le 12 e le 15 ore, a seconda di quanto ti soffermi a esplorare. Le missioni sono ben costruite, con obiettivi vari che spaziano dalla scorta alla difesa, dall'attacco frontale alle infiltrazioni. Qualche missione soffre di un design un po' datato, ma nel complesso l'esperienza regge. Le cutscene, purtroppo, non sono all'altezza di quelle in CGI dei primi due capitoli: girate interamente con il motore di gioco, funzionano ma non emozionano.

Tattiche su tre dimensioni

Il cuore di Homeworld 3 resta il combattimento spaziale in piena 3D. Selezioni le tue navi, le muovi sull'asse X, Y e Z, e gestisci risorse e produzione in tempo reale. Il sistema balistico simulato è tornato: i proiettili viaggiano davvero nello spazio, i missili inseguono i bersagli, e le navi si distruggono con un livello di dettaglio che toglie il fiato. Vedere una corvetta nemica esplodere in mille frammenti mentre un incrociatore brucia lentamente è uno spettacolo che non stanca mai.

Le novità principali sono due: le coperture offerte dai megaliti e la gestione del morale. Le navi nemiche non sono più solo sagome sullo sfondo: si appostano, tendono imboscate, usano il terreno a loro vantaggio. L'intelligenza artificiale è migliorata, anche se non raggiunge i picchi di altri RTS moderni in termini di adattività. In difficoltà più alte, però, sa farsi rispettare. La gestione della flotta richiede attenzione costante: una nave lasciata senza scorta viene rapidamente circondata e distrutta.

Il sistema di produzione è rimasto fedele alle origini: raccogli risorse (più che altro RUs, le unità di risorse), costruisci navi da guerra e gestisci la tua economia. La novità è che ora puoi potenziare le navi con modifiche sul campo, una qualità della vita che i veterani apprezzeranno. La gestione della flotta è più fluida, anche se la selezione delle unità in 3D richiede un po' di pratica.

War Games: la novità che funziona

Una delle aggiunte più interessanti è War Games, una modalità cooperativa che fonde l'RTS con elementi roguelike. Fino a tre giocatori affrontano una serie di missioni casuali, potenziando la flotta tra una partita e l'altra. Il sistema di ricompense e la varietà delle run rendono War Games molto rigiocabile. Non è un sostituto di una campagna multiplayer strutturata, ma è un'ottima aggiunta per chi gioca in compagnia. Le sfide sono ben calibrate e la necessità di coordinarsi con gli alleati aggiunge un livello di profondità che manca alla campagna single player.

Il multiplayer classico, invece, è presente ma non stravolge. Le modalità sono quelle che ti aspetteresti: deathmatch a squadre, conquista e controllo. La community è di nicchia, e trovare partite bilanciate può richiedere tempo. Il supporto post-lancio ha ampliato le fazioni con DLC a pagamento, una scelta che ha fatto discutere. Le fazioni Somtaaw e Taiidan aggiungono varietà, ma il modello di business resta controverso per un gioco che già costa 59,99 euro.

Comparto tecnico e artistico

Homeworld 3 è costruito su Unreal Engine 4 e, a livello visivo, è un piacere per gli occhi. I modelli delle navi sono dettagliatissimi, gli effetti particellari sono spettacolari e le ambientazioni spaziali trasmettono un senso di scala che pochi giochi sanno eguagliare. La colonna sonora di Paul Ruskay è all'altezza della tradizione: atmosferica, malinconica, epica nei momenti giusti. Le tracce variano da momenti di silenzio quasi religioso a crescendo orchestrali durante le battaglie.

Sul fronte prestazioni, la situazione è più complessa. Il gioco è molto dipendente dalla CPU: le fasi con molte unità a schermo possono far calare i frame rate anche su configurazioni di fascia alta. Con una RTX 4080 e un Ryzen 7 7800X3D, il gioco tiene i 60 fps in 4K con impostazioni massime, ma nelle battaglie più affollate i cali si sentono. Su PC di fascia media bisogna scendere a compromessi: abbassare la qualità delle ombre e il livello di dettaglio delle unità aiuta a mantenere la fluidità. La localizzazione in italiano è presente per interfaccia e sottotitoli, ma l'audio è solo in inglese.

Limiti reali

Homeworld 3 non è il capolavoro che i fan più accesi sognavano. La campagna, pur solida, non raggiunge i picchi emotivi dei primi due capitoli. Le cutscene, realizzate con il motore di gioco, sono funzionali ma non memorabili come quelle in CGI del passato. Il ritmo della campagna è altalenante: missioni spettacolari si alternano a fasi più lente e meno ispirate.

Il prezzo di lancio a 59,99 euro ha sollevato qualche sopracciglio, soprattutto considerando che il Season Pass aggiunge altri 39,99 euro per contenuti che espandono principalmente War Games. Sulla longevità, chi cerca solo la campagna potrebbe restare insoddisfatto: 15 ore per un RTS single-player sono nella media, ma non giustificano l'investimento se non sei interessato alla modalità cooperativa o al multiplayer. Per chi ama il genere e vuole spendere decine di ore in War Games, invece, il rapporto qualità-prezzo è buono.

Pro: - Combattimento spaziale spettacolare e fedele alla serie - Megaliti e coperture aggiungono profondità tattica - War Games è una modalità cooperativa riuscita - Comparto artistico e sonoro di altissimo livello

Contro: - Campagna con ritmo altalenante - Prestazioni CPU-dipendenti - DLC a pagamento per fazioni extra - Multiplayer di nicchia

A chi è consigliato

Homeworld 3 è un gioco per veterani dell'RTS spaziale, ma anche per chi si avvicina per la prima volta alla serie. I neofiti potrebbero trovare la gestione tridimensionale della flotta ostica all'inizio, ma il tutorial è ben fatto. Chi cerca una campagna narrativa profonda potrebbe restare deluso dalla scarsa caratterizzazione dei personaggi. Chi ama la strategia pura e la gestione tattica troverà pane per i suoi denti. La longevità complessiva oscilla tra le 15 ore della sola campagna e le 50+ se si include War Games e multiplayer. Su PC, l'ideale è avere un processore moderno per godersi il gioco senza intoppi.

Conclusione

Homeworld 3 è un buon RTS, a tratti persino eccellente. Blackbird Interactive ha rispettato l'eredità della serie, ma ha anche dovuto fare i conti con le aspettative e con un mercato che per gli strategici puri è diventato spietato. Non è il ritorno trionfale che tutti speravano, ma è un capitolo dignitoso che i fan della prima ora possono giocare con soddisfazione. Per chi non ha mai amato Homeworld, non sarà questo capitolo a convertirlo. Per chi invece ha trascorso ore a comandare flotte nei vecchi capitoli, è un viaggio che merita di essere fatto.

FAQ

Quanto dura Homeworld 3? La campagna principale dura circa 12-15 ore. Con War Games e multiplayer si superano facilmente le 50 ore.

Homeworld 3 ha il multiplayer? Sì, include modalità PvP classiche e la modalità cooperativa War Games con elementi roguelike.

Homeworld 3 è in italiano? Sì, interfaccia e sottotitoli sono tradotti in italiano. L'audio è in inglese.

Su quali piattaforme è disponibile? Solo su PC (Steam e Epic Games Store). Non sono state annunciate versioni console.

Vale il Season Pass? Dipende: se ti appassiona War Games e vuoi nuove fazioni, sì. Se giochi solo la campagna, no.

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