videogiochi 2026-06-11

Recensione Suikoden I&II HD Remaster (2025): due gemme tornano a brillare

Suikoden I&II HD Remaster riporta in vita due JRPG storici di Konami. Combattimenti a turni, reclutamento di 108 personaggi e una trama politica di spessore. La recensione.

Autore Matteo Ricci

Matteo Ricci

Editorial Columnist

Recensione Suikoden I&II HD Remaster (2025): due gemme tornano a brillare

A volte le sorprese migliori arrivano da dove non te le aspetti. Konami, dopo anni passati a ignorare gran parte del suo catalogo storico, ha deciso di rispolverare due dei giochi di ruolo più amati degli anni Novanta. Suikoden I&II HD Remaster non è una semplice operazione nostalgia: è il tentativo di restituire dignità a due titoli che hanno segnato un genere, e di presentarli a un pubblico che all'epoca forse non c'era.

La domanda è: funziona ancora oggi un JRPG del 1995 e del 1998, per quanto restaurato? La risposta è sì, ma con qualche distinguo.

Cosa sono Suikoden I e II

Per chi non li ha mai giocati, Suikoden è una serie di JRPG basata sul romanzo classico cinese I Briganti (Outlaws of the Marsh). Il cuore del gioco è la ricerca dei 108 Stelle del Destino, personaggi sparsi per il mondo da reclutare per costruire un esercito e rovesciare il regime oppressivo di turno.

Il primo Suikoden segue la storia di Tir McDohl, figlio di un generale dell'Impero, che si ritrova coinvolto in una ribellione dopo che l'imperatore tradisce la sua famiglia. Il secondo, ampiamente considerato il capolavoro della serie, segue Riou e Jowy, due amici d'infanzia divisi da una guerra tra regni. La narrazione del secondo capitolo è più matura, i personaggi più sfaccettati, e le scelte morali hanno un peso che pochi giochi dell'epoca si permettevano.

Il gameplay: vecchia scuola che funziona ancora

Il combat system è a turni, con sei personaggi schierati in prima e seconda linea. Sembra semplice, ma la profondità sta nella composizione del party. Ogni personaggio ha una classe, abilità uniche, e combinazioni speciali con altri personaggi. Le rune (la magia del gioco) aggiungono un ulteriore strato di personalizzazione. Non c'è grinding obbligatorio, ma se vuoi reclutare tutti i 108 personaggi dovrai esplorare ogni angolo della mappa e parlare con ogni PNG.

I duelli uno contro uno e le battaglie con gli eserciti sono le due varianti principali. I duelli sono scontri rock-paper-scissors che rompono la monotonia, mentre le battaglie di规模 epica mettono in scena scontri tra armate con comandi a turni. Nel primo capitolo queste battaglie sono rudimentali, nel secondo sono molto più curate.

Cosa cambia con l'HD Remaster

Konami non ha rifatto i giochi da zero. Gli sprite sono stati ripuliti, le ambientazioni ridipinte a mano in alta definizione, e l'interfaccia utente ridisegnata. Si vede la differenza? Sì, ma non aspettatevi un pixel art moderno come Octopath Traveler. I personaggi mantengono il loro aspetto originale, ma tutto è più nitido, i colori più vividi, e le animazioni leggermente più fluide.

Sono state aggiunte funzionalità moderne: salvataggio rapido, avanzamento veloce dei dialoghi (una manna), la possibilità di autosalvare, e una modalità che mostra la posizione dei personaggi reclutabili sulla mappa. Quest'ultima è quasi un cheat, ma dopo anni a cercare certi personaggi senza guida, nessuno si lamenterà.

La localizzazione è stata rivista. Il primo Suikonde aveva una traduzione inglese approssimativa piena di errori. Konami l'ha riscritta quasi interamente. Il risultato è più leggibile, anche se qualche fan della vecchia scuola storcerà il naso.

Due giochi, due esperienze

Giocare Suikoden I prima del II è l'esperienza consigliata. Il primo è più corto (circa 20 ore), più semplice, e funge da introduzione al mondo. Il secondo è un gioco lungo quasi 50 ore, con una trama molto più articolata e momenti emotivamente devastanti. Chi ha giocato il secondo sa benissimo di cosa parlo: ci sono scene che ancora oggi, dopo ventisette anni, fanno venire il nodo alla gola.

La differenza tra i due si nota anche nella qualità della scrittura. Il primo Suikoden ha dialoghi funzionali, il secondo ha dialoghi che costruiscono personaggi memorabili. Luca Blight, l'antagonista del secondo capitolo, è uno dei villain meglio scritti nella storia dei JRPG. Non è un caso che il secondo Suikonde sia considerato da molti il miglior gioco della serie, e uno dei migliori JRPG di sempre.

Comparto tecnico e artistico

La colonna sonora è, senza sorprese, eccellente. Composta da Miki Higashino, Tappy, e altri, mescola temi epici, malinconici e folkloristici. La versione rimasterizzata include sia la colonna sonora originale che quella riarrangiata. Si può passare dall'una all'altra in qualsiasi momento, una funzione gradita.

L'interfaccia è il punto più controverso. Konami ha ridisegnato i menu per adattarli agli schermi moderni. Il risultato è funzionale ma un po' spoglio. I puristi rimpiangeranno l'estetica anni Novanta. Per i nuovi giocatori, invece, sarà probabilmente più accessibile.

Longevità e rigiocabilità

Parliamo di circa 70 ore per completare entrambi i giochi con tutti i 108 personaggi reclutati e le missioni secondarie principali. Se volete il Platino su PS5 o gli achievement su Steam, preparatevi a una run extra per il finale perfetto del secondo capitolo.

La rigiocabilità è alta, soprattutto per Suikoden II: i finali sono multipli, e alcune scelte cambiano l'epilogo in modo significativo. Inoltre, portare i dati di salvataggio del primo capitolo nel secondo sblocca contenuti extra, una feature che i fan hanno sempre amato.

Pro e Contro

Pro - Due giochi storici in un unico pacchetto - Localizzazione rivista e migliorata - Funzioni moderne ben implementate - Colonna sonora senza tempo - Trama politica matura per l'epoca

Contro - Interfaccia ridisegnata un po' anonima - Il primo capitolo mostra i segni del tempo - Le battaglie con gli eserciti nel primo sono deboli - Qualche scelta di restauro visivo discutibile

Tabella riepilogativa

Elemento Dettaglio
Sviluppatore Konami
Piattaforme PC, PS4, PS5, Xbox One, Xbox Series, Switch
Data uscita 6 marzo 2025
Durata 20 ore (I), 50 ore (II), 70+ ore (completista)
Prezzo 39,99€
Lingua italiana Solo sottotitoli
Multiplayer Assente

A chi è consigliato

Suikoden I&II HD Remaster è per chi vuole capire perché certi JRPG degli anni Novanta sono ancora ricordati con affetto. È per chi ha giocato l'originale e vuole rivivere quei momenti senza dover tirare fuori un vecchio PlayStation o un emulatore. È anche per chi ha scoperto i JRPG con titoli moderni e vuole vedere le radici del genere. Non è consigliato a chi cerca action in tempo reale, grafica all'avanguardia, o una narrazione che non richieda pazienza. I ritmi sono lenti, i dungeon sono labirintici, e il grinding esiste anche se non obbligatorio.

FAQ

Devo giocare al primo prima del secondo? Sì, è consigliato. La storia del secondo è autonoma, ma i collegamenti e i personaggi ricorrenti sono tanti.

Quanto è lungo ogni gioco? Suikoden I dura circa 20 ore, Suikoden II circa 45-50 ore.

Ci sono contenuti inediti? No, ma la localizzazione rivista e le funzioni moderne compensano.

Il doppiaggio è in italiano? No, solo in inglese e giapponese, con sottotitoli in italiano.

Vale la pena per chi ha già giocato gli originali? Se avete nostalgia dei due giochi, sì. Le migliorie tecniche e la localizzazione rivista giustificano l'acquisto.

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