videogiochi 2026-06-01

The First Berserker: Khazan: Recensione del soulslike coreano

The First Berserker: Khazan è il nuovo soulslike di Nexon. Ne abbiamo testato la beta per capire se può competere con i giganti del genere.

Autore Matteo Ricci

Matteo Ricci

Editorial Columnist

The First Berserker: Khazan: Il soulslike che non ti aspetti da Nexon

Quando ho sentito che Nexon: sì, quella Nexon: stava sviluppando un soulslike ambientato nell'universo di Dungeon & Fighter, ho alzato un sopracciglio. Poi ho messo le mani sulla beta e ho dovuto ricredermi. The First Berserker: Khazan è sorprendentemente solido.

Una storia di vendetta

Nei panni di Khazan, un eroe caduto in disgrazia che cerca vendetta contro l'impero che lo ha tradito, la narrazione si snoda attraverso un mondo cupo ispirato alla mitologia coreana mescolata a fantasy classico. Niente di innovativo: il revenge plot è un classico del genere: ma la presentazione è curata, con cutscene in engine che funzionano bene.

Il character design è inconfondibilmente coreano: personaggi slanciati, armature elaborate, un'estetica che mescola hanbok e armature medievali. Chi ha giocato a DNF troverà molti richiami.

Gameplay: qui si fa sul serio

Il combat system è quello che ti aspetti da un soulslike: stamina da gestire, roll a tempo, parry e schivate. Khazan brandisce una spada (o due, o una lancia, o artigli: armi diverse, moveset diversi), e ogni boss è un muro da scalare.

La vera particolarità è il sistema di "Brutal Attack": una meccanica che ricorda le posture di Sekiro: se rompi la guardia di un nemico, puoi eseguire una finisher brutale che non solo infligge danni enormi ma ti rigenera parte della salute. È una meccanica che premia l'aggressività calcolata, e funziona.

Ci sono tre stance di combattimento, sbloccabili progredendo nella storia, che modificano il moveset base: Velocità (attacchi rapidi e schivate potenziate), Forza (colpi lenti ma devastanti) e Equilibrio (parry e contrattacco). Puoi cambiarle al volo durante i combattimenti, e questa flessibilità è la chiave per sopravvivere ai boss più tosti.

Tecnicamente parlando

Il motore grafico è Unreal Engine 5, con un cel-shading molto marcato che ricorda Persona 5 ma più cupo. Il frame rate sulla beta era stabile a 60fps su PS5 e Series X. Su PC, con una RTX 3070 si girava fluidi a 1440p con DLSS attivo.

Il level design è lineare ma non banale: ci sono scorciatoie da sbloccare, aree segrete, e una mappa interconnessa stile Dark Souls 1. Le ambientazioni sono variegate: foreste maledette, fortezze in rovina, templi sommersi. La varietà visiva è buona.

Difetti

La beta aveva qualche incertezza: i caricamenti dopo la morte erano un po' lunghi (5-6 secondi), qualche texture popping nelle aree più aperte, e la telecamera in spazi stretti tendeva a fare i capricci. Nexon ha promesso che questi problemi saranno risolti al lancio.

Più sostanziale è la mancanza di varietà nemica: nei primi capitoli si incontrano gli stessi 4-5 tipi di nemici con variazioni minime. I boss sono il vero piatto forte, ma il viaggio verso di loro può risultare ripetitivo.

Giudizio

The First Berserker: Khazan non reinventa il genere, ma lo interpreta con personalità. Il combat system è solido, l'estetica è affascinante, e la difficoltà è calibrata per soddisfare sia veterani che neofiti (grazie a un sistema di assistenza opzionale). Nexon ha dimostrato di saper fare sul serio.

Voto: 8/10

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